Emma Calderini

Emma Calderini (Ravenna, 13 febbraio 1899Medesano, 5 marzo 1975) è stata una costumista e storica italiana del costume popolare. Ha partecipato alla realizzazione di numerose produzioni teatrali e ha collaborato con il cinema e la televisione.

BiografiaModifica

Emma Calderini fu una famosa costumista e pubblicista, collaborò con numerosi periodici femminili e in numerose produzioni teatrali.

La sua formazione culturale è dovuta agli studi presso la Scuola normale di Ravenna, poi divenuta Istituto magistrale Margherita di Savoia; in seguito la sua propensione artistica la spinse a diplomarsi presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna sotto l’influenza del maestro e decoratore Giovanni Guerrini. Il suo interesse per la cultura artistica la portò, inoltre, ad iscriversi ai corsi di arpa presso l’Accademia Filarmonica, ora Istituto di studi superiori musicali Giuseppe Verdi di Ravenna[1].

Le sue collaborazioni con diverse riviste di moda sono piuttosto precoci, Emma era infatti poco più che ventenne, sono attestati dal 1920 i suoi primi lavori per Grazia, Moda e Lidel e venne presto apprezzata come disegnatrice ed esperta di storia della moda.

Nel 1922, dopo la morte dei genitori, si trasferisce a Milano dove prosegue la sua attività ampliando la propria collaborazione con altre riviste come “Alba”, “Domenica del corriere” e “Ambrosiano”.

Incoraggiata da Mosignor Giovanni Battista Montini (futuro Papa Paolo VI) approfondisce il suo interesse per gli abiti religiosi ricevendo la possibilità di entrare nei conventi di clausura e toccare con mano questi abiti.

Nel 1925 inizia la sua carriera come costumista teatrale disegnando gli abiti di scena per il teatro di Agrigento dove partecipa alla messa in scena di alcune opere classiche.

L’interpretazione del mondo classico che la Calderini dà attraverso i costumi risultò congeniale alla coreografa e danzatrice Jia Ruskaja la quale le commissionò numerosi bozzetti per i costumi dei suoi spettacoli di balletto garantendole di entrare a pieno titolo tra le artiste più quotate del tempo. Il periodo successivo dell'attività della C. fu caratterizzato da un’intensa attività che abbracciò tutti campi del tetro dall’opera, alla tragedia, alla commedia.

Nel 1935 la Calderini pubblicò per la casa editrice Sperling & Kupfer di Milano la sua opera più famosa, Il costume popolare in Italia, dove l’autrice attraverso una raccolta di bozzetti passa in rassegna le diverse tipologie di costumi regionali italiani. L’opera dimostra la capacità della Calderini di un uso sapiente del materiale storico anche in termini di rielaborazione critica ed originale nelle le sue realizzazioni. Questa pubblicazione le valse nel 1935 il compito di riorganizzare il museo Etnografico di Villa d’Este presso Tivoli e l’anno successivo l’occasione mostrare alcune delle sue realizzazioni per il teatro presso Mostra internazionale di scenografia teatrale che ebbe luogo nel 1936 presso la VI Triennale di Milano.

Nel 1937 tornò al suo primo amore collaborando per diverse ed eterogenee produzioni mentre tra il 1940 e il 1943, durante il periodo bellico, si avvicinò al cinema dove prese parti ad alcune produzioni.

Nel 1962 proseguì la sua attività di ricercatrice e pubblicista mandando in stampa sempre per Sperling e Kupfer Acconciature antiche e moderne.

Si spense a Medesano il 5 Marzo 1975.

OpereModifica

  • Il costume popolare in Italia, Sperling & Kupfer (1934)
  • Acconciature antiche e moderne, Sperling & Kupfer (1963)

NoteModifica

  1. ^ Daniela Poggiali, Emma Calderini (1899-1975) (PDF), su gis.comune.ra.it. URL consultato il 21 marzo 2018.

BibliografiaModifica

  • Daniela Poggiali, Emma Calderini (1899-1975) (PDF), su gis.comune.ra.it. URL consultato il 21 marzo 2018.
  • Roberta Ascarelli, Emma Calderini, in Dizionario Biografico degli italiani, vol. 34, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1988.
  • Franco Gàbici, Emma Calderini, in Museo informa: rivista quadrimestrale della provincia di Ravenna: notiziario del sistema museale provinciale, lug. 2005, a. 9 n. 23, p. 7, SBN IT\ICCU\RAV\0307067.
  • Umberto Zimelli, Emma Calderini: pittrice italiana, in La piè: rassegna di illustrazione romagnola, 1947, fasc. 4/5 (apr./mag.), pp. 78-82, SBN IT\ICCU\RAV\0033223.
  • Nicoletta Bortolotti e Emma Viola, Viaggio nella scrittura, Bologna, Calderini Edagricole, 2000, SBN IT\ICCU\RAV\1217730.
  • Mirca Modoni Georgiou e Lia Randi, Donne ravennati tra Ottocento e Novecento, in Pier Paolo D'Attorre (a cura di), Storia illustrata di Ravenna, vol. 57, Milano, Nuova editoriale AIEP, 1990, pp. 161-176, SBN IT\ICCU\RAV\0695355.

Collegamenti esterniModifica