Bitcoin

Crittomoneta basata sulla rete P2P
Bitcoin
Logo
Bitcoin-0.3.23 screenshot.png
Sviluppatore Satoshi Nakamoto (creatore)
Wladimir van der Laan
Data prima versione 3 gennaio 2009
Ultima versione 0.12.1 (15/04/2016)
Sistema operativo Microsoft Windows
Linux
macOS
Linguaggio C++
Genere Moneta elettronica (non in lista)
Licenza Licenza MIT
(licenza libera)
Sito web
Status legale del Bitcoin nel mondo
Bitcoin explained in 3 minutes

Bitcoin (simbolo: ₿; codice: BTC o XBT) è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, che sviluppò un'idea da lui stesso presentata su Internet a fine 2008.[1] Per convenzione, il termine Bitcoin, con l'iniziale maiuscola, si riferisce alla tecnologia e alla rete, mentre il minuscolo bitcoin si riferisce alla valuta in sé.[2]

A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, ma sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali, come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione della proprietà dei bitcoin.[3]

La rete Bitcoin consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete; i dati necessari a utilizzare i propri bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer o dispositivi elettronici quali smartphone, sotto forma di "portafoglio" digitale, o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili a una banca. In ogni caso, i bitcoin possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un "indirizzo bitcoin". La struttura peer-to-peer della rete Bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile a qualunque autorità, governativa o meno, il blocco dei trasferimenti, il sequestro di bitcoin senza il possesso delle relative chiavi o la svalutazione dovuta all'immissione di nuova moneta.

Bitcoin è una delle prime implementazioni di un concetto definito come criptovaluta, descritto per la prima volta nel 1998 da Wei Dai su una mailing list[4].

Indice

EconomiaModifica

 
Storico del tasso di cambio col dollaro statunitense

Il controvalore totale dell'economia Bitcoin, calcolato a dicembre 2012 era di circa 140 milioni di dollari statunitensi[5], in aprile 2013 1,4 miliardi di dollari statunitensi[6], nel novembre 2013, con un cambio 1 bitcoin = 540 USD, il controvalore sale ancora a più di 6 miliardi di dollari statunitensi[7].

L'economia basata sui bitcoin è ancora molto piccola, se paragonata a economie stabilite da lungo tempo, e il software è ancora in uno stato di beta release, tuttavia sono già commercializzati in bitcoin merci e servizi reali quali, ad esempio, automobili usate o contratti di sviluppo software. I bitcoin vengono accettati sia per servizi online sia per beni tangibili[8].

Sono moltissimi ormai gli enti, le organizzazioni e le associazioni che accettano donazioni in bitcoin; tra i tanti si possono citare la Electronic Frontier Foundation[9], The Pirate Bay[10], Free Software Foundation[11] e anche Wikimedia Foundation[12].

Dal novembre 2013 l'Università di Nicosia, a Cipro, accetta il bitcoin come mezzo di pagamento delle tasse universitarie.[13] A partire dal primo luglio 2016, nella città di Zugo, capitale di uno dei Cantoni più ricchi della Svizzera, è possibile pagare in bitcoin alcuni servizi pubblici, tra cui la sanità ed i trasporti.[14] Alcuni commercianti, utilizzando siti di cambio, permettono di cambiare bitcoin in diverse valute, ivi compresi dollari statunitensi, euro, rubli russi e yen giapponesi.[15]

Chiunque può controllare l'elenco degli scambi di bitcoin (detto Blockchain) e osservare le transazioni in tempo reale. Diversi servizi sono già disponibili per facilitare queste operazioni.[16][17]

Differenze con le monete a corso legaleModifica

 
Proiezione sul totale dei Bitcoin nel tempo.

