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Complotto di famiglia
PaeseItalia
Anno1994-1995
Generegame show
Edizioni1
Durata80 min
Lingua originaleitaliana
Crediti
ConduttoreAlberto Castagna
RegiaFerruccio Castronuovo
AutoriAlberto Castagna, Paolo Taggi, Pasquale Romano
ScenografiaGaetano Castelli
CostumiPatrizia Bisceglie
FotografiaGiovanni Mastropietro
ProduttoreGiuseppe Feyles
Casa di produzioneRTI
Rete televisivaCanale 5

Complotto di famiglia è stato un programma televisivo italiano condotto da Alberto Castagna e trasmesso da Canale 5 nel primo pomeriggio alle 14.05 dal lunedì al venerdì dal 19 settembre 1994 al 23 giugno 1995.[1][2]

Indice

La trasmissioneModifica

Il programma era basato sull'utilizzo della candid camera, genere molto sfruttato all'inizio degli anni novanta;[2] su modello di Scherzi a parte, alcuni protagonisti (personaggi comuni) erano inconsapevoli vittime di alcuni scherzi, ripresi da telecamere nascoste allo scopo di osservare le reazioni in condizioni di stress particolare, provocate da decisioni da prendere sul momento o dalla trasfigurazione della realtà.[2] Capitava così che ad un protagonista venisse fatto credere di avere erroneamente 200 milioni di lire sul proprio conto corrente, o ad un cuoco di un villaggio turistico che la sua cucina avesse provocato un'intossicazione alimentare a tutti gli ospiti presenti in sala.[2]

In studio, il conduttore mostrava la candid camera a coloro che avevano segnalato alla redazioni la vittima e gli scherzi da proporre, parenti e amici del soggetto, dividendola in diversi spezzoni e chiedendo ai suoi ospiti come, secondo loro, il loro conoscente avrebbe reagito in quella situazione.[3] I comportamenti del protagonista del filmato venivano poi giudicato al termine del filmato, e i familiari della "vittima" decidevano se premiare le reazioni del loro caro o "punirlo" con una torta in faccia.[2]

Collocazione in palinsestoModifica

La trasmissione andava in onda nel primo pomeriggio, a partire dalle 14.05, e ha preso il posto di Sarà vero?, quiz andato in onda nella medesima fascia oraria durante l'anno precedente e sempre condotto da Castagna. Con questa trasmissione, aveva in comune in produttore (Giuseppe Feyles) e gli autori: lo stesso Castagna insieme a Paolo Taggi e Pasquale Romano.[2] Dal mese di gennaio 1995, la trasmissione è stata trasmessa saltuariamente alla domenica alle 20.30.[4]

Non è stato riproposto nella successiva stagione televisiva, sostituito da un altro programma condotto da Alberto Castagna: Casa Castagna.

Accoglienza e criticheModifica

La trasmissione ottenne un discreto successo d'ascolto, ottenendo una media del 20% di share e circa 2 milioni di telespettatori;[5] tuttavia, lo spettacolo non fu riconfermato per la stagione successiva anche per le critiche che venivano mosse allo spettacolo, colpevole di approfittare degli ignari protagonisti strumentalizzandoli per fini televisivi.[2] In realtà, i soggetti delle storie dovevano rilasciare una liberatoria per concedere la trasmissione delle immagini che in media in tre casi su dieci non veniva concessa,[4] rendendo così inutilizzabili una buona parte delle oltre 400 candid camera realizzate.[2]

Gli autori erano contestati anche per la crudeltà degli scherzi proposti, come nel caso di una madre a cui venne fatto credere di non essere la madre naturale di suo figlio.[2] Tuttavia, sia il conduttore che lo sceneggiatore Paolo Taggi specificarono che il programma era finalizzato a riproporre dei comportamenti sociali e studiarne le reazioni, respingendo le accuse di tv spazzatura.[4]

Altre polemiche vennero mosse da Vladimir Luxuria, all'epoca presidente dell'Associazione Mario Mieli, che contestava l'utilizzo dell'omosessualità in uno degli scherzi proposti dalla trasmissione nel quale, nello specifico, il figlio della vittima presentava in casa il proprio compagno dello stesso sesso.[6]

Il programma è stato anche candidato all'edizione 1995 dei TeleRatti, proposta da Videomusic in antitesi ai più noti Telegatti, che premiava i peggiori programmi televisivi dell'anno.[7]

Il dibattito sulla legittimità della trasmissione fu acceso soprattutto in Francia, dove ne era stata realizzata una versione locale.[2]

NoteModifica

  1. ^ Leandro Palestini, Con la spia Castagna la vittima è in famiglia, in la Repubblica, 15 settembre 1994. URL consultato il 31 maggio 2016.
  2. ^ a b c d e f g h i j Baroni, pp. 111-112.
  3. ^ Gualtiero Peirce, Con Castagna della trappola, in la Repubblica, 20 settembre 1994. URL consultato il 31 maggio 2016.
  4. ^ a b c Alessandra Rota, Attenti alla famiglia se arriva Castagna, in la Repubblica, 23 gennaio 1995. URL consultato il 31 maggio 2016.
  5. ^ Gualtiero Peirce, Fatevi i fatti nostri..., in la Repubblica, 27 gennaio 1995. URL consultato il 31 maggio 2016.
  6. ^ "Castagna, basta scherzi sui gay", in la Repubblica, 12 aprile 1995. URL consultato il 31 maggio 2016.
  7. ^ Castagna o Fede per il Teleratto?, in la Repubblica, 28 aprile 1995. URL consultato il 31 maggio 2016.

BibliografiaModifica

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