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Radamanto

re di Creta nella mitologia greca, figlio di Zeus ed Europa
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Radamante" rimanda qui. Se stai cercando il personaggio de I Cavalieri Dello Zodiaco, vedi Rhadamante.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il planetoide, vedi 38083 Rhadamanthus.
Radamanto
Mack, Ludwig, Die Unterwelt, mitte.jpg
Radamanto, Minosse ed Eaco
Nome orig.Ῥαδάμανθυς
SpecieSemidio
SessoMaschio
Luogo di nascitaCreta
ProfessioneLegislatore e re di Creta

Radamanto (in greco antico: Ῥαδάμανθυς, Rhadámanthys) o Radamante, è un personaggio della mitologia greca. Fu un re dell'isola di Creta.

È un semidio ed era adorato a Creta, nelle isole del mare Egeo ed in Beozia.

GenealogiaModifica

Figlio di Zeus e di Europa[1] o di Efesto[2], così come i due fratelli (Minosse e Sarpedonte), fu adottato da Asterio dopo che questi sposò la madre[3].

Sposò Alcmena (la vedova di Anfitrione)[4] e fu padre di Gortis (associato al paese di Gortina) ed Erythrus, che secondo Pausania e il fondatore di Eritre[5].

MitologiaModifica

Secondo le leggende, forse dal periodo minoico, era un re potente e durante la sua vita, portò la legge e la giustizia a Creta e dopo la sua morte continuò nel Tartaro come un sovrano e giudice giusto[6].

Inizialmente era considerato un pronipote di Kres (l'eponimo dell'isola Creta) ma successive genealogie lo collocano accanto a Minosse e Sarpedonte come figlio di Zeus e di Europa.
A volte si possono trovare riferimenti ai tre fratelli e giudici della morte indicati come Radamante, Minosse ed Eaco. Eaco però non è Sarpedonte, che sarebbe il vero terzo fratello[7].

Secondo Omero, i Feaci lo portarono una volta su una delle loro navi da Scheria verso Eubea[8].
Si recò anche a Calea, dove sposò Alcmena e si meritò la reputazione di legislatore sapientissimo.
Secondo Omero dimora nei Campi Elisi (Isole dei Beati) e per questo fu considerato Signore del mondo ultraterreno[9].

In Platone troviamo una tradizione che fa di Radamanto, assieme ad Eaco e Minosse, un giudice dei morti. Quando gli antichi volevano esprimere un giudizio giusto, quantunque severo, lo chiamavano "giudizio di Radamanto", proprio a significare la sua grande equità. Nel Tartaro esso inquisiva sui delitti e li puniva, obbligava i colpevoli a rivelare gli errori della loro vita ed a confessare i delitti la cui espiazione doveva avvenire dopo la morte. Radamantini erano i giuramenti che si facevano invocando a testimoni animali o cose inanimate.
Socrate ad esempio, giurava per il cane o per il papero e Zenone per la capra[10].

Radamanto è rappresentato seduto su un trono al fianco di Crono con uno scettro in mano e sulla porta dei Campi Elisi.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca III, 1.1, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2019.
  2. ^ (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia VIII, 53.5, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2019.
  3. ^ (EN) Diodoro Siculo, Biblioteca Historica IV, 60.3, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2019.
  4. ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca II, 4.11, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2019.
  5. ^ (EN) Pausania, Periegesi della Grecia VII, 3.7, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2019.
  6. ^ Cicerone, Tusculanae disputationes 1.10; e Virgilio, Eneide 6.566.
  7. ^ (EN) Ovidio, Le Metamorfosi 439, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2019.
  8. ^ Omero, Odissea VII, 321-24.
  9. ^ Omero, Odissea IV, 563-564.
  10. ^ Platone Apologia, 41a, Gorgia, 524a.

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