A differenza delle valute a corso legale, i bitcoin hanno la caratteristica che nessuno può controllarne il valore a causa della natura decentralizzata del metodo di creazione della valuta[18][19]. In Bitcoin la quantità di valuta in circolazione è limitata a priori, inoltre è perfettamente prevedibile e quindi conosciuta da tutti i suoi utilizzatori in anticipo[20]. L'inflazione da valuta in circolazione non può quindi essere utilizzata da un ente centrale per ridistribuire la ricchezza tra gli utenti.

I trasferimenti sono definiti come un cambio di proprietà della valuta, e vengono effettuati senza la necessità di un ente esterno che debba fare da supervisore tra le parti. Tale modalità di interscambio rende impossibile annullare la transazione e quindi riappropriarsi delle monete che hanno cambiato di proprietà. Il client Bitcoin trasmette la transazione ai suoi nodi più vicini, che ne verificano l'autenticità e la disponibilità dei fondi e la ritrasmettono a loro volta ai nodi a cui sono connessi.[20]

Il numero totale di bitcoin tende asintoticamente al limite di 21 milioni. La disponibilità di nuove monete cresce come una serie geometrica ogni 4 anni; nel 2013 è stata generata metà delle possibili monete e per il 2017 saranno i tre quarti, in questo modo in meno di 32 anni verranno generate tutte le monete. All'avvicinarsi di quella data e ipotizzando che la richiesta di bitcoin crescerà più che proporzionalmente rispetto alla disponibilità degli stessi, i bitcoin probabilmente subiranno una deflazione nel valore (cioè un aumento del valore reale) dovuta alla scarsità di nuova moneta. In ogni modo i bitcoin sono divisibili fino all'ottava cifra decimale (con un totale quindi di 2,1·1015 unità), permettendo un completo aggiustamento del valore in un ambiente deflazionistico[21]. Secondo gli sviluppatori, in un ambiente con scarsità di bitcoin i nodi anziché finanziarsi con la creazione di nuovi bitcoin trarranno profitto dalla loro capacità di effettuare le transazioni, competendo quindi sui prezzi e mantenendoli bassi.[20]

Il cambio con lo YuanModifica

La moneta virtuale ha raggiunto, nel 2013, il 21% del totale delle operazioni di cambio della valuta cinese.[22]

RisultatiModifica

Tra gli scenari previsti per un possibile fallimento di Bitcoin, vi sono la svalutazione della moneta, una base di utenti in diminuzione, o un attacco frontale al sistema da parte dei governi. Non è però possibile bandire ogni forma di denaro digitale come Bitcoin.[23] La decentralizzazione e l'anonimato che fanno intrinsecamente parte di Bitcoin possono essere viste come una reazione ai procedimenti giudiziari nei confronti di aziende che lavoravano nell'ambito del denaro elettronico come e-gold e Liberty Dollar.[24] Questo perché il sistema in sé è a tutti gli effetti una raccolta del risparmio, pesantemente regolamentata in tutti i paesi del mondo in senso repressivo (per evidenti motivi, vedi schema Ponzi), e nel caso in questione, come già esposto, una raccolta perdipiù abusiva. In un'inchiesta di Danny O'Brien pubblicata sull'Irish Times viene detto che «Quando mostro alle persone l'economia Bitcoin, chiedono "Ma è legale?" e "È un imbroglio?" Immagino che ci siano avvocati ed economisti che stiano cercando di dare una risposta a queste non semplici domande. Sospetto che la lista delle persone che cerca di dare questa risposta si arricchirà ben presto di legislatori.»[23][25] I valori della moneta si fondano sulla fiducia dei suoi utilizzatori. La gestione del bitcoin, e quindi il suo valore e il suo cambio, sono affidati al libero mercato, e quindi alle forze della domanda e dell'offerta.

Nel febbraio del 2011, a seguito della menzione su Slashdot e del conseguente effetto Slashdot ci sono state ripercussioni sul valore del Bitcoin e sul corretto funzionamento di alcuni dei siti principali ad esso collegati.[26][27][senza fonte]

Per quanto concerne la legalità, nessun governo nel Mondo ha dichiarato illegale bitcoin. Estrarre, conservare, fare forex (scambio valuta estera), inviare, ricevere, scambiare bitcoin per beni fisici o virtuali è legale a prescindere dalla clandestinità dei mercati in cui questa moneta, come qualunque altra, è a volte coinvolta.

