Criptovaluta

valuta digitale che utilizza la crittografia per il conseguimento delle sue funzioni di base

Il vocabolo criptovaluta[1] o criptomoneta[2] è l'italianizzazione dell'inglese cryptocurrency e si riferisce ad una rappresentazione digitale di valore basata sulla crittografia. L'etimologia del vocabolo deriva[secondo quali fonti?] dalla fusione di "cryptography" (crittografia[3][4]) e "currency" (valuta): si tratta di una risorsa digitale paritaria e decentralizzata.

Le criptovalute (o criptomonete) utilizzano tecnologie di tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cui nodi risultano costituiti da computer di utenti, situati potenzialmente in tutto il globo. Su questi computer vengono eseguiti appositi programmi che svolgono funzioni di portamonete. Non c'è attualmente alcuna autorità centrale che le controlla. Le transazioni e il rilascio avvengono collettivamente in rete, pertanto non c'è una gestione di tipo "centralizzato". Queste proprietà uniche nel loro genere, non possono essere esplicate dai sistemi di pagamento tradizionale.

Il controllo decentralizzato di ciascuna criptovaluta funziona attraverso una tecnologia di contabilità generalizzata (DLT)[5], in genere una blockchain, che funge da database di transazioni finanziarie pubbliche.

Un sistema decentrato potrebbe essere più resistente ad attacchi informatici o a incidenti operativi rispetto a un sistema accentrato perché il primo continua a operare anche quando uno o più nodi smettono di funzionare [6].

Definizione formaleModifica

Secondo Jan Lansky, una criptovaluta è un sistema che soddisfa sei condizioni [7]:

  1. Il sistema non richiede un'autorità centrale, il suo stato è mantenuto attraverso un consenso distribuito.
  2. Il sistema mantiene un controllo delle unità di criptovaluta e della loro proprietà.
  3. Il sistema determina se possono essere create nuove unità di criptovaluta. Se tali unità si possono creare, il sistema definisce la loro origine e come determinare il loro possessore.
  4. La proprietà di una criptovaluta può essere provata solo crittograficamente.
  5. Il sistema consente di eseguire transazioni nelle quali avviene un cambio di proprietà delle unità crittografiche. La conferma della transazione può essere rilasciata solo da un ente che può provare la proprietà delle Criptovalute oggetto della transazione.
  6. Se vengono date simultaneamente due diverse istruzioni per il cambio di proprietà delle stesse unità crittografiche, il sistema esegue al massimo una delle due.

StoriaModifica

Sono state definite oltre trenta diverse specifiche e protocolli per lo più simili o derivate dal Bitcoin. Dal 2009 dopo l’avvento di questa moneta sono nate nel mondo tutta una serie di criptovalute, subito ribattezzate altcoin (alternative coin, ovvero monete alternative a quella originale), che si differenziano per alcuni aspetti, e utilizzano un sistema differente dalla blockchain. Le altcoin puntano su caratteristiche che Bitcoin, secondo gli sviluppatori di codeste, non possiederebbe.[8]

La tecnologia di blockchain non è ancora stata chiarita del tutto dal punto di vista legale e legislativo, ma i governi stanno cercando di andare nella direzione di un progressivo aggiornamento: nel 2017, per esempio, lo stato del Nevada, Stati Uniti, ha approvato una legge per la completa liberalizzazione della blockchain[9].

Questa visione non è condivisa da tutti però: per esempio sempre negli Stati Uniti, lo stato di New York ha imposto leggi molto ferree per chi faccia uso di questa tecnologia per scambi monetari, con una condanna anche di espulsione dallo stesso stato.[9]

Alcuni stati, tra cui il Giappone, hanno riconosciuto al Bitcoin corso legale, e dunque in questi stati può essere usato legalmente al posto della valuta locale.[10]

La maggior parte delle criptomonete sono progettate per introdurre gradualmente nuove unità di valuta, ponendo un tetto massimo alla quantità di moneta che sarà in circolazione. Ciò viene fatto sia per imitare la scarsità (e il valore) dei metalli preziosi, sia per evitare l'iperinflazione.

