Castellarano

comune italiano

Castellaràno (Castlarân in dialetto reggiano) è un comune italiano di 15 265 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Castellarano
comune
Castellarano – Stemma
Castellarano – Bandiera
Castellarano – Veduta
Castellarano – Veduta
Rocchetta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Reggio Emilia-Stemma.svg Reggio Emilia
Amministrazione
SindacoGiorgio Zanni (lista civica di centro-sinistra Castellarano bene comune) dal 5-6-2016 (2º mandato dal 5-10-2021)
Territorio
Coordinate44°30′50″N 10°44′02″E / 44.513889°N 10.733889°E44.513889; 10.733889 (Castellarano)
Altitudine149 m s.l.m.
Superficie58,06 km²
Abitanti15 265[1] (31-10-2022)
Densità262,92 ab./km²
FrazioniCastellarano Alto

Cà de Fii Ca' de Grimaldi Ca' de Ravazzini Cadiroggio Case Ferri Castello La Croce Farneto di Sotto Le Ville Malee Montebabbio Pradivia Roteglia San Valentino Scuole Telarolo Tressano

Comuni confinantiBaiso, Casalgrande, Prignano sulla Secchia (MO), Sassuolo (MO), Scandiano, Viano
Altre informazioni
Cod. postale42014
Prefisso0536
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT035014
Cod. catastaleC141
TargaRE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 383 GG[3]
Nome abitanticastellaranesi
Patronosan Rocco
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castellarano
Castellarano
Castellarano – Mappa
Castellarano – Mappa
Posizione del comune di Castellarano nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Geografia fisicaModifica

Castellarano sorge sulla sponda sinistra del fiume Secchia, ai piedi dell'Appennino reggiano, 25 km a sud-est di Reggio Emilia.

Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di

•Castellarano Alto

•Ca' de Fii

•Ca' de Grimaldi

•Ca' de Ravazzini

•Cadiroggio

•Case Ferri

•Castello La Croce

•Farneto di Sotto

•Le Ville

•Malee

•Montebabbio

•Pradivia

•Roteglia (3171 abitanti)

•San Valentino

•Scuole

•Telarolo

•Tressano

per un totale di 57,49 chilometri quadrati.

Castellarano confina a nord con Casalgrande, ad est con i comuni modenesi di Sassuolo e Prignano sulla Secchia, a sud-ovest con Baiso e a nord-ovest con Scandiano.

StoriaModifica

I primi insediamenti umani si fanno risalire al 2000 a.C.. I popoli che si stabilirono in successione furono: le Terramare, i Liguri Friniati, i Galli e i Romani. Si avvicendarono anche numerose popolazioni di barbari, con insediamenti importanti come quello dei Longobardi, i quali diedero il nome di Castrum Lariani (Castello degli Ariani) al precedente Castrum Gabellus, ovvero Castello sul Gabellus, antico nome del fiume Secchia.

Numerosi reperti archeologici sono stati ritrovati fin dagli anni cinquanta ad oggi e quindi custoditi nei musei di Modena e Reggio Emilia, come i resti di cinque tombe longobarde con i relativi arredi funebri, che, insieme a molti altri, hanno fornito le prove per poter dare un quadro storico attendibile della preistoria e della storia antica del territorio di Castellarano.

Nel 1167 giurò fedeltà al comune di Reggio.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Siti archeologiciModifica

Nel 1997 è stato rinvenuto nei calanchi di Rio della Rocca, presso San Valentino, lo scheletro fossile di una balena, soprannominata proprio Valentina dal nome del borgo[4]. Il fossile risale al Pliocene, probabilmente al Piacenziano inferiore (all'incirca 3,5 milioni di anni), all'epoca in cui la zona era sommersa dalle acque del Golfo Padano. Del cetaceo sono stati ritrovate le due lunghe ossa della mandibola, diverse vertebre cervicali e parte della gabbia toracica con alcune coste. È stato anche ritrovato l'arto sinistro (parte dell'omero, radio, ulna e due falangi) mentre il destro, così come il resto del cranio, è completamente scomparso. Sono state le vertebre, saldate tra loro, a permettere l'inserimento del fossile nel genere Balaena. Si presume che in vita Valentina misurasse fino a 10 metri e pesasse diverse decine di tonnellate. Il reperto è stato recuperato tra l'autunno 1997 e l'estate 2001 ed è attualmente esposto presso i Musei Civici di Reggio Emilia, accanto a un altro ritrovamento reggiano, il fossile di Toano.[5]

La rocchetta e centro storicoModifica

 
Rocchetta

La rocchetta di Castellarano è una piccola rocca eretta nell'apertura della vecchia cinta muraria che circondava il centro storico, costellato di vialetti acciottolati. Deve la sua forma attuale ad un intervento del conte Filippo Strozzi, infeudato a Castellarano dal duca Borso d'Este nel 1470 circa. È una costruzione articolata, circondata su tre lati da un fossato, con tre porte, quella esterna che era chiusa da ponte levatoio, al di sotto del torrione principale, da cui si accede ad una piccola corte che si apre con la porta di accesso al borgo antico e con altra alla via, chiusa tra il Canale di Reggio e le mura del Castello, al tempo unica via di transito per la montagna. Sopra la porta di accesso al borgo si nota uno stemma scolpito degli estensi, con a fianco, in piccolo, quello degli Strozzi. Il fulcro del vecchio borgo è la Parrocchiale di Santa Maria Assunta, antica Pieve preromanica, frequentata dai fedeli castellaranesi.

 
Castello

Accanto alla chiesa, al di là di un largo fossato, è la Rocca (o Castello) struttura di epoca matildica, abitata prima da Bonifacio di Canossa (padre di Matilde), poi dagli Estensi, che la trasformarono in una residenza per le vacanze. Con Napoleone la Rocchetta venne venduta alla famiglia Casali, che tutt'oggi vi risiede dopo la ricostruzione della stessa, gravemente danneggiata da eventi bellici. Di fianco e collegata da un suggestivo passaggio coperto, c'è l'antica torre, databile al X secolo, di verosimile origine longobarda. Sul piazzale antistante la Rocca, al di qua del fossato, si nota la quattrocentesca torre dell'Orologio, eretta dagli Estensi. La chiesa della Santa Croce è oggi poco frequentata e spesso chiusa al pubblico; lì risiede l'omonima confraternita.

Chiesa di San ValentinoModifica

Nella frazione di San Valentino, la parrocchiale dei Santi Eleucadio e Valentino risale al VII secolo e conserva, tra le varie opere, un pregevole altare del Garofalo, raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Eleucadio e Stefano e Deposizione nella cimasa (datata 1517)[6]. la chiesa è legata alla figura del beato Rolando Rivi, il cui corpo è sepolto sotto l'altare maggiore e al quale è anche dedicato un piccolo museo in una parte del complesso adiacente alla chiesa.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune sono 1 028, pari al 6,7% della popolazione. Le nazionalità più rappresentate sono[8]:

CulturaModifica

Archivi e bibliotecheModifica

L'archivio municipale, risalente al XVI secolo, è conservato insieme all'archivio del soppresso comune di San Valentino e di comunità, enti di pubblica assistenza e consorzi idrici della zona presso il Centro Civico, sede inoltre della biblioteca comunale.

ScuoleModifica

L'istituto comprensivo di Castellarano è costituito dall'aggregazione di tre scuole materne, tre primarie e due scuole medie, site nelle varie località che formano il comune, a cui si aggiungono due scuole materne paritarie.

EconomiaModifica

 
Palazzo comunale

Le industrie fiorenti della ceramica si sviluppano all'interno del cosiddetto comprensorio delle ceramiche, che, insieme ai comuni limitrofi, si posiziona tra i più importanti poli industriali della regione.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
3 settembre 1985 11 maggio 1989 Gian Pietro Campani Partito Socialista Italiano Sindaco [9]
11 maggio 1989 27 maggio 2000 Gian Luca Rivi PCI, PDS Sindaco [9]
14 maggio 2001 17 maggio 2011 Alberto Caprari lista civica Sindaco [9]
17 maggio 2011 5 giugno 2016 Gian Luca Rivi lista civica Castellarano bene comune Sindaco [9]
5 giugno 2016 in carica Giorgio Zanni lista civica Castellarano bene comune Sindaco [9]

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN242314629 · GND (DE4796513-7 · WorldCat Identities (ENviaf-242314629
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