TecnologiaModifica

 
Programma Bitcoin in esecuzione in ambiente Windows 7

Bitcoin è un'implementazione peer-to-peer della proposta b-money di Wei Dai e Bitgold di Nick Szabo. I principi del sistema sono descritti nel "libro bianco" pubblicato da Satoshi Nakamoto nel 2008.[20]

Il client ufficiale, Bitcoin Core, è un software libero che deriva direttamente dal codice scritto da Satoshi Nakamoto per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta.

PanoramicaModifica

Bitcoin si basa sul trasferimento di valuta tra conti pubblici usando crittografia a chiave pubblica. Tutte le transazioni sono pubbliche e memorizzate in un database distribuito che viene utilizzato per confermarle e impedire la possibilità di spendere due volte la stessa moneta.

ProprietàModifica

 
Schema semplificato di una catena di possesso[28]. In realtà, una transazione può avere più di un input e più di un output.

Ogni utente che partecipa alla rete Bitcoin possiede un portafoglio che contiene un numero arbitrario di coppie di chiavi crittografiche. Le chiavi pubbliche, o "indirizzi bitcoin", fungono da punti d'invio o ricezione per tutti i pagamenti. Il possesso di bitcoin implica che un utente può spendere solo i bitcoin associati con uno specifico indirizzo. La corrispondente chiave privata serve ad apporre una firma digitale a ogni transazione facendo in modo che sia autorizzato al pagamento solo l'utente proprietario di quella moneta. La rete verifica la firma utilizzando la chiave pubblica[29].

Se la chiave privata viene smarrita, la rete Bitcoin non potrà riconoscere in alcun altro modo la proprietà del denaro[30]: la relativa somma di denaro sarà inutilizzabile da chiunque e, quindi, da considerarsi persa in modo irrimediabile. Casi di perdita patrimoniale per smarrimento della chiave privata si sono già verificati nei primi anni di operatività della criptovaluta: ad esempio, nel 2013 un utente ha lamentato la perdita di 7.500 bitcoin, all'epoca del valore di 7,5 milioni di dollari, per essersi accidentalmente sbarazzato di un hard disk che conteneva la sua chiave privata[31].

AnonimatoModifica

Gli indirizzi non contengono informazioni riguardo ai loro proprietari e in genere sono anonimi.[21] Gli indirizzi in forma leggibile sono sequenze casuali di caratteri e cifre lunghe in media 33 caratteri, che cominciano sempre per 1 oppure per 3, della forma 1NAfBQUL4d2N7uu1iKxjwF8dESXTT3AKcq. Gli utenti possono avere un numero arbitrario di indirizzi Bitcoin, e infatti è possibile generarne a piacimento senza nessun limite in quanto la loro generazione costa poco tempo di calcolo (equivalente alla generazione di una coppia di chiavi pubblica/privata) e non richiede nessun contatto con altri nodi della rete. Creare una nuova coppia di chiavi per ogni transazione aiuta a mantenere l'anonimato.

L'algoritmo utilizzato da Bitcoin per generare le chiavi è l'Elliptic Curve Digital Signature Algorithm (ECDSA)[32].

TransazioniModifica

I bitcoin contengono la chiave pubblica del loro proprietario (cioè l'indirizzo). Quando un utente A trasferisce della moneta all'utente B rinuncia alla sua proprietà aggiungendo la chiave pubblica di B (il suo indirizzo) sulle monete in oggetto e firmandole con la propria chiave privata.[33] Trasmette poi queste monete in un messaggio, la "transazione", attraverso la rete peer-to-peer. Il resto dei nodi validano le firme crittografiche e l'ammontare delle cifre coinvolte prima di accettarla.[34]

La catena dei blocchi e le confermeModifica

 
La catena principale (in nero) consiste nella serie più lunga di blocchi dal primo (in verde) fino al blocco corrente. I blocchi orfani (in viola) esistono al di fuori della catena principale.