Comparate con le valute ordinarie gestite dagli istituti finanziari o tenute come contante, le criptomonete sono meno suscettibili a confische da parte delle forze dell'ordine. Le transazioni effettuate con le criptomonete offrono un buon[11] livello di privacy, grazie alla caratteristica di pseudonimia degli utilizzatori. Il livello di privacy varia a seconda del protocollo utilizzato, ed è totale per quelle criptovalute (quali Monero, Dash, Zcash) che utilizzano il sistema di validazione "zero knowledge", grazie al quale non viene scambiata nessuna informazione delle parti.

Alcuni ricercatori hanno trovato vulnerabilità nell'implementazione del protocollo usato da Monero[12], in particolare sono stati in grado di ricostruire la storia delle transazioni avvenute sulla catena di Monero fino a Gennaio 2017.

Attacchi simili sono stati portati a compimento anche nei confronti di Dash e Zcash[13].

Per quanto riguarda l'Italia, una definizione di criptovaluta ci è attualmente offerta dalla normativa (AML, V direttiva), che descrive la crittovaluta come una "rappresentazione di valore digitale che non è emessa o garantita da una banca centrale o da un ente pubblico, non è necessariamente legata a una valuta legalmente istituita, non possiede lo status giuridico di valuta o moneta, ma è accettata da persone fisiche e giuridiche come mezzo di scambio e può essere trasferita, memorizzata e scambiata elettronicamente."

Per quanto concerne la Blockchain, è stata riconosciuta all'interno dell'ordinamento giuridico italiano con la Legge 12 dell'11 Febbraio 2019, all'interno della quale è stata altresì riconosciuto il valore legale di ogni informazione registrata su di essa. Nella stessa Legge si fa riferimento agli Smart Contract, mentre non viene riconosciuta alcuna ulteriore definizione di criptovaluta.

Principali criptovaluteModifica

Esistono al mondo oltre 6.000 criptovalute, le principali sono le seguenti:

  • Bitcoin (BTC o XBT), nata a gennaio 2009 da un informatico del quale è noto solo lo pseudonimo: Satoshi Nakamoto. Basata sul protocollo proof-of-work, è la prima criptomoneta per valore, la prima ad essere conosciuta in massa, e ad essere riconosciuta come forma di pagamento da diversi siti Internet, nonché commercianti. "Bitcoin sono, quindi, uno dei primi esempi di criptovaluta e anche a causa della grave crisi finanziaria del 2008, hanno avuto sempre maggior credito, presentandosi nel mondo dei mercati come il nuovo modo di dare ed avere garanzie nelle transazioni finanziare. Il numero dei bitcoin è limitato a 21 milioni di unità ed è destinato ad essere raggiunto circa nell'anno 2140. La crescita della moneta segue un andamento prevedibile e non alterabile, non soffrendo quindi del meccanismo di controllo del valore effettuato tramite politiche monetarie." [14]
  • Ethereum (ETH), piattaforma decentralizzata del Web 3.0 rilasciata nel 2015, prevede l'esecuzione di smart contracts (una forma di "denaro digitale altamente programmabile[14]) tramite la rete peer-to-peer. La potenza computazionale messa a disposizione sulla rete viene convertita nell'unità di conto denominata Ether.
  • Ripple (XRP), criptovaluta decentralizzata nativa della piattaforma di pagamento RippleNet. RippleNet è stato creato nel 2012 per offrire alle banche e alle istituzioni finanziarie un sistema di regolamento lordo in tempo reale, consentendo transazioni finanziarie sicure e istantanee che possono abbracciare tutto il mondo. Il token XRP è stato creato all'interno di RippleNet come mezzo per fornire liquidità in tempo reale. RippleNet può anche elaborare le transazioni in modo estremamente rapido, gestendo circa 1.500 transazioni al secondo rispetto ai 7 al secondo di BTC. Per ogni transazione è prevista una microscopica fee (0.00001 XRP). "Gli XRP sono protetti da misure di sicurezza tali da evitare la duplicazione e la falsificazione attraverso funzioni di hash crittografico e meccanismi di convalida che tracciano la storia di ogni singolo conio digitale in modo da impedire frodi. : lo scopo è di ridurre i rischi di operazioni speculative. Consente di inviare a ricevere Euro, Dollari, Yen oltre a XRP e Bitcoin" [14].
  • Bitcoin Cash (BCH), frutto del fork sulla rete Bitcoin eseguito il 01 agosto 2017, che prevedeva l'aumento della dimensione dei blocchi da 1 a 8 MB rendendolo incompatibile con la blockchain del Bitcoin [14].
  • Litecoin (LTC), che rispetto al Bitcoin elabora un blocco ogni 2.5 minuti (contro i 10 minuti del Bitcoin) e produce scrypt nell'esecuzione del proof-of-work.
  • Monero (XMR), criptovaluta che punta alla privacy degli utenti, non avendo una blockchain pubblica.
  • Waves (WAVES), criptovaluta fulcro di un progetto che prevede un exchange monetario (sia di moneta FIAT che criptovalute) decentralizzato, ovvero basato sulla rete p2p. Dà ai suoi utenti la possibilità di creare token monetari senza alcuna nozione di programmazione e nel futuro è prevista l'introduzione degli smart contracts. Attualmente, tramite il protocollo Waves-NG, è la blockchain decentralizzata più veloce, potendo gestire 1000 transazioni al secondo contro le 7 al secondo del Bitcoin.
  • IOTA (IOTA), un token crittografico di nuova generazione, creato per essere lightweight e venire utilizzato nei pagamenti automatici che i dispositivi intelligenti effettueranno nell'Internet delle cose. IOTA è programmato in ternario e ha un tangle al posto di una blockchain, il che lo rende infinitamente scalabile e rimuove la necessità di avere costi di transazione.
  • Neo, garantisce rendite passive a tutti i suoi possessori tramite la distribuzione gratuita di Token Gas. Inoltre Neo non presenta alcun costo di transazione. Attualmente (Maggio 2018) neo è nella top 10 delle criptovalute per capitalizzazione di mercato.
  • Cardano
  • Stellar
  • Tezos
  • EOS- criptovaluta di tipo ethereum del progetto eos.io di applicazioni decentrate
  • Zcash
  • Dash

