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Diabolicamente tua

film del 1967 diretto da Julien Duvivier

TramaModifica

In seguito a un incidente stradale il ragazzo coinvolto si risveglia in una sala d'ospedale completamente privo di memoria. Gli viene detto di chiamarsi George Campo e di essere il marito di Christine. Viene riportato dalla donna e dall'amico medico Freddie nella sua villa, da cui non potrà uscire finché non sarà guarito. Ogni notte George viene tormentato da dei brutti incubi, dove a incuriosirlo maggiormente è un nome ricorrente: Pierre Lagrange.

ProduzioneModifica

CriticaModifica

«Vien fatto di pensare che il film abbia avuto un'impostazione errata, tanto è vero che più d'un effetto da brivido determina reazioni opposte, cioè esilaranti. E allora tanto valeva, in una storia così poco credibile, buttar via serietà e drammaticità ed arrivare alla tragedia finale (altri due morti) attraverso le grottesche deformazioni del paradosso: l'umorismo macabro, al cinema, ha dato più di un'opera d'alta scuola. Qui, viceversa, Duvivier non ha mostrato di possedere il polso registico di quel Clouzot che nei Diabolici, una storia affine all'odierna, le diede a bere con allucinante abilità, imponendo acrobazie senza rete a personaggi e situazioni. Ubbidiente a schemi usuali, Diabolicamente tua finirebbe coll'essere un thriller qualsiasi, se non lo riscattasse la stupenda fotografia di Henri Decae e se non avesse in Alain Delon un interprete assai bravo: meglio della viennese Senta Berger, incantevole come può esserlo una donna sulla quale ha esercitato la propria magìa un grande operatore»

(A.V. su La Stampa del 2 settembre 1968[1])

RiconoscimentiModifica

1968 - premio Bambi alla migliore attrice a Senta Berger

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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