Per impedire la possibilità di utilizzare più volte la stessa moneta, la rete implementa quella che Satoshi Nakamoto descrive come un "server di marcatura oraria peer-to-peer",[35], che assegna identificatori sequenziali a ognuna delle transazioni che vengono poi rafforzate nei confronti di tentativi di modifica usando l'idea di una catena di proof-of-work (mostrate in Bitcoin come "conferme").

Ogni volta che viene effettuata una transazione, essa parte nello stato di "non confermata"; diventerà "confermata" solo quando verificata attraverso una lista di marcatura oraria gestita collettivamente di tutte le transazioni conosciute, la "catena dei blocchi".

In particolare, ogni nodo "generatore" raccoglie tutte le transazioni non confermate che conosce in un "blocco" candidato, un file che, tra le altre cose,[36] contiene un hash crittografico del precedente blocco valido conosciuto a quel nodo. Prova poi a riprodurre un hash di quel blocco con determinate caratteristiche, uno sforzo che richiede in media una quantità definibile di prove da dover effettuare. Quando un nodo trova tale soluzione la annuncia al resto della rete, i peer che ricevono il blocco ne controllano la validità prima di accettarlo e poi aggiungerlo alla catena.

Quando una transazione viene ammessa per la prima volta in un blocco, riceve una conferma. Ogni volta che al di sopra di quel blocco vengono creati altri blocchi figli ad esso collegato, riceve un'altra conferma. Quando il blocco contenente la transazione raggiunge sei conferme, ovvero vengono creati sei blocchi collegati ad esso, il client Bitcoin cambia stato alla transazione portandola da "non confermata" a "confermata". La motivazione dietro a questa procedura è che a ogni conferma della transazione, ovvero a ogni nuovo blocco che viene creato al di sopra del blocco con la transazione stessa, risulta via via più difficile e costoso annullare la transazione. Un ipotetico attaccante, per annullare una transazione con un certo numero di conferme, dovrebbe generare una catena parallela senza la transazione che desidera annullare e composta da un numero di blocchi pari o superiore alle conferme ricevute dalla transazione.

Ne consegue che la catena dei blocchi contiene lo storico di tutti i movimenti di tutti i bitcoin generati a partire dall'indirizzo del loro creatore fino all'attuale proprietario.[37] Quindi, se un utente prova a riutilizzare una moneta che ha già speso, la rete rifiuterà la transazione in quanto la somma risulterà già essere spesa.

Nakamoto ha progettato il sistema in modo che, nonostante il database aumenti di dimensioni nel tempo, sia possibile averne una versione ridotta che riguardi nel dettaglio solo alcune transazioni, ma che rimanga completamente verificabile in modo indipendente. Ad esempio, per un utente privato potrebbe essere interessante avere la catena dei blocchi con le sole transazioni che lo riguardano. Oppure, potrebbe essere desiderabile ripulire dal database tutte le transazioni le cui somme in uscita sono già state utilizzate in altre transazioni, diminuendone di molto le dimensioni.

Generazione dei bitcoinModifica

La rete Bitcoin crea e distribuisce in maniera completamente casuale un certo ammontare di monete all'incirca sei volte l'ora ai client che prendono parte alla rete in modo attivo, ovvero che contribuiscono tramite la propria potenza di calcolo alla gestione e alla sicurezza della rete stessa. L'attività di generazione di bitcoin viene spesso definita come "mining", un termine analogo al gold mining (estrazione di oro).[20] La probabilità che un certo utente riceva la ricompensa in monete dipende dalla potenza computazionale che aggiunge alla rete relativamente al potere computazionale totale della rete.[38]

