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Duomo Normanno di Naro
Vecchio Duomo Naro.jpg
Il Duomo Normanno di Naro puntellato dopo l'evento franoso del 2005.
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
LocalitàNaro-Stemma.png Naro
Religionecattolica
Arcidiocesi Agrigento
Stile architettonicoArabo-normanno
Completamento1089
Sito webSito del comune

Il Duomo Normanno è un ex luogo di culto cattolico, ora sconsacrato, sito a Naro, comune della provincia di Agrigento, in Sicilia. Esso è monumento nazionale ed è chiuso al culto dal 1867.

StoriaModifica

Esso venne edificato nel 1089 ad opera di Ruggero D'Altavilla al di sopra di una preesistente moschea araba poco dopo la conquista normanna di Naro avvenuta nel 1086 e venne dedicato a Maria Santissima Assunta dagli Angeli. Venne elevato a Chiesa Madre, ad opera di Gualtiero Offmill Arcivescovo di Palermo, nel 1174, anno in cui venne abbandonato il rito ortodosso nella Chiesa di San Nicolò di Bari.[1] Nel 1266 (la seconda domenica di maggio) venne consacrato alla Vergine Annunziata, alla presenza del cardinale Rodolfo, Vescovo d'Albano e legato apostolico di Papa Clemente IV, insieme agli arcivescovi di Palermo e di Bari ed ai vescovi di Agrigento, di Mazara e di Patti.

Sul finire del secolo XIV ottiene il titolo di Duomo dal re Martino il Giovane.[2]

Il portale d'ingresso è di epoca chiaramontana e presenta un caratteristico arco a sesto acuto poggiato sopra un gruppo di quattordici colonnine, riccamente modulato ed ornato da zig-zag e palmette.[1]

L'interno fu totalmente rinnovato in età barocca e mantiene pochi resti della originaria ornamentazione in stile corinzio, che però può essere rinvenuta nel cornicione, nelle colonne e nei capitelli.

 
La lunga scalinata che collega via Dante al Duomo.

La chiesa subì nel corso dei secoli diversi rimaneggiamenti e aggiunte, particolarmente significative sono:

  • l'aggiunta nel 1565 della cappella maggiore, dedicata alla Madonna della Catena, un tempo patrona della città, e nella quale si trovava una statua opera del Gagini adesso conservata nella Chiesa Madre. Tale cappella venne aggiunta da Bernardo Lucchesi Palli di Campofranco inglobando una preesistente torre araba.[1]
  • il restauro iniziato nel 1771 per volere del vescovo di Agrigento Antonio Lanza ed affidato agli architetti Gaetano e Giuseppe Bennica, completato dopo 17 anni.[1]
  • l'esecuzione, nel 1788 di diversi affreschi ad opera di due stucchisti palermitani: Emanuele Ruisi ed il figlio Domenico. Mentre due artisti naresi: mastro Ignazio Citillo ed Amedeo Vella la adornarono d'arabeschi.[1]

Nel 1889 venne destinato a cimitero dei morti di colera e le opere custodite al suo interno furono per la maggior parte portate in altre chiese.

Era sede della Confraternita del S.S. Sacramento che, fondata nel 1700 da nobili e sacerdoti, si mantenne fino alla metà dell'Ottocento.

DescrizioneModifica

La chiesa è situata in cima ad una lunga scalinata che porta direttamente da via Dante (ex via dei Monasteri e una volta strada principale della città) fino alla sommità della collina. Essa presenta un impianto a croce latina con la cupola situata all'incrocio della navata (unica) con il transetto. All'interno si ha un ordine di colonne addossate alle pareti della navata, sormontate da cornici da cui si dipartono dei costoloni trasversali in conci di tufo per l'irrigidimento della copertura a botte. È costruita quasi interamente in pietra tufacea ed ha una lunghezza di 50,60 metri ed una larghezza di 9,50 metri. I corpi laterali aggiunti in epoche successive non presentano alcuna simmetria.[1]

AffreschiModifica

 
Il Duomo Normanno di Naro visto dalla torre quadrata del Castello Chiaramontano.

La volta che copriva la chiesa è ormai crollata, ma era riccamente affrescata con opere di Domenico Provenzani:

Al suo interno era anche conservato un affresco del secolo XV (adesso custodito presso la biblioteca comunale) che raffigura Maria Santissima Assunta con i dodici apostoli.[3]

Il Duomo oggiModifica

Il Duomo, restaurato nei primi anni del secolo XXI è stato fortemente destabilizzato dall'evento franoso che colpì il centro abitato il 4 febbraio 2005 ed è attualmente puntellato e non fruibile al pubblico.[4]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Storia della città sul sito del Comune di Naro, su comune.naro.ag.it.
  2. ^ Paci, p.25, 2002.
  3. ^ Pagina 126, Gioacchino Di Marzo, "Delle Belle arti in Sicilia: dal sorgere del secolo XV alla fine del XVI" [1], Volume III, Palermo, Salvatore di Marzo editore, Francesco Lao tipografo, 1862.
  4. ^ Comunicato stampa sul sito del Comune di Naro, su comune.naro.ag.it.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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