Criptovalute alternativeModifica

Stable coinModifica

Si definiscono stable coins le criptovalute che a differenza del bitcoin hanno un prezzo stabile perché vincolato a un mezzo di scambio stabile; è detta Global Stable Coin[15] (GSC) la Criptovaluta rilasciata da una Big Tech Company (es. Facebook con Libra).

AltcoinModifica

Il termine AltCoin, abbreviazione di Alternative Coin, ha più definizioni: Stephanie Yang ha definito le altcoins come "valute digitali alternative",[16] mentre Paul Vigna ha descritto l'altcoin come una "versione alternativa del bitcoin".[17] Aaron Hankins definisce altcoin qualsiasi criptovaluta che differisca dal bitcoin.[18]

Crypto tokenModifica

I Crypto token, o gettoni crittografici, forniscono servizi diversi dal semplice pagamento, tramite la blockchain. Ad esempio, gli smart contracts e la tokenizzazione, ovvero la possibilità di rappresentare il valore di un certo bene o azione tramite Token e gestirli tramite blockchain.[19]


ArchitetturaModifica

BlockchainModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Blockchain.

La validità delle monete di ciascuna criptovaluta è fornita da una blockchain. Una blockchain è un elenco di record in continua crescita, chiamati blocchi, che sono collegati e protetti usando la crittografia.[20]

Ogni blocco contiene, in genere, un puntatore hash come collegamento a un blocco precedente,[20] una marca temporale e dati sulle transazioni.[21] Per costruzione le blockchain sono intrinsecamente resistenti alle modifiche dei dati. È "un registro aperto e distribuito che può registrare transazioni tra due parti in modo efficiente e in modo verificabile e permanente".[22] Per l'utilizzo come libro mastro distribuito, una blockchain viene generalmente gestita da una rete peer-to-peer che aderisce collettivamente a un protocollo per la convalida di nuovi blocchi. Una volta registrati, i dati in un dato blocco non possono essere modificati retroattivamente senza la modifica di tutti i blocchi successivi, il che richiede la collusione della maggioranza della rete.