Inizialmente il client stesso si occupava di svolgere i calcoli necessari all'estrazione dei Bitcoin, sfruttando la sola CPU. Con l'aumentare della potenza di calcolo totale della rete e a seguito della natura competitiva della generazione di bitcoin, questa funzionalità è diventata antieconomica ed è stata rimossa. Oggigiorno esistono dei programmi specializzati[39][40] che inizialmente sfruttavano la potenza delle GPU e delle FPGA, e che ora utilizzano hardware dedicato basato su processori ASIC progettati per questo utilizzo. Dal momento che la quantità di operazioni mediamente necessarie a chiudere con successo un singolo blocco è diventata talmente elevata da richiedere grandi quantità di risorse in termini di energia elettrica e potenza computazionale, la maggior parte dei minatori si unisce in "gilde" chiamate mining pool dove tutti i partecipanti mettono in comune le proprie risorse, spartendosi poi i blocchi generati in funzione del contributo di ognuno.[41]

Il numero di bitcoin creati per blocco era inizialmente di 50 BTC (aggiunti agli eventuali costi delle singole transazioni). Tale quantità è stata programmata per diminuire nel tempo secondo una progressione geometrica con un dimezzamento del premio ogni 4 anni circa. Così dimensionata, questa serie comporta che in totale verranno creati esattamente 21 milioni di bitcoin nel giro di 130 anni circa, con l'80% degli stessi creati nei primi 10 anni.[21] A partire dal 28 novembre 2012, la ricompensa è passata a 25 BTC per blocco[42], e così sarà per i successivi 4 anni. Con la progressiva riduzione della ricompensa di generazione nel tempo, la fonte del guadagno per i minatori passerà dalla generazione della moneta alle commissioni di transazione incluse nei blocchi, fino al giorno in cui la ricompensa cesserà di essere elargita: per allora l'elaborazione delle transazioni verrà ricompensata unicamente dalle commissioni di transazione stesse.

L'importo della commissione può essere impostato liberamente da chi effettua una transazione, sebbene da maggio 2013, con l'aggiornamento alla versione 0.8.2 del client ufficiale, commissioni al di sotto della soglia di 0.0001 BTC vengono considerate non standard e, di conseguenza, le transazioni associate rischiano di non essere mai confermate[43]. Tanto più è alta la commissione tanto più è probabile che venga inclusa nel primo blocco estratto, accelerando quindi la prima conferma. Gli utilizzatori hanno dunque un incentivo a includere tali commissioni, perché ciò significa che la transazione sarà probabilmente elaborata più rapidamente: ogni minatore ha la libertà di scegliere quali transazioni includere nel blocco che sta elaborando, che ha una dimensione massima prefissata dal protocollo, e che quindi sarà invogliato a includere per prime le transazioni con commissioni maggiori.

Tutti i nodi della rete competono per essere i primi a trovare una soluzione di un problema crittografico che riguarda il blocco candidato, un problema che non può essere risolto in altri modi che tramite bruteforce e che quindi richiede sostanzialmente un enorme numero di tentativi. Quando un nodo trova una soluzione valida l'annuncia al resto della rete attribuendosi contemporaneamente i bitcoin in premio previsti dal protocollo, i nodi che ricevono il nuovo blocco lo verificano e lo aggiungono alla loro catena, ricominciando il lavoro di mining al di sopra del blocco appena ricevuto.

Dal punto di vista tecnico il processo di mining non è altro che un'operazione di hashing inverso: determinare un numero (nonce) tale per cui l'hash SHA-256 di un insieme di dati rappresentante il blocco sia inferiore a una soglia data. Questa soglia, chiamata difficoltà, è ciò che determina la natura concorrenziale del mining di bitcoin: più potenza di calcolo viene aggiunta alla rete bitcoin e più questo parametro aumenta, aumentando di conseguenza il numero di calcoli mediamente necessari a creare un nuovo blocco e aumentando quindi il costo di creazione dello stesso, spingendo i nodi a migliorare l'efficienza dei loro sistemi di mining per mantenere un bilancio economico positivo. L'aggiornamento di questo parametro avviene ogni 14 giorni circa, dimensionandosi in modo che un nuovo blocco venga generato in media ogni 10 minuti.

