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Felice Carlo Besostri
In toga.png

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 9 maggio 1996 –
29 maggio 2001
Legislature XIII
Gruppo
parlamentare
Democratici di Sinistra - l'Ulivo
Circoscrizione Lombardia
Collegio Milano 3
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democratici di Sinistra
Titolo di studio Laurea in diritto
Professione avvocato, ricercatore universitario

Felice Carlo Besostri (Zevio, 23 aprile 1944) è un avvocato e politico italiano, senatore per i Democratici di Sinistra dal 1996 al 2001; è noto per vari ricorsi contro alcune leggi elettorali, in particolare per i ricorsi che hanno condotto all'abrogazione parziale del Porcellum e dell'Italicum[1].

Indice

Formazione giuridica e professione forenseModifica

Felice Besostri si è laureato con lode in diritto presso l'Università degli Studi di Milano nel 1969[2][3], entrando poi nel ruolo di ricercatore confermato presso la Facoltà di Scienze Politiche presso la stessa università[3].

Svolge l'attività di avvocato amministrativista, maturando i titoli per la candidatura, più volte affacciata, per organi elettivi di tipo magistratuale[4].

Attività politicaModifica

Dal 1983 al 1988 è stato sindaco di Borgo San Giovanni per il Partito Socialista Italiano.[2]

Alle elezioni politiche del 1996 è candidato al Senato della Repubblica per l'Ulivo nel collegio di Milano 3, in cui ottiene il 35,4% contro il 46,5% di Riccardo De Corato del Polo per le Libertà,[5] ma viene comunque eletto.

È stato quindi capogruppo dei Democratici di Sinistra nella Commissione Affari Costituzionali del Senato nella XIII legislatura.

«Caro Besostri, mi ricordo di lei. Vent’anni fa, giovane cronista, mi colpì trovare un parlamentare competente e pacato. Ora lei è diventato un personaggio di culto come distruttore di leggi elettorali»

(Aldo Cazzullo[6])

Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 è candidato nella lista Liberi e Uguali senza risultare eletto.

Attività pro bono in materia elettoraleModifica

Terminata la carriera di parlamentare, è diventato un "incallito sovrintendente di ricorsi contro le leggi elettorali"[7].

Ha iniziato nel 2008 con gli avvocati Claudio Tani e Aldo Bozzi nel processo[8] che ha portato all'incostituzionalità del Porcellum[9]. La giurisprudenza del Bundesverfassungsgericht era stata evocata in più punti dell’azione giudiziaria che ha condotto all’ordinanza della Cassazione di remissione[10] e, in effetti, nella sentenza n. 1 del 2014, con cui fu dichiarata incostituzionale la legge, si sviluppava e si aggiornava la citazione di quella giurisprudenza tedesca[11].

Ha proseguito mediante vari ricorsi contro la legge elettorale per il Parlamento europeo[3][12], contrastando la clausola di sbarramento del 4% nel riparto dei seggi[13].

Visto il tempo intercorso prima della pronuncia d'incostituzionalità sulla legge Calderoli, ha promosso, in merito alla legge elettorale del 2015, "23 ricorsi contro la legge elettorale preso altrettanti tribunali di città capoluogo di distretto di Corte d’Appello a partire dal novembre 2015"[14]. A meno di un anno dal primo ricorso in Corte costituzionale, in effetti, si sarebbe giunti alla convocazione dell'udienza di trattazione di ben due ordinanze (dei tribunali di Messina e di Torino) già il 4 ottobre 2016[15], se non vi fosse stato il rinvio motivato dal referendum[16]; in ogni caso la medesima Corte "ne ha fissate tre, con l’aggiunta del Tribunale di Perugia, per il 24 gennaio 2017", anche se Besostri ha dichiarato che "spera che la Corte costituzionale possa tenere conto anche delle ordinanze dei Tribunali di Trieste e Genova"[17].

Sempre "pro bono"[18] è difensore nei ricorsi presentati contro le leggi elettorali delle regioni di Lombardia[19], Campania, Umbria, Sardegna, Puglia.

Nell'udienza pubblica del 24 gennaio 2017 dinanzi alla Corte costituzionale, è intervenuto[20] dichiarando, tra l'altro, che "non soltanto le banche ma anche le leggi elettorali dovrebbero essere sottoposte ad uno stress test attesa l’imprevedibilità del comportamento elettorale"[21]: il giorno dopo, all'esito dei suoi ricorsi, per la seconda volta nella storia repubblicana sono state annullate parti importanti della legge elettorale nazionale[22].

