Dioniso bar Salibi

vescovo cristiano orientale, scrittore e santo siro (-1171)

Jacob bar Salibi, conosciuto come Dioniso (Melitene, ... – Amida, 2 novembre 1171), è stato un vescovo cristiano orientale, scrittore e santo siro.

Dioniso bar Salibi
vescovo della Chiesa ortodossa siriaca
Template-Bishop.svg
 
Incarichi ricopertivescovo di Marash
vescovo di Mabbog (ad interim)
vescovo metropolitano di Amid
 
NatoMelitene, ?
Nominato vescovo1154
DecedutoAmida, 2 novembre 1171
 
San Dioniso bar Salibi
NascitaMelitene, ?
MorteAmida, 2 novembre 1171
Venerato daChiesa cristiana ortodossa
Ricorrenza28 novembre

BiografiaModifica

Nacque a Melitene, lungo il corso settentrionale dell'Eufrate, come Michele il Siro e Barebreo. Fu battezzato con il nome di Jacob. Adottò il nome Dionysius (Dioniso) nel 1154, quando fu nominato vescovo di Marash dal patriarca Attanasio VII (1138–1166). Un anno dopo gli fu assegnata ad interim anche la diocesi di Mabbog. Nel 1166 Michele il Siro, successore di Atanasio VII, lo trasferì alla diocesi metropolitana di Amid in Mesopotamia, dove rimase fino alla morte[1]. È venerato come santo dalle Chiese ortodosse e la sua festività cade il 28 novembre[2].

OpereModifica

I suoi scritti più importanti sono probabilmente i suoi esaurienti commentari al testo dell'Antico e del Nuovo Testamento, nei quali con grande abilità riunì e riassunse le interpretazioni di scrittori precedenti come Efrem il Siro, Giovanni Crisostomo, Cirillo di Alessandria, Mosè bar Kepha e Giovanni di Dara, che egli stesso cita tutti insieme nella prefazione al suo commentario di Matteo. Tra le sue altre opere principali troviamo un trattato contro gli eretici, che include anche una polemica contro ebrei e musulmani; inoltre trattazioni sulla liturgia, epistole ed omelie[1].

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Chrisholm, Hugh (a cura di), Bar-Sālībī, Jacob, in Encyclopædia Britannica, (11th ed.), Cambridge University Press, 1911.
  2. ^ St. Dionysius Bar Salibi

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN66823251 · ISNI (EN0000 0000 9643 9595 · SBN CUBV012052 · BAV 495/29837 · CERL cnp00167413 · LCCN (ENn80013608 · GND (DE100968023 · BNF (FRcb13021711t (data) · J9U (ENHE987007279123205171 · WorldCat Identities (ENlccn-n80013608