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Beata Clelia Merloni
Madre Clelia Merloni.jpg
 

Fondatrice delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù

 
NascitaForlì, 10 marzo 1861
MorteRoma, 21 novembre 1930
Venerata daChiesa cattolica
Beatificazione3 novembre 2018
Ricorrenza20 novembre

Clelia Merloni (Forlì, 10 marzo 1861Roma, 21 novembre 1930) è stata una religiosa italiana, fondatrice dell'Istituto delle Suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù.

Il 26 gennaio 2018 papa Francesco ha firmato il decreto che riconosce un miracolo attribuito all'intercessione di Clelia Merloni[1] e il 3 novembre successivo è stata beatificata a Roma, nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Indice

BiografiaModifica

Clelia Merloni nasce a Forlì il 10 marzo 1861, figlia di Teresa Brandelli e Gioacchino Merloni (industriale), cresce immersa in un ambiente familiare precario, costretta a continui trasferimenti da un luogo all'altro a causa del lavoro del padre e sofferente per la morte della madre. All'età di 33 anni Clelia vede in sogno la città di Viareggio, a lei sconosciuta. Decide quindi di mettersi in viaggio il 24 aprile 1894 con una sua amica Elisa Pederzini. Al duo si aggiungerà poi Giuseppina D'Ingenheim. Le tre diventeranno poi le prime tre Apostole del Sacro Cuore di Gesù.

La compagnia, giunta alla stazione di Viareggio, si ferma a pregare nella vicina Chiesa della Madonna del Carmine per poi raggiungere la Chiesa di San Francesco (oggi nota come Chiesa di Sant'Antonio) nella quale furono accolte dai Frati Minori. Il 30 maggio 1894 Padre Serafino Bigongiari inaugura l'Istituto (in via Veneto) davanti alla comunità, presentando ad un "folto stuolo di fedeli" - come fu descritta la folla - le tre prime Apostole del Sacro Cuore di Gesù. I membri dell'Istituto delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù erano e sono tuttora impegnati a sostenere la Santa missione di Santa Margherita Maria Alacoque: far conoscere e amare a tutti il Sacro Cuore di Gesù.

Presto l'Istituto ospitò una scuola, e grazie alle finanze del padre, Clelia riuscì a concentrare l'opera di carità (che ora mirava ad accogliere orfani e persone anziane) in più palazzi della stessa città. Presto Clelia e le sue consorelle furono autorizzate ad insegnare Catechismo ai fanciulli nei locali della Chiesa della SS. Annunziata, vicina ad altre delle loro sedi.

La Congregazione divenne presto numerosa e Clelia si applicò in varie e molte opere di carità anche al di fuori di Viareggio. Purtroppo dopo la morte del padre, a causa di una cattiva gestione economica, le Sorelle furono costrette ad abbandonare Viareggio e le opere di carità. La Congregazione non si estinse, e grazie all'aiuto di Monsignor Giovanni Battista Scalabrini, Vescovo di Piacenza, le opere della Congregazione furono promosse anche al di fuori dell'Italia (U.S.A, Brasile). Clelia Merloni si ammalò gravemente, e confidando nel Sacro Cuore di Gesù, si spense all'età di 69 anni a Roma, il 21 novembre 1930.

Inizialmente sepolta al cimitero del Verano, fu traslata nella chiesa di Santa Margherita Maria Alacoque, presso la casa generalizia delle Apostole, il 17 maggio 1945.

Lo spirito dell'istitutoModifica

Le Apostole del Sacro Cuore di Gesù, desiderose di porsi al servizio della Chiesa in una forma di vita più evangelica e fedeli al Carisma, sono chiamate:[2]

  • a coltivare tra le sorelle accoglienza reciproca, comunione fraterna, collaborazione, corresponsabilità e semplicità, sobrietà, testimonianza e povertà;
  • a vivere e operare, inserite nel territorio e nella Chiesa locale, fedeli al Papa e al suo Magistero;
  • a rendere viva ed efficace l'azione pastorale nelle opere, in cui si svolge la loro missione, con un ardore apostolico sempre più rinnovato;
  • a curare la formazione dei laici, soprattutto dei giovani e dei collaboratori, rendendoli partecipi dello spirito dell'Istituto, perché diventino anche loro Apostoli della Evangelizzazione;
  • a riattivare nell'Istituto l'originale espansione missionaria ad gentes: ad intra e ad extra aperta e sensibile ai poveri di ogni condizione e provenienza, con un'attenzione particolare alle nuove forme di povertà sociale.

NoteModifica

  1. ^ Promulgazione di Decreti della Congregazione delle Cause dei Santi, Sala Stampa della Santa Sede. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  2. ^ Apostole del S. Cuore di Gesù, Arcidiocesi di Trento. URL consultato il 30 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2011).

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN29085862 · ISNI (EN0000 0000 6136 0641 · LCCN (ENno00099443 · BAV ADV10913938