Dietmar Hopp

Dietmar Hopp (Heidelberg, 26 aprile 1940) è un imprenditore tedesco, co-fondatore della multinazionale informatica SAP SE nel 1972 assieme agli ex impiegati dell'IBM Hans Werner Hector, Klaus Tschira, Claus Wellenreuther e Hasso Plattner.

Dietmar Hopp nel 2019

BiografiaModifica

Cresciuto ad Hoffenheim, nel Baden Württemberg,[1] è figlio di Emil Hopp, che era stato Truppführer delle Sturmabteilung (organizzazione paramilitare del Partito Nazista) e che ordinò la distruzione di una sinagoga ad Hoffenheim durante la notte dei cristalli del 1938.[2] Dopo essersi diplomato con un Abitur al termine delle scuole superiori, studiò ingegneria delle telecomunicazioni a Karlsruhe fino al 1966. Dopo essersi laureato all'università, lavorò come sviluppatore software e consulente per l'IBM.

Nel 1972 abbandonò l'IBM assieme ai colleghi di lavoro Hans Werner Hector, Klaus Tschira, Claus Wellenreuther e Hasso Plattner per fondare una nuova azienda di sviluppo di software gestionale, la SAP SE. All'interno di SAP, Hopp ha ricoperto la carica di amministratore delegato dal 1988 al 1998, quella di presidente del consiglio di amministrazione dal 1998 al 2003 e quella di membro del consiglio di amministrazione dal 2003 al 2005. Prima di lasciare il consiglio di amministrazione di SAP, ha mantenuto circa il 10% delle quote societarie; allo stesso tempo, continua ad investire in diverse aziende minori e la sua fondazione filantropica, la Dietmar-Hopp-Stiftung, impiega centinaia di milioni di euro per cure mediche, istruzione ed altre attività caritatevoli nella regione metropolitana Reno-Neckar.

A partire dal 1999, Hopp è il principale finanziatore e proprietario dell'Hoffenheim, squadra tedesca di calcio in cui egli aveva militato da ragazzo, consentendole di ascendere rapidamente, nel giro di pochi anni, dalle serie inferiori della Kreisliga fino alla storica promozione in Bundesliga, avvenuta al termine della stagione 2007-2008. Grazie al suo sostegno economico, il club ha beneficiato dell'ingaggio di calciatori ed allenatori promettenti (su tutti Ralf Rangnick), oltre alla costruzione di un nuovo stadio da 30000 posti, il Rhein-Neckar-Arena, inaugurato nel 2009. Da un'indagine condotta nel maggio 2018 in occasione della qualificazione matematica per la prima volta in UEFA Champions League, si stima che fino a quel momento Hopp avesse investito complessivamente più di 350 milioni di euro nell'Hoffenheim.[3]

Hopp e la sua influenza sull'Hoffenheim sono stati aspramente criticati da più parti fin dall'esordio assoluto del club in Bundesliga nel 2008. In particolare, le critiche sono dovute principalmente al fatto che l'Hoffenheim, grazie ad una speciale deroga, non deve sottostare alla regola del "50+1", che impone alle squadre calcistiche professionistiche tedesche di mantenere almeno il 51% delle quote societarie, limitando quindi l'accesso agli investitori privati (mentre invece, grazie alla deroga, Hopp detiene il 96% della proprietà dell'Hoffenheim)[4]; ciò ha portato in molti a definire l'Hoffenheim una "squadra di plastica", poiché il suo successo è praticamente frutto degli investimenti di Hopp,[5] il quale è stato duramente contestato in diverse occasioni dalle tifoserie delle altre squadre tedesche, come avvenuto ad esempio il 29 febbraio 2020 durante l'incontro di Bundesliga tra Bayern Monaco e Hoffenheim.[4][6]

Sposato con Anneliese Zeuner, ha due figli e vive a Walldorf.[7][8] Nel 2008 l'astronomo tedesco Felix Hormuth gli ha dedicato l'asteroide 210432 Dietmarhopp.

NoteModifica

  1. ^ (DE) Dietmar Hopp, Köpfe der Wirtschaft: Dietmar Hopp, in WirtschaftsWoche (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2010).
  2. ^ (DE) Holger Kreitling, Hoffenheim und die dunkle Seite der Familie Hopp, in Die Welt, 11 febbraio 2009. URL consultato il 13 agosto 2020.
  3. ^ (DE) Dietmar Hopp: Geld für TSG 1899 Hoffenheim in Champions League, in Manager Magazin, 14 maggio 2018. URL consultato il 13 agosto 2020.
  4. ^ a b Edoardo Toniolatti, Ecco perché i tifosi tedeschi odiano il presidente dell’Hoffenheim, in Linkiesta, 2 marzo 2020. URL consultato il 13 agosto 2020.
  5. ^ (EN) Jason Humphreys, The rise of TSG Hoffenheim: from ninth-tier amateurs to the Bundesliga, in The Guardian, 11 febbraio 2016. URL consultato il 13 agosto 2020.
  6. ^ Bundesliga, Bayern contro i propri tifosi dopo gli insulti al presidente dell'Hoffenheim, Sky Sport, 29 febbraio 2020. URL consultato il 13 agosto 2020.
  7. ^ Dietmar Hopp & family, su Forbes.com. URL consultato il 13 agosto 2020.
  8. ^ (DE) Andreas Öhlschläger, Der Milliardär mit der großen Liebe zum Fußball, su stimme.de, 22 settembre 2006. URL consultato il 13 agosto 2020.

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