Chiesa dei Santi Simone e Giuda (Firenze)

edificio religioso di Firenze
Chiesa dei Santi Simone e Giuda
Santi Simone e Giuda (Florence).jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
Religionecristiana cattolica di rito greco-ucraino
TitolareSimone apostolo e Giuda Taddeo apostolo
Arcidiocesi Firenze
Consacrazione1247
ArchitettoGherardo Silvani
Stile architettonicorinascimentale, barocco
Inizio costruzione1243
Completamento1630

Coordinate: 43°46′11″N 11°15′38″E / 43.769722°N 11.260556°E43.769722; 11.260556

La chiesa dei Santi Simone e Giuda si trova in piazza San Simone a Firenze, incastonata nei vicoli, (vicina a via dei Lavatoi), fra piazza della Signoria e piazza Santa Croce.

StoriaModifica

Sorta come piccolo oratorio dei Vallombrosani di Badia intorno al 1192, fu ingrandita nel 1209 e poi ricostruita nel 1243. Nel 1247 il vescovo Ardengo Trotti consacrava questa nuova chiesa, facendone una parrocchia.

Nel 1527 in questa chiesa venne sepolto il pittore Raffaellino Del Garbo, allievo di Filippo Lippi, morto nel 1524.

Danneggiata nell'alluvione del 1537, venne rinnovata solo nel 1630, su progetto di Gherardo Silvani, grazie soprattutto a Bartolomeo Galilei, cavaliere di Malta.

La chiesa è oggi officiata con il rito ucraino cattolico, molto simile al rito ortodosso, ma di osservanza romana.

DescrizioneModifica

Nel portale si trovano due colonne di pietra serena scannellata, che sostengono un arco decorato di bassorilievi ornamentali. Nella lunetta è raffigurata la Vergine fra i santi apostoli Simone e Giuda di Nicodemo Ferrucci. Sulla parete di sinistra c'è una lapide in marmo con iscrizione in caratteri longobardi in ricordo della fondazione della Chiesa. Nell'interno ad aula, scandito da partiti architettonici in pietra serena, il soffitto ligneo, intagliato in verde ed oro, datato 1670, reca la croce dell'Ordine dei Cavalieri di Malta e l'arme dei Galilei, scala rossa in campo d'oro.

Oltre al San Pietro in cattedra del Maestro della Santa Cecilia (1307), sugli altari laterali sono presenti pale d'altare di artisti attivi a Firenze intorno al 1630, fra cui Jacopo Vignali, Francesco Curradi, Nicodemo Ferrucci. Di Orazio Mochi sono le due statue in marmo dei Santi Simone e Giuda.

Nella sacrestia, che fu anticamente una cappella dei Tolosini, si conserva un'antica tavola rappresentante i Martiri, d'artista ignoto. Nella parete dov'era l'antica porta laterale, si trova un tabernacolo robbiano in terra smaltata, con un busto della Vergine in pietra, fatto eseguire da Geri Risaliti nel 1463.

Sulla facciata della chiesa si trova una lapide duecentesca:

CURREBANT XPI  · TUNC ANNI TEMPORIS ISTI  ·
MILLE DUCENTENI POST TRES QUATER INDEQ~ DENI.
CUM SACRA SANCTOR, SIMONIS IUDEQ~ TUOR  ·
FIT DOMUS ISTA DEUS  · ABBAS QUEM BARTHOLOMEUS
EX ABBATIA TITULAT QUAM SANCTA MARIA
DE FLORENTINA PRE QUALIBET URBE LATINA
CONSTRUXIT  · PRIMUM LAPIDEM DUM FIXIT IN IMUM
ET QUIA TERRENO FUNDAVIT NON ALIENO
SET PROPRIO  · TURBIS SICUT PATET ISTIUS URBIS ·
EST HINC IURE BONUS DNS VERUSQ~ PATRON.

 

Traduzione: "Correvano allora 1243 anni dell'era cristiana quando fu eretta, o Dio, cotesta sacra dimora dei tuoi santi Simone e Giuda che l'abate Bartolomeo costruì, dandole il titolo prima di qualunque altra città latina, in quanto abate della Badia fiorentina di Santa Maria, quando pose la prima pietra nelle fondamenta e poiché la fondò su terreno non d'altri ma proprio, come appare evidente al popolo di questa città, è perciò di diritto legittimo signore e vero patrono".

Chiese dei Cavalieri di Malta a FirenzeModifica

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