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Fantoni (famiglia)

famiglia di artisti bergamaschi
Casa museo Fantoni - Rovetta (Foto Luca Giarelli)

I Fantoni sono stati un'importante famiglia bergamasca di scultori intagliatori e architetti. Hanno fondato tra la seconda metà del 1400 e la fine del 1700 una delle botteghe artistiche artigianali più attive nella zona di Bergamo e nelle sue valli, tanto da essere conosciuti come ‘'la bottega dei Fantoni'’. Le prime notizie risalgono al XIV secolo nei cognomi De Elefantonibus, De Faritonibus, De Fantonis Fantonus, Fantonis diventando poi Fantoni nel XVIII secolo[1].[2].

L'unione della famiglia permise di lavorare in collaborazione, le opere erano eseguite a più mani, a seconda delle abilità e caratteristiche personali, la collaborazione era attiva anche con l'esterno della bottega, con marmisti e intagliatori, per questo motivo i Fantoni non firmavano le loro opere, e tutto passava come opera della Bottega dei Fantoni, o ‘'scuola fantoniana'’, anche se per caratteristiche personali, è possibile individuare nelle differenti lavorazioni la mano dell'artista. Malgrado la qualità artistica non riuscirono mai ad espandere le loro opere in ambito nazionale come avrebbero desiderato. Migliaia sono i disegni, progetti e abbozzi ora conservati nel Casa museo Fantoni di Rovetta dei diversi artisti[3].

Compianto by Andrea Fantoni - Chiesa S Giovanni Battista - Zone (Foto Luca Giarelli)
Le sagrestie-Alzano Lombardo

StoriaModifica

‘'Bertulino de Fantonis'’(1385), fu il capostipite della famiglia dei ‘'marengoni'’ , che nel dialetto locale si intende lavoratori del legno. Poco si conosce di questo falegname se non il nome che è rimasto per fama e tradizione del paese di Rovetta, ma da lui discendono tutti gli artisti della famiglia Fantoni. Con la venuta di Adriano Fantoni , prima con i fratelli e successivamente con il figlio Donato, la notorietà della famiglia si diffuse, grazie alla sua qualità e intensità lavorativa; con lui ebbe inizio la produzione come bottega artistica. La bottega visse periodi alterni di intensità e qualità lavorativa, a seconda dei suoi discendenti e delle loro abilità.

La comunità fondata sulla forza lavoro di tutta la famiglia[4], la scelta di collaborazione nella lavorazione delle diverse opere, lasciandole all'anonimato, permise che non si disgregasse il laboratorio, in tanti piccoli e permise la creazione di un maggior numero di opere con un'elevata qualità.

Se il Concilio di Trento aveva imposto obblighi e rigore[5] agli artisti, il barocco del XVII secolo concesse maggior libertà nella raffigurazione scenica, l'obbligo di dare centralità alla funzione eucaristica, impose di modificare l'abside delle chiese, delimitandone lo spazio dalla balaustra, allontanando il popolo dal clero. Questo fu per la bottega fantoniana la miglior opportunità di lavoro e di interpretazione iconografica, pur risultando sempre che gli artisti seguirono le indicazioni di prelati attenendosi ai loro consigli[6], ma creando una raffigurazione che portasse attraverso la commozione, vicina emotivamente la parte dei fedeli. Le differenti Confraternite furono le principali committenti della bottega, quella del SS. Sacramento, del Rosario, la confraternita del Suffragio. Solo con la commissione del confessionale e della cattedra vescovile in Bergamo, portò la bottega ad essere conosciuta oltre il confine dell'alta valle bergamasca.

 
Сonfessionale Basilica di Santa Maria Maggiore

Purtroppo la bottega che aveva mantenuto la qualità di rinnovamento nelle sue espressioni artistiche, non seppe agli inizi del XIX secolo proporsi al passo del nuovo, Donato Andrea, che pur aveva studiato a Roma, chiuse definitivamente il laboratorio nel 1817[7]. Nella scuola fantoniana uscirono molti artisti, che si diffusero in altre località; un ramo della famiglia si trasferì nel XVI secolo a Venezia diventando scultori del marmo, tra questi Venturino Fantoni.

Il gruppo scultoreo ligneo denominato Compianto al Cristo morto che ha caratterizzato la loro bottega, ne ha testimonianza in alcune chiese della valle[8].

La famigliaModifica

Nel susseguirsi dei secoli tantissimi furono i Fantoni che si adoperarono nell'opera della bottega, tra quelli che maggiormente diedero continuità artistiche risultano essere stati:

Bertulino Fantoni (1385)Modifica

Bertulino o Betulino è il primo di cui si ha documento come intaiador o faber lignaminis, per un susseguirsi di otto generazioni. Di sua fattura sono le formelle lignee del fonte battesimale di Rovetta.[nota 1].

Adriano (1563-1633) e Donato Andrea (1594-1664)Modifica

Con Adriano il lavoro della bottega iniziò un periodo di grande attività, in particolare dopo la collaborazione del figlio Donato Andrea, della di lui moglie Caterina Marinoni, e dei suoi fratelli. Di loro rimangono numerosi documenti a testimonianza delle opere a loro commissionate[9].

