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Diario Ordinario del Chracas

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Diario Ordinario
Chracas
StatoStato Pontificio Stato Pontificio
Linguaitaliano
Periodicitàsettimanale
Generefoglio di notizie
Formatoin ottavo
Fondazione1716[1]
Chiusura1848
SedeRoma
 

Il Diario Ordinario del Chracas (noto anche come Diario Ordinario, Diario di Roma o, più semplicemente, Chracas), fu un periodico sette-ottocentesco stampato a Roma dalla famiglia Chracas. Grazie alle notizie politiche, culturali e artistiche che riporta, è una fonte di primaria importanza per la ricerca storica.

La famiglia e stamperia ChracasModifica

I Chracas furono un'importante famiglia di tipografi ed editori provenienti da Spinazzola, antico borgo della Diocesi di Venosa, ed attivi a Roma dal 1698 al 1771. Ad iniziare l'attività fu Luca Antonio (c. 1659 – 1723) che intorno al 1697 aprì una stamperia nella Curia Innocenziana in piazza Montecitorio, che fu attiva fino al 1701, quando il papa Clemente XI assegnò i locali a Girolamo Minardi.

Chracas si trasferì allora in una bottega nel palazzo Vitelleschi, presso San Marco al Corso, che funzionava sia da officina che da locale per la vendita dei libri. A partire dal 1703 circa, Luca Antonio non figurò più nelle edizioni stampate come il titolare della stamperia, ma al suo posto iniziò a comparire il figlio Giovanni Francesco (Roma c. 1692 – 1741), il quale mantenne l'attività fino al 1721, quando passò per breve tempo a suo fratello Galeazzo (Roma c. 1696 – 1721) e infine alla sorella Caterina (Roma c. 1693 – 1771), che assunse gradualmente la gestione. Nel corso della loro centennale attività i Chracas pubblicarono due testate approvate ufficialmente dalla Santa Sede: il «Diario Ordinario» e «Notizie per l'anno» (l'annuario pontificio).

Alla morte di Caterina nel 1771, la Stamperia Chracas passò dapprima nelle mani del suo collaboratore Alessandro Burlini (che l'acquistò dalle due eredi universali, la cugina Anna Palombi de Nobili e la cognata Laura de Nobili), poi, alla morte di costui, fu comprata da Vincenzo Pilucchi, altro giovane di bottega. Questi mantenne, grazie ai privilegi concessogli da Papa Pio VI, il nome «Stamperia Chracas» (che sul finire del XVIII secolo perse l'”h” del nome diventando «Cracas»), concessione che fu ribadita dal Papa Pio VII anche per le sue figlie che ereditarono l'attività, mantenendola in vita fino a metà Ottocento.

StoriaModifica

Tra le tante pubblicazioni della famiglia Chracas, l'edizione che rese celebre la stamperia e che ne accompagnò quasi tutta l'esistenza fu proprio il Diario Ordinario. Si deve la sua nascita al capostipite Luca Antonio, il quale fondò nel 1716[2] il «Diario Ordinario d'Ungheria», un foglio informativo settimanale riguardante le notizie sulla guerra austro-turca (1716-1718) stampato in ottavo (circa 22 x 15 cm). A guerra finita, nel 1718, il fascicolo abbandonò l'originaria impostazione di periodico di guerra, mutando il nome in «Diario Ordinario di Roma» e perdendo l'indicazione di Vienna come altro luogo di stampa. Iniziò, inoltre, a dare spazio anche agli avvenimenti riguardanti lo Stato Pontificio, trasformandosi in breve tempo in un vero e proprio giornale cittadino. Si stampava, in libretti di piccolo formato o con fogli volanti, il giovedì [3].

