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Eccidio di Maiano Lavacchio

Eccidio di Maiano Lavacchio
Tipostrage
Data22 marzo 1944
LuogoMaiano Lavacchio (Magliano in Toscana)
StatoItalia Italia
Obiettivocivili
Responsabilimilizie fasciste della Repubblica Sociale Italiana
Motivazioneritorsione contro i renitenti alla leva
Conseguenze
Morti11
Feritinumero imprecisato durante le perquisizioni

L'eccidio di Maiano Lavacchio avvenne il 22 marzo 1944 a Maiano Lavacchio, località rurale del territorio comunale di Magliano in Toscana, situata nelle campagne tra il centro del capoluogo comunale e Istia d'Ombrone, frazione comunale di Grosseto.

ContestoModifica

Durante l'inverno 1943-1944 diversi renitenti alla leva, a seguito del mancato arruolamento alla chiamata nell'esercito della Repubblica Sociale Italiana, si rifugiarono nell'area collinare attorno a Istia d'Ombrone per sfuggire alle milizie repubblichine; di tanto in tanto, alcuni di essi facevano ritorno nel paese per fare rifornimento di generi di prima necessità. L'intero gruppo, fondando i propri principi sul pacifismo, non scelse neppure la strada dell'arruolamento tra i Partigiani che, paradossalmente, avrebbe dato loro più garanzie rispetto al contesto in cui si erano venuti a trovare; tra di loro era comunque segnalata la presenza di almeno un antifascista a partire dall'inizio di marzo del 1944. Proprio quest'ultimo intensificò i rapporti con alcune famiglie residenti nei poderi per poter avere rifornimenti alimentari senza rischiare che qualcuno del gruppo venisse scovato mentre si recava ad Istia d'Ombrone.

L'ordine del Prefetto e del Capo della provinciaModifica

Venuti a conoscenza della presenza di disertori nelle campagne attorno alla città di Grosseto, il Prefetto e il Capo della provincia Alceo Ercolani incaricò un agente di recarsi nelle campagne e infiltrarsi nel gruppo per raccoglierne informazioni.

La sera precedente alla strage, l'agente in incognito incontrò, presso una famiglia della zona, l'antifascista che si era aggregato per ultimo al gruppo dei renitenti e, rendendosi conto di essere vicino all'obiettivo, si spacciò anch'egli per renitente per conquistare la fiducia dell'altro e per poter arrivare al resto del gruppo senza correre rischi di essere scoperto.

I rastrellamentiModifica

Una volta ottenute le informazioni sul rifugio di quei giorni, l'agente comunicò di nascosto le informazioni al Prefetto e al Capo della provincia che diedero l'ordine di un immediato rastrellamento, al quale furono inviati quasi 150 uomini, che interessò l'intera area rurale tra Istia d'Ombrone e Maiano Lavacchio.

Ai rastrellamenti parteciparono prevalentemente soldati della Guardia Nazionale Repubblicana e soldati tedeschi; durante le perquisizioni iniziali, andate a vuoto presso alcuni poderi, furono effettuati atti di violenza contro le persone che vi risiedevano, perché accusate di scarsa collaborazione.

La cattura, la condanna a morte e l'esecuzioneModifica

Poco prima dell'alba del 22 marzo 1944, venne catturato il gruppo composto da undici persone, presso il rifugio che era stato indicato la sera precedente all'agente infiltrato; subito dopo la cattura, i soldati tedeschi presenti abbandonarono l'operazione considerandola conclusa.

Il gruppo dei militanti fascisti portò l'intero gruppo nella scuola di Istia d'Ombrone, che fu fatta sgomberare per celebrare il processo sommario ai renitenti, la cui durata fu inferiore alla mezz'ora e il cui esito scontato fu la condanna a morte. La fucilazione avvenne davanti ad una siepe situata poco fuori dall'abitato, nella zona dei primi poderi di Maiano Lavacchio.

Le vittime dell'eccidio, tutti giovani, sono note come i Martiri d'Istia, dalla località in cui molti di loro risiedevano prima della renitenza alle armi. Alle undici persone è dedicata una piazza del centro storico di Grosseto, la Piazza dei Martiri d'Istia.

BibliografiaModifica

  • Manfredo Magnani, La strage di Istia d'Ombrone. 22 marzo 1944, Grosseto, Il Grifone, 1945.
  • Francesco Chioccon, Resistenza e alleati in provincia di Grosseto, Firenze, Irst, 1964.
  • Lino Pasquale Bonelli, Mauro Mori, Elio Niccolai, Elio Tantulli (a cura di), La Maremma contro il nazifascismo, Grosseto, Amministrazione provinciale e comunale di Grosseto, 1973.
  • Guido Gianni, Nell'ombra delle stelle, Firenze, La Nuova Italia, 1978.
  • Nicola Capitini Maccabruni, La Maremma contro il nazifascismo, Grosseto, La Commerciale, 1985.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica