Faxaflói

Faxaflói
Across faxafloi 2.jpg
Vista invernale di Reykjavík e del Faxaflói.
Stato Islanda Islanda
Regione Höfuðborgarsvæðið, Vesturland
Coordinate 64°24′N 23°00′W / 64.4°N 23°W64.4; -23
Dimensioni
Lunghezza 80 km
Larghezza 100 km
Idrografia
Isole Akurey, Engey, Grótta, Hjörsey, Viðey
Mappa di localizzazione: Islanda
Faxaflói
Faxaflói

Il Faxaflói (in lingua islandese: Baia di Faxi)[1][2] è un'ampia baia situata nell'Islanda sudoccidentale, fra le penisole di Snæfellsnes e Reykjanes.

DescrizioneModifica

Faxaflói è la baia più grande dell'Islanda e sulle sue rive si trova Reykjavík, la capitale islandese situata sulle sue coste meridionali. In buone condizioni di visibilità dalla capitale è possibile vedere ad occhio nudo la penisola di Akranes, verso nord-est, e addirittura il ghiacciaio Snæfellsjökull, distante circa 120 km.

Il Faxaflói è da sempre fonte di sostentamento per le popolazioni che ne abitano le coste; in passato era comune osservare numerosi pescatori intenti a praticare la loro attività a ridosso delle coste, su piccole imbarcazioni, mentre oggi le dimensioni delle barche da pesca sono notevolmente cresciute, e l'attività viene praticata principalmente al largo.

DenominazioneModifica

Il Faxaflói prende il nome da Faxi delle Ebridi, uno degli uomini che accompagnarono Hrafna-Flóki Vilgerðarson nel suo viaggio in Islanda. Secondo il Landnámabók, il libro degli insediamenti in Islanda, all'epoca la baia venne denominata "Faxaós" (estuario di Faxi).

DiramazioniModifica

Dalla baia di Faxaflói si diramano una serie di fiordi, di cui i principali sono: Borgarfjörður, Hvalfjörður, Kollafjörður e Hafnarfjörður.

Cenni storiciModifica

All'interno del Kollafjörður si trova l'isoletta di Viðey. L'isola è abitata stabilmente dal 1943, ma reca le tracce di insediamenti precedenti che si sarebbero stabiliti sul suo territorio fin dal X secolo; nel corso del XII secolo vi venne costruita una cappella, e nel 1225 avvenne la fondazione di un monastero, che venne sciolto solo con la Riforma del XVI secolo. L'isola, che ancora ospita i resti dell'antico insediamento, può essere raggiunta dai turisti tramite un traghetto che la collega al porto di Reykjavík.

NoteModifica

  1. ^ Barman, T. G. 1939. Guide to Norway, Sweden, Denmark, Finland, Iceland. London: Cook, p. 507.
  2. ^ Thorstein Thorsteinsson. 1930. Iceland, 1930: A Handbook Published on the Fortieth Anniversary of Landsbanki Íslands (National Bank of Iceland). Reykjavík: Ríkisprentsmidjan Gutenberg.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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