Al deposito delle motivazioni, il 9 febbraio 2017, con la sentenza n. 35 del 2017 la Corte costituzionale ha confermato che le leggi elettorali incostituzionali sono impugnabili già con la loro pubblicazione in Gazzetta ufficiale, cioè l'argomento invocato da Besostri per proporre i ricorsi.

La questione più urgente, dopo le vittorie parziali in Corte costituzionale, era "ottenere l’armonizzazione tra le leggi elettorali per la Camera e per il Senato, armonizzazione che richiede in via prioritaria l’eliminazione del premio di maggioranza alla Camera con il 40% dei voti validi e la riduzione delle soglie d’accesso del Senato fissate all’8% e al 20% a fronte di un 3% alla Camera"[23]. Anche su questo fu invocato il suo intervento.

Nel settembre 2017, il giurista, ancora a capo del coordinamento degli avvocati Antitalikum, "ha annunciato una nuova iniziativa. «I cittadini italiani hanno diritto a votare con una legge elettorale che dia garanzie reali di rappresentanza democratica» (...). Da qui a fine novembre c’è teoricamente, per Besostri, il tempo utile per inviare nuovi ricorsi in Corte Costituzionale che siano esaminati e decisi prima delle elezioni del 2018"[24]. Quando è stata affacciata l'ipotesi del "cosiddetto Rosatellum 2.0, la legge elettorale per due terzi proporzionale e per un terzo maggioritaria", Felice Besostri e il coordinamento degli avvocati Antitalikum si sono rimessi al lavoro lanciando lo slogan "Non c’è due senza tre"[25].

Le sue critiche al Rosatellum sono state oggetto di una relazione tenuta in Senato, nel corso delle audizioni svolte dalla Commissione affari costituzionali di quel ramo del Parlamento[26], della richiesta ai tribunali di convertire i residui ricorsi dall'Italicum alla nuova legge[27] e di alcuni tentativi di sollevare conflitto contro il Legislatore a nome del corpo elettorale[28], avanzati a due riprese senza successo[29].

Ha anche sostenuto che l'autodichia prevista dall'articolo 66 della Costituzione per la verifica dei poteri ha subìto un'"abnorme estensione", tale da coprire anche il contenzioso sulle esclusioni delle liste dalle competizioni elettorali nazionali: "in materia elettorale ai cittadini italiani non è dato un rimedio effettivo ex art. 13 C.E.D.U."[30]. Quanto all'esistenza di giudici domestici degli organi costituzionali, “va denunciata risolutamente l’insostenibilità del sistema dell’autodichia delle Camere perché non offre alcuna garanzia di una soluzione secondo diritto del contenzioso, che nascerebbe da atti amministrativi assunti dalle Camere”. “Deve essere chiaro che l’unica fonte, per discipline aventi effetti sfavorevoli anche patrimoniali, non può che essere la legge” ha precisato Besostri[31].