A partire dal gennaio 1775, anno di svolta per la testata, la pubblicazione venne scissa in due distinti fascicoli: il «Diario Estero», pubblicato il venerdì, per tutte le notizie dall'estero; e il «Diario Ordinario», pubblicato il sabato, per le informazioni riguardanti lo Stato Pontificio. Non ci sono fonti che riportino con esattezza la tiratura con cui venisse stampato, ma è molto probabile che il giornale, venduto su abbonamento, avesse un'elevata diffusione, sia grazie al prezzo modico che al comodo e piccolo formato.

Le pubblicazioni si interruppero:

La redazione del Diario seppe sempre ben adattarsi alle mutevoli esigenze delle autorità ecclesiastiche, che regolarmente controllavano e selezionavano le notizie da pubblicare, quasi fino ad un uso propagandistico della testata. Ciononostante, il settimanale accompagnò con le sue cronache i più importanti eventi della storia del Settecento, fino a metà Ottocento.

Con motu proprio del 29 dicembre 1847 papa Pio IX assegnò al Ministero dell'interno la suprema direzione del giornale ufficiale di Roma nonché i poteri di controllo sulla stampa periodica. Con il numero del 15 gennaio 1848 il Diario terminò le pubblicazioni[4]. Al suo posto uscì la «Gazzetta di Roma» (Anno I, n. 1: 17 gennaio 1848), stampata in sesto grande. Nel luglio dello stesso anno la tipografia Cracas esaurì la propria attività ed il privilegio di stampa passò ai Salviucci.

L'edizione MaesModifica

Nel 1887, il bibliotecario e pubblicista romano Costantino Maes (1839-1910) riprese le pubblicazioni del Cracas, che erano terminate nel 1848, e le proseguì, con cadenza settimanale, fino al 1894, impegnandosi personalmente come unico redattore del periodico [5].

NoteModifica

  1. ^ Come «Diario ordinario d'Ungheria».
  2. ^ Il privilegio di stampa fu concesso in data 5 agosto 1716.
  3. ^ Mario Tosi, La società romana dalla feudalità al patriziato: (1816-1853), Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1968.
  4. ^ Fu chiusa anche l'altra testata che godeva dell'approvazione ufficiale, «Notizie per l'anno».
  5. ^ Fonte: "MAES, Costantino", scheda di Giuseppe Monsagrati dal Dizionario Biografico degli Italiani, volume 67, anno 2007, edizione online

BibliografiaModifica

  • Saverio Franchi, Le impressioni sceniche. Dizionario bio-bibliografico degli editori e stampatori romani e laziali di testi drammatici e libretti per musica dal 1579 al 1800. Ricerca storica, bibliografica e archivistica condotta in collaborazione con Orietta Sartori, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura ("Sussidi eruditi", 44), 1994, pp. 150-164.
  • Teresa M. Gialdroni, ‘Chracas’, in Dizionario degli editori musicali italiani 1750-1930, a cura di Bianca Maria Antolini, Pisa, ETS, 2000, pp. 123-124.
  • Furio Luccichenti, I Chracas stampatori in Roma (1698-1771), «L'Urbe», XLVIII, 1984.
  • Bianca Maria Antolini, Editori, copisti, commercio della musica in Italia: 1770-1800, «Studi Musicali», XVIII, 2, 1989, pp. 273-375:363.
  • Giancarlo Rostirolla, L'editoria musicale a Roma nel Settecento, in Le muse galanti, La musica a Roma nel Settecento, a cura di B. Cagli, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana 1985m pp. 121-176.
  • Marina Formica, Mutamenti politici e continuità redazionali: le gazzette della stamperia Chracas, in Dall'erudizione alla politica. Giornali, giornalisti ed editori a Roma tra XVII e XX secolo, a cura di M. Caffiero - G. Monsagrati, Milano, Angeli, 1997, pp. 103-126.
  • Giacomo Sciommeri, Il Diario Ordinario del Chracas dal 1781 al 1783: spoglio e analisi delle notizie musicali, tesi di laurea (rel. Teresa M. Gialdroni), Università degli Studi di Roma Tor Vergata, 2007.

Collegamenti esterniModifica