Una blockchain è sicura per costruzione ed è un esempio di un sistema di calcolo distribuito con elevata tolleranza agli errori. Risolve il problema di doppia spesa senza la necessità di un'autorità attendibile o di un server centrale.

Il tempo di blocco è il tempo medio impiegato dalla rete per generare un blocco aggiuntivo nella blockchain.[23] Alcune blockchain creano un nuovo blocco con frequenza ogni cinque secondi.[24]

Marcature temporaleModifica

La marcatura temporale (time stamping) garantisce data e ora certi per un documento informatico al momento della sua apposizione.

Il servizio di marcatura temporale di un documento informatico, consiste nella generazione, da parte di una Autorità di Certificazione, di una firma digitale del documento (anche aggiuntiva rispetto a quella del sottoscrittore) cui è associata l'informazione relativa ad una data e ad un’ora certa.[25]

Le criptovalute utilizzano vari schemi di marcature temporale per evitare la necessità di una terza parte attendibile per le registrazioni di timestamp aggiuntive alla blockchain.

Schema proof-of-workModifica

Il primo schema di timestamp inventato fu lo schema di proof-of-work. Gli schemi di proof-of-work più utilizzati sono basati su SHA-256 e scrypt.[26]

Proof-of-stake e schemi combinatiModifica

Alcune criptovalute usano uno schema combinato di proof-of-work / proof-of-stake. Il proof-of-stake è un metodo per proteggere una rete di criptovaluta e una certa quantità di valuta di loro proprietà. È diverso dai sistemi di proof-of-work che eseguono algoritmi di hash complessi per convalidare le transazioni elettroniche. Lo schema dipende in gran parte dalla moneta, e al momento non esiste una forma standard.

MiningModifica

 
Hashcoin mine

Il mining si presenta come uno strumento per la convalida delle transazioni nella rete di una criptovaluta. Il miner è un individuo o società che investe potenza di elaborazione per ottenere come ricompensa una parte della stessa criptovaluta. La ricompensa diminuisce le commissioni di transazione creando un incentivo per contribuire alla potenza di elaborazione della rete. La velocità di generazione degli hash, che convalidano qualsiasi transazione, è stata aumentata dall'uso di macchine specializzate come FPGA e ASIC che eseguono algoritmi di hashing complessi come SHA-256 e Scrypt.[27] Questa continua "corsa agli armamenti" per macchine meno costose ma efficienti è attiva dal giorno in cui la prima criptovaluta, Bitcoin, è stata introdotta nel 2009.[27] Con più persone che si sono avventurate nel mondo delle monete virtuali, la generazione di hash per questo tipo di convalida è diventata molto più complessa nel corso degli anni, con i minatori che devono investire ingenti somme di denaro impiegando più ASIC ad alte prestazioni. Pertanto, il valore della valuta ottenuta per trovare un hash spesso non giustifica la quantità di denaro speso per l'installazione delle macchine, le strutture di raffreddamento per superare l'enorme quantità di calore che producono e l'elettricità necessaria per gestirle.[27][28]

Questo processo comporta un consumo molto alto di elettricità, che ha un impatto sull’ambiente : per ogni singola transazione si consumano intorno ai 150 kWh che equivalgono a circa 20  euro, per questo i miners sono localizzati in paesi come Cina, la Mongolia e l’Ucraina, luoghi dove l’elettricità ha un costo inferiore. [6]

Alcuni minatori utilizzano la rete per condividere il carico di lavoro. Una quota viene assegnata ai membri di questo “pool” minerario in base alla quantità di lavoro svolto e presentando una proof-of-work parziale valida.