NoteModifica

  1. ^ "Davvero incredibile la competenza politico-giuridica e la passione civile di Felice Besostri, l'avvocato socialista al quale il popolo italiano deve la bocciatura del Porcellum e dell'Italicum di fronte alla Corte Costituzionale": L'AVVENIRE DEI LAVORATORI, Zurigo, 23 novembre 2017.
  2. ^ a b Biografia-Opere, su felicebesostri.it. URL consultato il 1° marzo 2016.
  3. ^ a b c Bruno Guarini, Chi è Felice Besostri, l'avvocato socialista che contesta il voto alle Europee, su Formiche.net, 9 maggio 2014. URL consultato il 1º marzo 2016.
  4. ^ Donatella Stasio, Giustizia: Corte costituzionale; dopo ripetute fumate nere arriva il richiamo di Mattarella, Il Sole 24 Ore, 3 ottobre 2015.
  5. ^ Senato del 21 aprile 1996 - Collegio Milano 3, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 29 febbraio 2016.
  6. ^ Aldo Cazzullo, Cominciamo a costruire, Corriere della sera, 11 febbraio 2017
  7. ^ Cesare Maffi, Voti, la Cassazione è trasparente, ItaliaOggi, 24 marzo 2018.
  8. ^ Felice Besostri, Una testimonianza di sei anni di battaglia, Nomos. Le attualità del diritto, n. 3 del 2013.
  9. ^ Corte costituzionale, ordinanza n. 284 del 2008 e sentenza n. 1 del 2014.
  10. ^ "Quel Tribunale Costituzionale ha ritenuto (Urteil des Zweiten Senats vom 3. Juli 2008 2 BvC 1/07, 2 BvC 7/07 sui mandati aggiuntivi) che costituisse violazione dell’art. 38 GG sul voto diretto (unmittelbar) che un comportamento elettorale in altra circoscrizione svantaggiasse o avvantaggiasse candidati in un’altra": Audizione Besostri 1^ Comm. Aff. Costituzionali (Testo Definitivo), 16 gennaio 2014.
  11. ^ Vi si menzionava "una decisione del Tribunale federale tedesco (Bundesverfassungsgericht) del 2012, stabilendo che nessun candidato può essere favorito o sfavorito dal comportamento elettorale di candidati di altre circoscrizioni": Lorenzo Girelli, “Rosatellum: l’effetto flipper non è un errore, c’è stato dolo”, Il Fatto quotidiano, 22 marzo 2018. La citazione fu ritenuta "cosa tra l’altro strana e singolare" dal giudice Tesauro in una successiva audizione parlamentare: 1a Commissione, Senato, Res. Sten. (20 novembre 2014), p. 18.
  12. ^ Corte costituzionale, sentenze n. 271 del 2010 e n. 110 del 2015. Per i relativi argomenti, si veda la relazione al disegno di legge Atto Senato n. 1364 della XVII legislatura.
  13. ^ Europee, la Consulta: resta ferma la soglia del 4% per la legge elettorale, Il Messaggero, 25 ottobre 2018.
  14. ^ Felice Carlo Besostri, Adesso diciamo Sì all’attuazione della Costituzione, Il Manifesto, 10 dicembre 2016.
  15. ^ D. Martirano, Italicum, la battaglia degli avvocati, Corriere della sera, 17 agosto 2016.
  16. ^ http://milella.blogautore.repubblica.it/2016/12/06/consulta-e-politica/
  17. ^ Andrea Fabozzi, Segnali della Corte, il destino dell’Italicum è segnato, Il Manifesto, 8 dicembre 2016.
  18. ^ «Queste cause sono esenti da bollo, ma per il resto ci siamo pagati tutto: trasferte, naturalmente lavoro gratuito»: v. Roberta De Rossi, C’è anche un’anima veneziana nel pool legale contro l’Italicum, La nuova Venezia, 27 gennaio 2017; v. anche Alea iacta est – Il dado è tratto, 5 maggio 2015
  19. ^ Corte costituzionale, sentenza n. 193 del 2015.
  20. ^ http://www.felicebesostri.it/corte-costituzionale-udienza-pubblica-del-24012017-italikum/
  21. ^ Testo dell'avvocato Felice Besostri alla Corte costituzionale.
  22. ^ Italicum, la Corte Costituzionale boccia il ballottaggio e le pluricandidature, La Stampa, 25 gennaio 2017.
  23. ^ Il convegno del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Sintesi degli interventi di Grandi, Zagrebelsky, Besostri e Villone. Rosatellum incostituzionale, 2 ottobre 2017.
  24. ^ Mariolina Sesto, Besostri, l’avvocato «affossatore» delle leggi elettorali, Il Sole 24 ore, 19 settembre 2017.
  25. ^ Il pool di avvocati anti Italicum pronto a un nuovo ricorso, Il Fatto quotidiano, 3 ottobre 2017.
  26. ^ Audizione dell'avvocato Besostri al Senato, 20 ottobre 2017.
  27. ^ Andrea Fabozzi, Al voto con il dubbio incostituzionalità, Il Manifesto, 13 gennaio 2018.
  28. ^ Rosatellum, Consulta boccia i 4 ricorsi contro la fiducia: “Inammissibili. M5s e Codacons non sono poteri dello Stato”, Fatto quotidiano, 12 dicembre 2017.
  29. ^ A. Fab., Rosatellum, no della Corte al conflitto di attribuzione, Il Manifesto, 29 luglio 2018.
  30. ^ Ricorso dell'avvocato Besostri contro la legge elettorale italiana del 2015.
  31. ^ Nota stampa dell’Avv. Felice Besostri a margine dell’Audizione alla Prima Commissione del Senato per il Disegno di Legge Richetti sui vitalizi, 28 settembre 2017.

Collegamenti esterniModifica

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