Grazioso (1630-1693)Modifica

Il figlio di Donato, Grazioso detto Grazioso il vecchio, ebbe come sposa Maria Bramina Marinoni che gli dette cinque figli maschi, fondamentali per il lavoro nella bottega, la collaborazione familiare era sicuramente la parte forte dei Fantoni e della loro arte. Grazioso mando i suoi figli a studiare presso altri artisti così da poter ampliare e migliorare l'attività artistica[10].

 
Testa di Madonna XVIII secolo

Andrea (1659-1734)Modifica

Andrea, figlio primogenito di Grazioso, fu sicuramente il più importante, quello con maggiori qualità sia di scultore, intagliatore e architetto. Dopo un periodo di prova a Parma presso Giovanni Bossi. Grande fu la sua collaborazione con Giovan Battista Caniana Difficile sempre distinguere le sue opere da quelle dei fratelli e parenti, sicuramente sue la firma dei contratti delle commissioni.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Andrea Fantoni.

Donato( 1662 1724)Modifica

Secondo genito di Grazioso collaborò in maniera attiva nella bottega.

Grazioso (1713-1798)Modifica

Grazioso detto il giovane, unico figlio di Donato, continuò con intensità il lavoro della bottega, sono tantissime infatti le opere realizzate negli anni che intercorrono tra il 1635 e il 1747, tra questi gli altari maggiori del Santuario della Madonna della torre in Sovere (1735-36), per le parrocchiali di Ranzanico (1736-1749), di Vilminore di Scalve (1742) e di Vezza d'Oglio (1745, così come di altrettanti importanti arredi liturgici per le chiese di Dorga (1735), Adro e Ome (1736), Rovetta (1736 e 1747), Onore (1741 e 1749), Sorisole (1746) e Songavazzo (1747)[11].

Andrea Donato (1746-1817)Modifica

Andrea Donato figlio di Grazioso, venne mandato a studiare disegno e scultura a Roma, di lui ci rimane un diario dove annotava le città visitate, con la descrizione puntuale di persone, locande, prezzi e e osservazioni, come fosse una guida turistica. Tornato a Rovetta non seppe però trasmettere le sue conoscenze, non sono infatti di grande valore artistico le opere eseguire durante la sua direzione. A lui si devono le basi di quello che è ora il museo della famiglia. Con lui si chiude l'attività della bottega[12].

Luigi (1789-1874)Modifica

Luigi, figlio di Andrea Donato, non continuò il lavoro della famiglia ma divenne avvocato viaggiò moltissimo portando idee innovative, installò in casa Fantoni una tipografia diventando anche stampatore, sicuramente seppe raccogliere il patrimonio artistico della sua famiglia iniziando a creare quella che è oggi la FondazioneFontonum de Roscarolo[13].

Donato da RoscianoModifica

Nel XV secolo alcuni rami della famiglia si spostarono in altre località lombarde, di queste un ramo si trasferì a Rosciano aprendo una bottega in proprio, fra questi Donato che nel XV secolo realizzò statue e decori per Palazzo Bassi Rathgeb della famiglia Casotti in Bergamo.

NoteModifica

Annotazioni
  1. ^ per il sito Flac Blog intitolato La famiglia dei Fantonil'attività di Bertulino inizia nel 1460
Fonti
  1. ^ I Fantoni, Comune di Rovetta. URL consultato il 29 marzo 2016.
  2. ^ Anna Maria Pedrocchi, Fantoni, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 29 marzo 2016.
    «(De Elefantonibus, De Faritonibus, De Fantonis)».
  3. ^ Casa Museo Fantoni, Unione comuni della Presolana. URL consultato il 6 aprile 1016.
    «Il patrimonio artistico della Fondazione Fantoni annovera migliaia di disegni e alcune centinaia tra opere in legno e in marmo e modelli in terracotta, legno e gesso.».
  4. ^ I Fantoni, p.7.
  5. ^ I Fantoni, p.10.
  6. ^ I Fantoni, p.13.
  7. ^ I Fantoni, p.27.
  8. ^ La bottega dei Fantoni, Orobie (mensile). URL consultato il 29 marzo 2016.
  9. ^ La bottega dei Fantoni, Casa Museo Fantoni. URL consultato il 1º aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2016).
  10. ^ Museo d'arte sacra San Martino, Hobbyfarm. URL consultato il 29 marzo 2016.
  11. ^ >> Notizie.la Bottega dei Fantoni, Casa Museo Fondazione. URL consultato il 1º aprile 201 (archiviato dall'>">url originale il 16 aprile 2016).
  12. ^ Anna Maria Pedrocchi, Fantonim Donato Andrea, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
    «Il matrimonio con la cugina gli permise di riunire il vasto patrimonio artistico della famiglia composto di mobili, modelli, disegni, marmi, ponendo, forse inconsciamente, le basi per la costruzione dell'attuale Museo Fantoni.».
  13. ^ La famiglia dei Fantoni, FacBlog. URL consultato il 1º aprile 2016.

BibliografiaModifica

  • I FANTONI, Provincia di Bergamo.
  • p.5157 M. F. Tassi, Vite de’ pittori, scultori, architetti bergmaschi, Bergamo, 1793.
  • Rossana Bossaglia, “I Fantoni. Quattro secoli di Bottega di scultura in Europa“, 1978.

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