Costi di transazioneModifica

Visto che i nodi non hanno l'obbligo di includere le transazioni nei blocchi che generano, chi invia bitcoin potrà volontariamente pagare una tassa di trasferimento. Facendo questo la velocità di trasferimento aumenterà e offrirà un incentivo agli utenti per tenere attivi i nodi, specialmente quando la difficoltà per generare bitcoin aumenterà o se la quantità di premio per blocco decrescerà nel tempo. I nodi collezionano le tasse di transazione associate a tutte le transazioni presenti nel loro blocco dedicato.[21]

Bitcoin sui mediaModifica

Bitcoin è stato menzionato in siti di ampia visibilità come Slashdot[44] o la rubrica tecnica del Time.[45] Anche l'Agenzia ANSA ha dato risalto all'ascesa dell'utilizzo, della diffusione e del valore del bitcoin[46]

L'episodio 13 della terza stagione di The Good Wife è dedicato ai bitcoin.

Ampio risalto ha avuto sui media internazionali[47] l'annuncio che il colosso dei blog Automattic ha adottato, a partire dal 15 novembre 2012, la cryptovaluta come metodo di pagamento per sfuggire al blocco di più di 60 paesi adottato da PayPal e dalle carte di credito.

Il 10 ottobre 2014 il distributore cinematografico Gravitas Venturas ha diffuso The Rise and Rise of Bitcoin[48] un documentario sulla tecnologia bitcoin, che può essere considerato il primo film su questa tecnologia.

Implementazioni alternativeModifica

In virtù delle caratteristiche open del protocollo e del software originario scritto dal creatore del sistema Bitcoin, nel tempo sono stati creati programmi e librerie che implementano il protocollo Bitcoin in modo indipendente. Queste implementazioni spesso sono pensate per semplificare l'uso dei bitcoin, ad esempio consentendo all'utente di ricevere transazioni senza dover scaricare l'intera catena dei blocchi, o scaricandone una versione ridotta. Altri software sono in grado di collegarsi al client originale per estenderne le funzioni o per agevolarne l'uso. Altre ancora sono pensate per essere utilizzate su dispositivi sui quali il client originale non può essere eseguito.

Di seguito un elenco dei software che implementano in varie forme il protocollo Bitcoin:

  • Armory: Questo programma si collega al client originale e ne estende le funzionalità, garantendo un maggior livello di controllo delle transazioni.
  • MultiBit: È un client che scarica una versione ridotta della catena dei blocchi, che riduce di molto i tempi di sincronizzazione e lo spazio di archiviazione del client originale con un minimo compromesso al livello di sicurezza.
  • Bitcoin Wallet: Simile come principio a MultiBit, ma scritto per smartphone con sistema operativo Android e BlackBerry.
  • Electrum: Si tratta di una coppia di programmi basata su un approccio client/server. Gli utenti utilizzano un programma client che, collegandosi a un server in esecuzione su una macchina diversa, gli permette di visualizzare tutte le sue transazioni e crearne di nuove. A differenza degli altri approcci, questo sistema richiede che chi esegue il client ponga un certo livello di fiducia nel server a cui si collega.
  • BitCoinJ: è un'implementazione in linguaggio Java sviluppato da Mike Hearn, un ex ingegnere di Google.[49]
  • bitcoin-js-remote, un'interfaccia utente via web sviluppata in JavaScript per il demone Bitcoin ufficiale.[50]
  • libbitcoin: comunità, libreria e strumenti open source per uno sviluppo libero di Bitcoin
  • btcd: un'implementazione di nodo completo scritta in Go
  • coinpunk: wallet basato su interfaccia web installabile su server (per sviluppatori e utenti esperti)