Date le preoccupazioni economiche e ambientali associate al mining, varie criptovalute che superano il sistema di mining sono in fase di sviluppo attivo.[29][30][31] A differenza delle blockchain convenzionali, alcune criptovalute con grafo aciclico orientato utilizzano un sistema di pagamento anticipato, in cui ciascun account esegue calcoli leggermente pesanti su due transazioni precedenti come verifica. Altre criptovalute come Nano utilizzano una struttura a reticolo a blocchi in cui ogni singolo account ha la propria blockchain. Con ogni account che controlla le proprie transazioni, non è richiesto il tradizionale mining di proof-of-work, consentendo transazioni istantanee e senza costi.[32]

A partire dal febbraio 2018, il governo cinese ha bloccato il commercio di valuta virtuale, ha vietato le ICO e ha interrotto l'attività di mining. Alcuni miner cinesi si sono trasferiti in Canada. Secondo un rapporto del febbraio 2018 di “Fortune”,[33] l'Islanda è diventata un paradiso per i minatori di criptovaluta a causa della sua elettricità a basso costo. I prezzi sono contenuti perché quasi tutta l'energia del paese proviene da fonti rinnovabili, spingendo più aziende minerarie a prendere in considerazione l'apertura di operazioni in Islanda. La compagnia energetica della regione afferma che il bitcoin mining sta diventando così popolare che nel 2018 il paese utilizzerà probabilmente più elettricità per estrarre le monete che per dare elettricità alle case. Ad ottobre 2018 la Russia diventerà la sede di una delle più grandi operazioni di estrazione legale del mondo, situata in Siberia . Più di 1,5 milioni di russi sono impegnati nell'estrazione domestica. Le risorse energetiche e il clima della Russia forniscono alcune delle migliori condizioni per l'estrazione di criptovalute.[34] Nel giugno del 2018, Hydro Quebec propose al governo provinciale di destinare 500 MW alle compagnie cripto per il mining.[35]

Nel marzo del 2018, una città nella parte settentrionale dello Stato di New York mise una moratoria di 18 mesi su tutte le miniere di criptovalute, nel tentativo di preservare le risorse naturali e il "carattere e la direzione" della città.[36]

AnonimatoModifica

Bitcoin presenta un buon livello di anonimato in quanto la criptovaluta all'interno di un portafoglio virtuale non è legata alle persone, ma piuttosto a una o più chiavi specifiche (o "indirizzi").[37] In tal modo, i proprietari di bitcoin non sono identificabili, ma tutte le transazioni sono pubblicamente disponibili nella blockchain.[37]

Agli inizi del 2018, la Corea del Sud ha vietato le transazioni anonime in criptovalute, obbligando gli intermediari di pagamento a rigettare o terminare qualsiasi transazione che non permetta di verificare la controparte e la legittimità dei fini dello scambio e del reperimento delle risorse finanziarie.[38][39]

Approfondimenti economiciModifica

Le Criptovalute vengono principalmente utilizzate su internet attraverso circuiti esterni al sistema bancario, ponendosi come alternativa ai tradizionali sistemi di pagamento e di riserva di valore.

Andamento della capitalizzazione di mercatoModifica

La capitalizzazione di mercato delle criptovalute è variata considerevolmente nel corso degli ultimi anni:

  • Nel 2017 si è verificato un incremento della capitalizzazione di mercato da 30 a 800 miliardi di USD.
  • Nel 2018 è scesa a 450 miliardi di USD.[40]
  • Nel primo trimestre del 2020 è scesa fino a 280 miliardi di USD. [41]

Competizione tra CriptovaluteModifica

A Maggio 2018 oltre 1600 Criptovalute vengono scambiate su vari exchange.[42]

IndiciModifica

Un indice viene utilizzato come strumento di misura per l'andamento di un mercato. Esistono vari metodi per costruire un indice, e anche nel settore delle Criptovalute ne sono stati creati alcuni.

Cripto indice CRIXModifica

L'indice CRIX è il frutto di uno studio della Università Humboldt di Berlino, della Singapore Management University e della società CoinGecko.[43] Utilizza un algoritmo che tiene in considerazione i frequenti cambiamenti del mercato, con la creazione continua di nuove Criptovalute e i pochi volumi di scambio di alcune di esse.[44][45] Per questo motivo, il numero di componenti di questo indice è rivisto ogni 3 mesi. Si tratta dunque di un indice "dinamico".

