Diocesi di Maiuma di Gaza

Maiuma di Gaza
Sede vescovile titolare
Dioecesis Maiumitana
Patriarcato di Gerusalemme
Sede titolare di Maiuma di Gaza
Mappa della diocesi civile d'Oriente (V secolo)
Vescovo titolaresede vacante
Istituita1933
StatoPalestina
Diocesi soppressa di Maiuma di Gaza
Suffraganea diCesarea
Eretta?
Soppressa?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Maiuma di Gaza (in latino: Dioecesis Maiumitana) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

StoriaModifica

Maiuma di Gaza, identificabile con El-Mïneh nei territori della Palestina, è un'antica sede vescovile della provincia romana della Palaestina Prima nella diocesi civile d'Oriente. Essa faceva parte del patriarcato di Gerusalemme ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Cesarea. Vi era diffuso il culto di san Vittore, martire egiziano.

Maiuma, a pochi chilometri da Gaza, di cui era il porto, crebbe come città a tal punto da avere un proprio vescovo indipendente da quello di Gaza. Il primo vescovo conosciuto è san Zenone, vissuto tra la fine del IV e l'inizio del V secolo; di lui parla Sozomeno nella sua Historia ecclesiastica; è ricordato nel Martirologio romano alla data del 26 dicembre.

Pauliano o Pauliniano prese parte al concilio di Efeso nel 431. Paolo, nipote dell'arcivescovo Giovenale di Gerusalemme, fu presente al cosiddetto al brigantaggio di Efeso del 449.

Nella seconda metà del V secolo sono noti due vescovi monofisiti di Maiuma: Pietro Iberico, influente esponente del monofisismo palestinese; e Giovanni Rufo, autore del Plerophories. L'ultimo vescovo conosciuto è Procopio, identificato da Le Quien con lo scrittore della Scuola di Gaza, e che prese parte al concilio di Gerusalemme del 518.[1]

Dal 1933 Maiuma di Gaza sopravvive come sede vescovile titolare; finora la sede non è mai stata assegnata.

Cronotassi dei vescovi greciModifica

NoteModifica

  1. ^ A questi vescovi, Le Quien aggiunge Cosma, vissuto verso la metà dell'VIII secolo, ignoto però all'archeologo Bellarmino Bagatti nel suo Ancient Christian Villages of Judaea and Negev (cfr. il sito web citato, relativo al mosaico di Madaba).

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica