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Elena Guerra

religiosa italiana

BiografiaModifica

Elena Guerra dopo aver vissuto varie esperienze tipiche del laicato cattolico, come l'assistenza ai malati o la catechesi ai fanciulli, decise di dedicarsi ad una vita religiosa più intensa.

Nel 1882 fondò a Lucca una comunità laica femminile di vita attiva, dedita all'educazione delle ragazze e intitolata a Santa Zita, patrona della città. Fu una comunità senza voti, un sodalizio di volontarie dedite all'insegnamento. Fu tra le sue allieve anche Gemma Galgani. Più tardi, l'istituto verrà riconosciuto dalla Chiesa cattolica come congregazione religiosa. Tra i sostenitori della fondazione della comunità viene ricordato mons. Giovanni Volpi, che fu anche il confessore di Elena Guerra[1][2]. Con la sua comunità, la beata Elena ebbe già problemi e alcuni conflitti, ma si sentì sempre più chiamata a diffondere la devozione allo Spirito Santo.

La diffusione in quegli anni delle pratiche spiritiste e l'anticlericalismo dello Stato italiano spinsero la Guerra a pubblicare decine di esili libretti e la convinsero a rivolgersi direttamente al papa Leone XIII, affinché la Chiesa riscoprisse l'azione dello Spirito Santo.

I contatti con il papaModifica

Elena Guerra rimase per tutta la vita, ad eccezione di due viaggi a Roma, nella nativa Lucca, ma con le sue lettere ottenne che papa Leone XIII scrivesse tre documenti sullo Spirito Santo:

Il breve Provida matris caritate del 5 maggio 1895, l'enciclica Divinum illud munus del 9 maggio 1897 e l'esortazione Ad fovendum in christiano populo del 1902, sono la risposta del Pontefice e rappresentano un momento importantissimo nello sviluppo della dottrina cattolica sullo Spirito Santo.

Contrasti in seno alla congregazioneModifica

A Lucca, però, le suore non condivisero il suo progetto. Si arrivò alle dimissioni di lei da Madre generale. Elena accettò la decisione, ma, sostenuta dalle consorelle fedeli, continuò nella sua opera di apostolato.

Morte e beatificazioneModifica

 
Corpo della beata

Morì a Lucca pochi anni dopo, l'11 aprile 1914. Il suo corpo nel 1928 venne traslato nella chiesa di Sant'Agostino a Lucca, che costituisce la cappella conventuale delle Suore Oblate dello Spirito Santo, dove tuttora è venerato[4][5]. Nel nuovo millennio i suoi resti sono stati sottoposti a ricognizione canonica, che ha prodotto anche un referto paleopatologico[6].

Fu beatificata nel 1959 da papa Giovanni XXIII con il titolo di Apostola dello Spirito Santo. Scrittrice, teologa, educatrice, apostola, prima laica poi religiosa, viene considerata precorritrice del movimento Rinnovamento nello Spirito Santo[7].

Un possibile miracolo ha provocato la riapertura della causa nel 2012, in vista dell'eventuale canonizzazione[8][9].

OpereModifica

  • Elena Guerra, Opera omnia, a cura di Andrea Elia e Gemma Girolami, Lucca, Suore oblate dello Spirito Santo, 2008.

Titoli dei nove volumi:

  • Presentazione dell'opera e indice generale, presentazione di Italo Castellani
  • Preghiere, 4 voll.
  • Meditazioni, prefazione di suor Gemma Girolami
  • Consigli e ammonimenti, 2 voll.
  • Operette scolastiche, prefazione di suor Gemma Girolami

NoteModifica

  1. ^ Mons. Volpi riposa in S. Gemma. Traslata nel santuario la salma del fondatore degli Artigianelli, in Il Tirreno. Edizione di Livorno, GEDI Gruppo Editoriale, 10 dicembre 2000. URL consultato il 25 ottobre 2016.
  2. ^ Mons. Giovanni Volpi direttore spirituale della Beata Elena Guerra, su Hotel Villa Volpi. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  3. ^ Papa Leone XIII, Provida matris, su La Santa Sede, 5 maggio 1895. URL consultato il 12 aprile 2018.
  4. ^ Cappella, su Suore Oblate dello Spirito Santo. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  5. ^ Famiglia cristiana online.
  6. ^ Gino Fornaciari, Ricognizione canonica e paleopatologia della beata Elena Guerra(1835-1914), su Università di Pisa - Paleopatologia, 3 aprile 2006. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  7. ^ Storia del RnS, su Gruppo Gesù Buon Pastore - Parrocchia Madonna di Loreto, Chivasso. URL consultato il 17 aprile 2018.
  8. ^ Azelio Biagioni, Elena Guerra può diventare santa. Partito il processo di verifica sul miracolo attribuito alla beata in Brasile, in Il Tirreno. Edizione di Lucca, GEDI Gruppo Editoriale, 24 luglio 2011. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  9. ^ (PT) Canonização da beata Elena Guerra volta a ser discutida em Uberlândia. Padre está na cidade para anexar novos documentos ao processo. Caso é de um suposto milagre referente à recuperação de um enfermeiro, su G1. O portal de notícias de Globo. URL consultato il 4 febbraio 2019.

BibliografiaModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN69268103 · ISNI (EN0000 0000 6125 710X · GND (DE126452784 · BNF (FRcb159169983 (data) · BAV ADV12503119 · WorldCat Identities (EN69268103