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Euridice (Caccini)

melodramma musicato da Giulio Caccini
Euridice
Titolo originaleEuridice
Lingua originaleitaliano
Generefavola drammatica
MusicaGiulio Caccini
LibrettoOttavio Rinuccini
Fonti letterarieFavola di Orfeo di Angiolo Poliziano
Atti0 (1 Prologo + 6 scene)
Epoca di composizione1600-1602
Prima rappr.5 dicembre 1602
TeatroPalazzo Pitti di Firenze
Personaggi
Frontespizio dell'Euridice di Giulio Caccini

L'Euridice è un melodramma musicato, sul libretto di Ottavio Rinuccini, da Giulio Caccini fra il 1600 e il 1602, rappresentato al Palazzo Pitti di Firenze nel 1602.

StoriaModifica

In occasione delle nozze di Maria de' Medici, figlia del granduca di Toscana Francesco I de' Medici, con Enrico IV di Francia, celebrate nel Duomo di Firenze il 5 ottobre 1600, Ottavio Rinuccini scrisse un testo, l'Euridice che venne musicato quasi contemporaneamente da Jacopo Peri e Giulio Caccini. Il melodramma l'Euridice fu rappresentato per la prima volta a Palazzo Pitti il giorno successivo al matrimonio (6 ottobre 1600) con la musica di Jacopo Peri, il quale tuttavia utilizzò anche due arie (l'aria di Euridice e l'aria del pastore) e il coro "Al canto, al ballo" di Caccini[1].

TramaModifica

L'Euridice del Rinuccini è un unico lungo testo in versi settenari ed endecasillabi, alternati liberamente, senza divisione in atti e senza che possano essere identificate strutture formali simili alle arie[2]. Dopo un prologo, cantato dalla personificazione della "Tragedia", la scena si apre su di un ambiente pastorale dove si celebrano le nozze di Orfeo con Euridice. Successivamente i pastori narrano che Euridice è scomparsa dopo essere stata morsa da un serpente mentre era intenta a cogliere fiori. Orfeo si reca davanti alle porte dell'Averno per di commuovere gli abitanti degli inferi; grazie all'intercessione di Proserpina, Plutone rende Euridice ad Orfeo. Si ritorna alla scena iniziale: ninfe e pastori si rallegrano per il ricongiungimento di Orfeo ed Euridice proseguendo la festa nuziale iniziale.

Linguaggio musicaleModifica

La versione successiva di Caccini fu una evidente risposta emulativa all'Euridice del Peri. Nella dedica della partitura al Conte di Vernio, Caccini affermò che la sua tecnica di scrittura, già impiegata da lui in altri madrigali, è «stata usata dagli antichi Greci nel rappresentare le loro tragedie e altre favole, adoperando il canto»[3]. Fornisce inoltre i criteri del suo stile musicale:

«Reggesi adunque l'armonia delle parti, che recitano nella presente Euridice sopra un basso continuato, nel quale ho io segnato le quarte, seste e settime; terze maggiori e minori più necessarie rimettendo nel rimanente lo adottare le parti di mezzo a lor luoghi nel giudizio, e nell'arte di chi suona, havendo legato alcune volte le corde del basso, affine che nel trapassare delle molte dissonanze, ch'entro vi sono, non si ripercuota la corda, e l'udito ne venga offeso»

(Giulio Caccini, Dedica al Conte di Vernio de l'Euridice, Firenze : Marescotti, 1600 (ripr. Bologna: Forni, 1968))

Nel confronto con la favola del Peri, l'Euridice di Caccini si differenzia[4]:

  • nella «sprezzatura» (un tipo di abbellimento, essenzialmente il rubato, da inserire nel canto recitato per variarlo)
  • nei «passaggi», essenzialmente trilli e scalette aggiunti ai canti spianati
  • nella vena melodica più ricca

Secondo Massimo Mila, Caccini «si dimostra musicista di più facile vena melodica, più incline a passare dalla rigidità del recitativo alla compiutezza formale, se non dell'aria, del motivo»[5].

RuoliModifica

Ruolo Voce
La Tragedia soprano
Euridice soprano
Orfeo tenore
Arcetro, un pastore castrato
Tirsi, un pastore tenore
Aminta, un pastore tenore
Dafne soprano
Venere soprano
Plutone basso
Proserpina soprano
Radamanto basso
Caronte tenore
Ninfe e pastori, ombre e deità degli inferi

NoteModifica

  1. ^ Laura Pistolesi, Del recitar cantando : per uno studio comparativo dell'Euridice di Jacopo Peri e dell'Euridice di Giulio Caccini, Milano : Amici della Scala, 1990, ISBN 88-85843-10-7
  2. ^ Ottavio Rinuccini, L'Euridice d'Ottauio Rinuccini rappresentata nello sponsalitio della christianiss. Regina di Francia, e di Nauarra, In Fiorenza : nella Stamperia di Cosimo Giunti, 1600
  3. ^ Giulio Caccini, L'Euridice composta in musica, Riproduzione fotomeccanica dell'edizione: Firenze : Marescotti, 1600, esemplare dal Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna, X.188, Bologna : Forni, stampa 1968
  4. ^ Stefan Krenn (a cura di), Akten des XXV. Internationale Kongresses für Kunstgeschichte: Wien, 4-10 sept. 1983, Volume 2. Wien, 4. 10. September 1983. H. Böhlau, 1985, ISBN 3205063813, ISBN 9783205063810, p. 30 e segg.
  5. ^ Massimo Mila, Dizionario di centouno capolavori del melodramma, Op. cit.

BibliografiaModifica

  • Massimo Mila, «Giulio Caccin, Euridice». In: Riccardo Malipiero (a cura di), Dizionario di centouno capolavori del melodramma, Milano: Bompiani, 1967, pp. 15 e segg.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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