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Auto ritratto

Carlo Bossoli (Davesco-Soragno, 6 dicembre 1815Torino, 1º agosto 1884[1]) è stato un pittore e scenografo svizzero naturalizzato italiano.

Indice

BiografiaModifica

Figlio di Pietro Bossoli e di Maria Bernasconi, visse fino al 1820 a Lugano, poi si trasferì a Odessa in Russia dove apprese l'arte del disegno.

Quando aveva 11 anni, dopo aver studiato dai Padri Cappuccini, entrò presso un libraio antiquario. Dal 1828 fu assunto come aiutante di Nannini, pittore e scenografo, dal quale prese lezioni sia di pittura, sia di scenografia.[2]

SuccessoModifica

 
Carlo Bossoli, Yalta, 1856
 
Bossoli, La battaglia di Solferino, dall'album The War in Italy, Day & Son, Londra, dicembre 1859

La Principessa Woronzow, che risiedeva ad Odessa, chiamò Bossoli perché voleva vedere le capacità dell'artista, rimanendone colpita. Grazie a questo Bossoli poté andare in Italia nel 1839, per affinare la sua preparazione; vi restò fino al 1840.

Soggiornò maggiormente a Napoli e Roma, dove era molto praticata la pittura a tempera e a guazzo. Negli anni successivi si riconosceranno le sue opere grazie ai colori vivaci e alle rappresentazioni scenografiche. Nel 1840 tornò ad Odessa dove ebbe numerose commissioni: una delle più importanti fu quella del Principe Woronzow.

Nel 1843, mentre viveva con la madre ormai rimasta vedova, tornò in Italia, a Milano, dove apri un atelier, però col desiderio di ritornare a Lugano.[3] Nel 1848, visto che la madre si era trasferita a Lugano, per un breve periodo vi si trasferì anche lui; nel 1849 la madre morì.

Nel 1853 a seguito della decisione del Governo austriaco, Bossoli dovette emigrare a Torino; l'anno dopo pubblicò l'album di quadri dal titolo Viewa od the Crimea,[4] pubblicato dalla casa editrice Day di Londra.

Nel 1859 Bossoli ebbe l'incarico dall'editrice Day & Son di descrivere gli eventi della guerra franco piemontese:[5] produsse quindi 40 litografie che furono riportate nel libro The War in Italy, uscito nel dicembre del 1859.

Il principe Eugenio di Savoia gli commissionò le famose 105 tempere dedicate alla guerra degli anni 1859, 1860 e 1861, che ancora oggi si possono vedere nel Museo di Risorgimento di Torino. Dipinse inoltre per la Regina Vittoria.[6]

Nel 1860 i Savoia gli diedero spazio per pubblicare tra 150 tempere e litografie.[7]

Nel 1862 sempre lo stesso principe gli concesse la patente di Nostro pittore di storia.

Matrimonio e morteModifica

Un anno prima di morire si sposò con Adelaide Decarolis, una ragazza di 21 anni; si pensò che Adelaide sposasse Bossoli solo per denaro.

Morì il 1º agosto 1884 per attacco cardiaco a Torino; è sepolto a Lugano.

Una via gli è stata dedicata dal Comune di Torino, nel quartiere di Nizza Millefonti.

NoteModifica

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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