Dukakinoğlu Ahmed Pascià

Dukakinoğlu Ahmed Pascià

XXIV Gran visir dell'Impero ottomano
Durata mandato 18 dicembre 1514 –
8 settembre 1515
Monarca Selim I
Predecessore Hersekli Ahmed Pascià

(quarto mandato)

Successore Hersekli Ahmed Pascià

(quinto mandato)

Dukakinoğlu Ahmed Pascià (in albanese Ahmed Pashë Dukagjini, in turco Dukakinoğlu Ahmed Paşa) (... – Amasya, 4 marzo 1515) è stato un politico e militare ottomano di etnia albanese. Proveniva dal clan albanese dei Dukagjini (in Latino: Ducaginus o Ducagini), uno dei più importanti dell'Albania medievale pre-ottomana.

BiografiaModifica

Nel 1503, divenne sanjak-bey di Ankara ed era sposato con Gevherşah Sultan, figlia di Arnavud Sinan Pascià, un generale ottomano di origine albanese, nipote del sultano Bayezid II. Dukaginzade Ahmed Pascià era uno dei comandanti che sostennero il principe Selim nella lotta alla successione ottomana. Nel 1511, a seguito della grande rivolta dei giannizzeri, divenne beylerbey dell'Anatolia.[1] Nella sua nuova posizione, ha svolto un ruolo determinante nel garantire che Selim sarebbe stato il prossimo Sultano nel 1512 e ha avuto un impatto importante nella vittoria militare contro il principe Ahmet, il pretendente al trono ottomano il 15 aprile 1513 a Yenişehir. Dukaginzade Ahmed Pascià potrebbe essere stato il comandante che ha catturato il principe Ahmet nella battaglia.[2]

Entro l'estate del 1513, divenne membro come visir (ministro) nel diwan (Consiglio Imperiale) ed fu il responsabile dei negoziati con Venezia sul possibile sostegno ottomano contro Carlo V.[2] Nel 1514, Selim I iniziò la sua campagna contro i Safavidi, che culminò nella battaglia di Chaldiran. All'inizio della campagna, Dukaginzade Ahmed Pascià era a capo dell'avanguardia con 20.000 sipahi. La sua attività nelle prime fasi della campagna nelle fonti contemporanee non è chiara, ma nella battaglia di Chaldiran il 23 agosto 1514, lui e gli altri visir erano al centro della linea di battaglia accanto al Sultano .[3] Il 7 settembre, quando l'esercito ottomano raggiunse Tabriz, la capitale safavide, Dukaginzade era nella delegazione che precedeva l'esercito per negoziare la resa della città.[4]

Fu Gran Visir dell'impero tra il dicembre 1514 e il marzo 1515. Poi fu giustiziato da Selim I, che lo pensava coinvolto nella rivolta dei giannizzeri in corso. Suo figlio, Dukakinzade Mehmed Pascià, fu il governatore dell'Eyalet d'Egitto dal 1544 al 1546, fino a quando fu anch'egli giustiziato.[5]

NoteModifica

  1. ^ Sebastian 1988, p. 59
  2. ^ a b Sebastian 1988, p. 60
  3. ^ Sebastian 1988, p. 61
  4. ^ Sebastian 1988, p. 62
  5. ^ (EN) Michael Winter, Egyptian society under Ottoman rule, 1517-1798, Routledge, 1992, p. 35, ISBN 978-0-203-16923-0, OCLC 560308324. URL consultato il 29 marzo 2021.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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