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Castelli (azienda)

Castelli
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà a responsabilità limitata
Fondazione1877 a Bologna
Fondata daEttore Castelli
SettoreArredamento
NoteCompasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1981

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1987
Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1989

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1991 - C.O.M. s.coop.r.l. società incorporata
Sito web

Castelli è un'azienda italiana operante nel settore dell'arredamento per ufficio, fondata a Bologna nel 1877 da Ettore Castelli come piccola bottega artigianale. Ha ricevuto tre Compassi d'Oro e ha prodotto arredmenti disegnati da Richard Sapper, Charles Pollock, Ferdinand Alexander Porsche, Giancarlo Piretti, Gino Gamberini, Emilio Ambasz, Rodolfo Bonetto, Dino Gavina, Michele De Lucchi, Mario Ruiz, Massimiliano Fuksas.

StoriaModifica

  • 1877: fondazione della società Ebanisteria Castelli
  • 1939: atto di fondazione della Società con denominazione Anonima Castelli
  • 1946: Viene ricostruito lo stabilimento di Imola distrutto durante la guerra: il Centro Studi Castelli inizia a progettare mobili per la serie.
  • 1948: Antonio Nerozzi guida il Centro Studi Castelli e progetta la serie PS, Pezzi Speciali, il primo direzionale di Castelli.
  • 1965: Grazie al ricorso all'alluminio, allora raramente utilizzato nella realizzazione di mobili, nasce la seduta 106 con cui il Centro Studi Castelli inaugura la serie DSC, ancora in produzione.
  • 1969: Giancarlo Piretti presenta alla direzione il prototipo di una sedia pieghevole dove la dinamica di apertura e chiusura delle parti rotanti si risolve in un unico snodo. È la sedia Plia che riceve nel 1971 il premio SMAU INDUSTRIAL DESIGN.
  • 1979: Giancarlo Piretti e Emilio Ambasz progettano insieme Vertebra, tra i primi esempi di risoluzione ergonomica della seduta. Vertebra riceve nello stesso anno il premio Smau Industrial Design.
  • 1980: Il Centro Studi Castelli elabora il progetto Trust che riceverà l'anno seguente la segnalazione al premio Compasso d'oro.
  • 1982: Vertebra riceve il premio Compasso d'oro. È il primo della Anonima Castelli
  • 1981: Castelli mette in produzione Penelope, seduta progettata da Charles Pollock. È una sedia knee-tilt ed è la prima sedia ad usare una rete in acciaio per creare un effetto ergonomico.
  • 1986: Richard Sapper progetta Dalle nove alle cinque che si aggiudicherà l'anno seguente il Compasso d'oro con la seguente motivazione. "Per il fascino discreto di una soluzione tecnologica innovativa dei tradizionali elementi strutturali della scrivania, adeguati all'uso dei terminali elettronici in un perfetto equilibrio formale".
  • 1987: Nasce Guya che vince il premio Compasso d'oro nel 1989.
  • 1989: Castelli mette in produzione la serie Executive Office, design di Ferdinand Alexander Porsche che ottiene la segnalazione al Compasso d'oro l'anno successivo alla sua messa in commercio.
  • 1990: Rodolfo Bonetto progetta Status.
  • 1994: A firma Centro Studi Castelli si presenta al mercato 3D, un sistema capace di adattarsi a qualsiasi esigenza sulla base di un semplice fulcro centrale a colonna in grado di supportare lo sviluppo orizzontale quanto quello verticale.
  • 1997: Castelli affida a Dino Gavina il compito di progettare una nuova collezione direzione: nasce Orione, una rappresentazione concreta del modo di Gavina di pensare il design.
  • 1999: Castelli incarica Michele De Lucchi di creare una linea di mobili per ufficio. Nasce Tutti, una linea di arredi che grazie alla sua versatilità permette alle aziende di esprimere pienamente identità ed filosofia nell'ambiente di lavoro.
  • 2004: Castelli Design Studio introduce un nuovo concetto nelle pareti divisorie: è progettata e messa in commercio Esedra la parete che coniuga, in una linea estetica estremamente armonica, la sensazione di apertura del vetro ai vantaggi tecnici dell'alluminio.
  • 2005: Mario Ruiz progetta per Castelli K22 che ottiene il premio FX International Interior Design Awards nella sezione Workspace Systems Furniture.
  • 2007: Axis 9000 viene inserita nello stesso anno nell'ADI (Associazione per il Disegno Industriale) Design Index e nell'anno successivo riceve la segnalazione dalla giuria del Compasso d'oro

Il 15 luglio 2014 l'azienda viene dichiarata fallita.[1]

Nel gennaio 2015 la Castelli viene ceduta all'asta alla famiglia Pavan. Enrico Pavan assume la carica di presidente della società ed attua un piano di rilancio dei prodotti e del marchio. La ragione sociale diventa Castelli 2014 s.r.l.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b La Castelli riparte con la famiglia Pavan, salvaguardati l'occupazione e il polo produttivo, su adnkronos.com, 29 gennaio 2015. URL consultato il 22 novembre 2019.

ShowroomModifica

Collegamenti esterniModifica