ATM (Bancomat) BitcoinModifica

In Italia sono funzionanti alcuni punti Automated Teller Machine (ATM) nei quali è possibile prelevare contanti o versare contanti nel proprio conto bitcoin, i quali verranno convertiti secondo il tasso di cambio vigente in quel momento.[51] Prima di utilizzare un ATM bitcoin è necessario installare il portafoglio elettronico nel proprio smartphone e generare il proprio indirizzo bitcoin (il numero del proprio conto corrente virtuale, analogo al codice IBAN) e il relativo QR Code da far riconoscere alla macchina per il successivo accreditamento o prelievo di valuta bitcoin. Il primo ATM (Bancomat) bitcoin al mondo, marchiato Robocoin, fu installato a Vancouver (Canada) e cominciò a funzionare il 1º novembre 2013. Il primo installato in Italia (terzo in Europa dopo quelli di Helsinki e Zurigo), a marca Lamassu, ha cominciato a operare a Udine il 20 febbraio 2014.

Gli ATM (Bancomat) del circuito di Bitcoin sono separati e non integrati con Visa, Mastercard, o altri circuiti di pagamento utilizzati dagli istituti bancari.

Bitcoin CentralModifica

Con il Bitcoin-Central, l'utente ha un proprio codice IBAN che così permette un'identificazione univoca internazionale del conto corrente, anche fuori dal circuito di pagamento Bitcoin: la conversione del Bitcoin in euro e nelle altre valute, consente di effettuare bonifici bancari internazionali verso qualsiasi altro circuito di pagamento.

SimboloModifica

Il bitcoin è rappresentato dal simbolo di valuta ₿. La proposta di introduzione del relativo carattere Unicode è stata accettata dall'Unicode Consortium nel novembre 2015 ed il carattere (U+20BF) è ufficialmente disponibile dal giugno 2017 come parte della versione 10.0 di Unicode.[52] Negli anni precedenti, in mancanza di un carattere ufficiale, sono stati usati diversi artifici per rappresentare il simbolo di bitcoin, tra i quali l'uso di immagini in linea nel testo, l'impiego di font speciali, oppure l'uso di caratteri graficamente simili, come il simbolo del baht thailandese (฿).

