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Chiuro, portichetto dei Disciplini, Santa Marta, Evangelisti
Chiuro, portichetto dei Disciplini, 1563
Chiuro, Porta di San Giacomo, Deposizione

Cipriano Valorsa (Grosio, 1515 circa – 23 novembre 1604) è stato un pittore italiano.

Indice

Vita e opereModifica

Cipriano Valorsa nacque a Grosio (So) attorno al 1515-16. Fu il protagonista della pittura valtellinese del secondo Cinquecento ed ebbe un'attività lunghissima e frenetica in moltissimi luoghi della Valtellina. La sua opera certa più antica è il polittico firmato e datato conservato in S. Ilario a Vervio.

La sua figura venne più volte indagata dalla storiografia dal XVIII secolo in poi, così che il Valorsa è diventato uno dei pochissimi artisti locali di cui si ha una biografia sostanziosa e una personalità abbastanza definita. Spesso è ricordato come il "Raffaello di Valtellina", secondo una definizione che ne diede Giovanni Morelli. Un fondamentale apporto critico (soprattutto grazie a un riordino ponderato del catalogo) fu un saggio di Simonetta Coppa del 1985 all'interno di una più ampia ricerca sugli affreschi di San Giorgio a Grosio. Diversi affreschi fino ad allora attribuiti a Valorsa vennero restituiti alla paternità di altri autori, in molti casi a quella sorta di "padre" stilistico del Valorsa che fu Vincenzo de Barberis.

Tra le principali opere del maestro valtellinese vi sono la decorazione del portichetto dei Disciplini di Chiuro, gli affreschi in S. Abbondio a Vione di Mazzo, L'abside di S. Gregorio a Ravoledo di Grosio, i cicli pittorici in S. Siro a Bianzone ("Vita della Vergine" e "I martiri") del 1548, le innumerevoli tele (al santuario di Sazzo di Ponte, in S. Agostino ad Agneda, la pala d'altare di S. Abbondio a Tresivio, ecc.). Unica opera dipinta fuori dalla Valtellina (ed è sintomatico della contemporanea situazione politica e culturale della Valle) è un ciclo nella chiesa della Natività di Maria a Pellizzano, in Val di Sole (TN).

Il suo stile ricalca quello dei maestri del rinascimento lombardo (da ricordare che Valorsa svolse il suo praticantato probabilmente nella bottega di Vincenzo de Barberis), ma volgarizzandone gli esiti. Le sue sono sempre immagini devozionali di facile impatto, accomunabili al linguaggio delle diffusissime confraternite religiose.

Nella sua bottega vi erano il figlio Giovan Angelo e Luigi Valloni, l'apporto di quest'ultimo è riscontrabile in diverse opere del maestro.

BibliografiaModifica

  • Antonioli G.-Galletti G.-Coppa S., La chiesa di San Giorgio a Grosio, Sondrio 1985.
  • Cecini N., Un pittore del XVI secolo, Cipriano Valorsa di Grosio, Sondrio 1963.
  • Coppa S. (a cura di), Civiltà artistica in Valtellina e Valchiavenna. Il Medioevo e il primo Cinquecento, Sondrio 2000.
  • Coppa S. (a cura di), Civiltà Artistica in Valtellina e Valchiavenna, il secondo Cinquecento e il Seicento, Bergamo 1998.
  • Coppa S., Il polittico di s. Giovanni Battista a Bellano e alcune caratteristiche della cultura figurativa rinascimentale nel comasco da Pittura in Alto Lario tra Quattro e Cinquecento, a cura di Gregori M., Cinisello Balsamo 1995, pp. 110–120.
  • D'Adda C., Cipriano Valorsa e la cultura storico-artistica lombarda del XVI secolo in «Notiziario della Banca Popolare di Sondrio» n.70, aprile 1996, pp. 124–128.
  • Frangi F., Cipriano Valorsa in Pittura in Alto Lario e Valtellina dall'Alto Medioevo al Settecento, a cura di Gregori M., Cinisello Balsamo 1995, pp. 263–265.
  • Togni R., Pittura a fresco in Valtellina nei secoli XIV-XV-XVI, Sondrio 1974
  • Romeri M., Appunti su Luigi Valloni, in "Bollettino della Società Storica Valtellinese", 60, 2007, pp. 121–142

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