CCI30 Crypto Currencies IndexModifica

L'indice CCI30 è costituito dalle 30 Criptovalute con la più grande capitalizzazione di mercato. È stato creato da un'équipe di matematici, analisti quantitativi e traders, guidati dal Professor Igor Rivin e da Carlo Scevola, economista. Tali componenti sono pesati in base alla radice quadrata della capitalizzazione di mercato, opportunamente filtrata. La composizione dell'indice è rivista ogni tre mesi, utilizzando la media mobile esponenziale della capitalizzazione di mercato. L'indice CCI30 viene calcolato a partire dal 1 gennaio 2015, con un valore impostato arbitrariamente a 100. Il CCI30 è disponibile gratuitamente al pubblico,[46] e può essere replicato dai fondi che seguono una strategia di investimento passiva.

ControversieModifica

Bolla SpeculativaModifica

La diffusione delle criptovalute ha esposto alcuni problemi economici: uno di questi è la possibilità di descrivere queste monete con il termine bolla speculativa. Questo significa che il grande aumento del valore di alcune di queste monete, in primis BitCoin, si fonderebbe non su caratteristiche economiche vere e proprie, e potrebbe portare forti disagi nel futuro per chi ha investito [47].

Uso nel mercato neroModifica

Le caratteristiche delle criptovalute le hanno fatte considerare come un porto sicuro nella crisi bancaria del 2008 e come mezzo di pagamento; tuttavia la diffusione più significativa è avvenuta nel mercato nero, in particolar modo in Silk Road. L’originale Silk Road è stato chiuso nell’ottobre del 2013 e ci sono state due versioni in più in uso da quel momento. Negli anni seguenti dall’iniziale arresto di Silk Road, il numero dei famosi mercati neri si è ampliato da 2 a 12, mentre il numero di droghe è aumentato da 18.000 a 32.000.[48]

Rischi e possibili provvedimenti futuriModifica

Bitcoin comporta molti rischi, tra i quali: assenza di forme di tutela o garanzie delle somme depositate, rischi di perdità della valuta a causa di malfunzionamenti, attacchi informatici, smarrimenti della chiave d'accesso al sistema e per finire accettazione su base volontaria; volatilità elevata. Nei confronti delle cripto-attività sono in astratto possibili quattro modelli regolamentari: ignorare il fenomeno; applicare le stesse regole che valgono per servizi finanziari simili; inventare nuove norme; vietarle. Sia Bitcoin sia altre cripto-attività possono essere usate per attività illegali: per contrastarle, molti paesi avanzati hanno introdotto misure ad hoc. La scelta di vietare le cripto-attività cozza con i principi di società che si definiscono liberali. Le autorità di supervisione hanno messo in guardia sui rischi che si corrono: ogni cittadino dovrebbe impiegare in Bitcoin solo somme che può permettersi di perdere. [6]

L'autorità finanziaria elvetica, la FINMA, ha stabilito il principio per cui le criptovalute che pretendono di incorporare diritti dei detentori e doveri dell'emittente dovrebbero essere regolate di conseguenza. Tuttavia gran parte delle criptovalute non generano alcuna obbligazione a carico dell'emittente, ossia non lo impegnano in alcun modo. Chi le emette sul mercato potrebbe anche "scappare con la cassa". Chi le compra non fa un investimento, ma una speculazione (ed è bene che lo faccia soltanto con denaro che è disposto a perdere). Dietro a un investimento c'è sempre un'attività produttiva, mentre una speculazione è sorretta unicamente dall'aspettativa di guadagno. Come per qualunque investimento, ogni reale successo dipende in ultima istanza dal prevalere dell'impresa produttiva sulla sterile speculazione. Ed è difficile immaginare che ciò avvenga senza un'adeguata regolamentazione che sappia arginare il gioco d'azzardo e incoraggiare lo spirito d'intrapresa (Fantacci, 2018c). Invece, l'idea diffusa fra molti fautori delle criptovalute è che la competizione fra una molteplicità di monete digitali si incaricherà di far emergere quelle maggiormente capaci di assicurare ai loro utenti un potere d'acquisto ragionevolmente costante. La stabilità è vista come esito auspicato e possibile della concorrenza monetaria, secondo la tesi propugnata da Von Hayek, in particolare nel saggio sulla Denazionalizzazione della moneta.Tuttavia, vi sono almeno due buoni motivi per ritenere che la competizione fra criptovalute non porti affatto alla loro stabilizzazione.[49]

Evasione fiscaleModifica

Il problema più grande riguardante le criptovalute potrebbe essere il danno causato da esse, a lungo andare, alle finanze dello Stato attraverso perdite di introiti per la mancanza di un'adeguata tassazione sulle transazioni.[50]. Secondo alcuni autori queste nuove valute rimanendo nell'anonimato potrebbero servire di copertura per attività illegali, come il riciclaggio di denaro o l'evasione fiscale.

Le criptovalute non nascono come tecnologie “cattive”, ma spesso vengono sfruttate per compiere transazioni nel mercato nero. Le operazioni in criptovalute grazie all’anonimato consentito da questo sistema fra le parti rendono queste transazioni completamente non tracciabili.[51]

L'Australia è forse tra i primi paesi a prendere posizione sulla questione, introducendo nuove leggi antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo attraverso l'Ufficio di tassazione australiano (Australian Taxation Office, ATO) per tassare i profitti delle criptovalute e smascherare gli investitori.[52]

Nell'Unione europea, per il principio di neutralità fiscale con riferimento alle valute estere, è stato definito che l'acquisto di criptovalute è esente IVA. Riguardo il pagamento di imposte sul cosiddetto capital gain la vicenda è ancora controversa.

NoteModifica

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  2. ^ criptomoneta, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Neologismi, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018. URL consultato il 30 aprile 2020.
  3. ^ cripto-, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 30 aprile 2020.
    «cripto- (o critto-)».
  4. ^ crittografìa, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 30 aprile 2020.
    «crittografìa (o criptografìa)».
  5. ^ "Cryptocurrency FAQ - What is Distributed Ledger Technology?". CryptoCurrency Works. Retrieved 21 May 2018., su cryptocurrencyworks.com.
  6. ^ a b c De Bonis, Riccardo,, Moneta : dai buoi di Omero ai Bitcoin, ISBN 978-88-15-28319-1, OCLC 1123186655. URL consultato il 21 febbraio 2020.
  7. ^ Jan Lansky, Possible State Approaches to Cryptocurrencies, in Journal of Systems Integration, vol. 9, n. 1, 31 gennaio 2018, pp. 19–31, DOI:10.20470/jsi.v9i1.335. URL consultato il 21 febbraio 2020.
  8. ^ Altcoin, cosa sono: non solo Bitcoin | Digital4Trade, in Digital4Trade, 2 febbraio 2018. URL consultato il 12 giugno 2018.
  9. ^ a b CRIPTOVALUTE: HANNO SENSO TUTTE QUESTE ICO? SITUAZIONE DEL GIORNO | Scenarieconomici.it, su scenarieconomici.it. URL consultato il 14 giugno 2018.
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  12. ^ (EN) Decentralized Systems Lab, MoneroLink, su monerolink.com. URL consultato il 23 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2018).
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  17. ^ Paul Vigna, Which Digital Currency Will Be the Next Bitcoin?, in The Wall Street Journal, 19 dicembre 2017. URL consultato l'8 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2018).
  18. ^ Aaron Hankin, Bitcoin begins the week with a stumble; SEC announces adviser for digital assets, in MarketWatch, 4 giugno 2018. URL consultato il 6 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2018).
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    «Based on the Bitcoin protocol, the blockchain database is shared by all nodes participating in a system.».
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    «The technology at the heart of bitcoin and other virtual currencies, blockchain is an open, distributed ledger that can record transactions between two parties efficiently and in a verifiable and permanent way.».
  23. ^ Muhammad Ghayas, What does "Block Time" mean in cryptocurrency?, su Quora. URL consultato il 21 gennaio 2018.
  24. ^ Jamie Redman, Disney Reveals Dragonchain, an Interoperable Ledger, su Bitcoin.com, 25 ottobre 2016. URL consultato il 4 dicembre 2016 (archiviato il 2 novembre 2016).
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  29. ^ Peter Ryszkiewicz, IOTA vs NANO (RaiBlocks), su Hackernoon. URL consultato il 23 gennaio 2018 (archiviato il 21 gennaio 2018).
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