NoteModifica

  1. ^ A History of Bitcoin. Social Science Research Network (SSRN), (EN) .
  2. ^ Bustillos, Maria, The Bitcoin Boom, su The New Yorker, Condé Nast, 4/2/13. URL consultato il 22 dicembre 2013.
    «"...there seems to be a consensus forming around Bitcoin, capitalized, for the system, the software, and the network it runs on, and bitcoin, lowercase, for the currency itself"».
  3. ^ Cryptocurrencies: A Brief Thematic Review. Social Science Research Network (SSRN) (EN) .
  4. ^ http://weidai.com/bmoney.txt
  5. ^ Statistiche su Blockchain.info
  6. ^ Bloomberg, Bitcoin Really Is an Existential Threat to the Modern Liberal State
  7. ^ Live Bitcoin market capitalization by Bitstamp
  8. ^ Bitcoin Trade
  9. ^ Pagina delle donazioni per EFF
  10. ^ The Pirate Bay Now Accepts Bitcoin Donations da TorrentFreak
  11. ^ Pagina delle donazioni della FSF
  12. ^ Wikipedia inizia ad accettare Bitcoin per le donazioni
  13. ^ Le tasse universitarie a Cipro si pagano in Bitcoin dal Sole 24 Ore
  14. ^ Zugo la capitale del bitcoin sarà possibile pagare sanità e trasporti da La Repubblica
  15. ^ Bitcoin Charts
  16. ^ bitcoinwatch.com
  17. ^ bitcoinmonitor.com
  18. ^ Bitcoin FAQ Italiano
  19. ^ Bitcoin FAQ
  20. ^ a b c d e Satoshi Nakamoto, Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System (PDF), 24 maggio 2009. URL consultato il 24 agosto 2011.
  21. ^ a b c d Nathan Willis, Bitcoin: Virtual money created by CPU cycles, LWN.net, 10 novembre 2010.
  22. ^ www.repubblica.it
  23. ^ a b Danny O'Brien, Imagine your computer as a wallet full of Bitcoins, in The Irish Times, 26 novembre 2010. URL consultato il 19 dicembre 2010.
  24. ^ Herpel, Mark, 2011 Observations on the Digital Currency Industry, SSRN (Article for DGC magazine Jan2011), 6 dicembre 2010. URL consultato il 19 dicembre 2010.
  25. ^ Guido Mariani, Bitcoin, i misteri della moneta virtuale, su Lettera43.it, 7 marzo 2014.
  26. ^ Online-Only Currency Bitcoin Reaches Dollar Parity via Slashdot.
  27. ^ Bitcoin Charts Archiviato il 28 marzo 2011 in WebCite
  28. ^ (EN) Satoshi Nakamoto, Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System (PDF), bitcoin.org, ottobre 2008. URL consultato il 18 lugllio 2017.
  29. ^ (EN) Andreas M. Antonopoulos, 5, in Mastering Bitcoin. Unlocking Digital Crypto-Currencies, O'Reilly Media, aprile 2014, ISBN 978-1-4493-7404-4.
  30. ^ (EN) Jerry Brito e Andrea Castillo, Bitcoin: A Primer for Policymakers (PDF), su Mercatus Center, George Mason University, 2013. URL consultato il 18 luglio 2017.
  31. ^ (EN) Man Throws Away 7,500 Bitcoins, Now Worth $7.5 Million, in CBS DC, 29 novembre 2013. URL consultato il 18 luglio 2017.
  32. ^ Elliptic Curve Digital Signature Algorithm - Bitcoin Wiki, su en.bitcoin.it. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  33. ^ Transactions - Bitcoin
  34. ^ Assessing the Differences in Bitcoin & Other Cryptocurrency Legality Across National Jurisdictions. Social Science Research Network (SSRN) (EN)
  35. ^ Nel paper, Nakamoto scrive: «...proponiamo una soluzione al problema della possibilità di spendere due volte la stessa moneta usando un server di marcatura oraria peer-to-peer per generare una prova computazionale dell'ordine cronologico delle transazioni».
  36. ^ Bitcoin Wiki: Block Hashing Algorithm, bitcoin.org.
  37. ^ Bitcoin Block Explorer, blockexplorer.com.
  38. ^ Thomas Luongo, The FED’s Real Monetary Problem, in LewRockwell.com, 23 luglio 2010. URL consultato il 12 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2011).
  39. ^ DiabloMiner, OpenCL miner for BitCoin
  40. ^ poclbm, Python OpenCL bitcoin miner
  41. ^ Bitcoin Pooled Mining
  42. ^ Primo blocco estratto con ricompensa di 25 BTC
  43. ^ Bitcoin-Qt version 0.8.2 released, bitcoin.org.
  44. ^ Online-only currency reached Dollar parity
  45. ^ Bitcoin: una moneta online che sfida banche e governi
  46. ^ Bitcoin non si ferma, e vola oltre i 1.000 dollari - Economia - ANSA.it
  47. ^ Canale tecnologico di Le Monde, la piattaforma wordpress s'apre ai bitcoin
  48. ^ THE RISE AND RISE OF BITCOIN - Bitcoin documentary from the beginning. --Gravitas venturas ., bitcoindoc.com.
  49. ^ angry tapir, timothy, Google Engineer Releases Open Source Bitcoin Client, Slashdot, 23 marzo 2011. URL consultato il 29 marzo 2011.
  50. ^ tcatm, bitcoin-js-remote, GitHub. URL consultato il 29 marzo 2011.
  51. ^ http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/20/news/bitcoin_italia-98573671/
  52. ^ http://www.unicode.org/versions/Unicode10.0.0/

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica