Apri il menu principale
Biel-Täuffelen-Ins
InizioBiel/Bienne
FineIns
Stati attraversatiSvizzera Svizzera
Lunghezza21,3 km
Apertura1916 (Nidau-Siselen)
1917 (Siselen-Ins)
1926 (Bienne-Nidau)
GestoreASm
Precedenti gestoriSLB (1916-1945)
BTI (1945-1999)
Scartamento1 000 mm
Elettrificazione1.200 V cc
Ferrovie

La ferrovia Biel-Täuffelen-Ins è una linea ferroviaria a scartamento metrico della Svizzera..

Indice

StoriaModifica

Con l'apertura delle linee Berna-Neuchâtel (1901) e Friburgo-Morat-Ins (1903) nacque il desiderio tra le popolazioni dei comuni sulla sponda destra del lago di Bienne di un collegamento tra Bienne e Ins.

Nel 1908 l'Assemblea federale attribuì ad un comitato d'iniziativa la concessione per una linea a scartamento ridotto e trazione elettrica tra Bienne, Täuffelen e Ins; i lavori iniziarono nel luglio 1914 e il 4 aprile 1916 fu inaugurata la tratta tra Nidau e Siselen, cui seguì pochi mesi dopo (4 aprile 1917) il tronco tra Siselen ed Ins. Il prolungamento tra Nidau e Bienne fu aperto il 21 agosto 1926[1].

La linea fu gestita dalla società Seeländische Lokalbahnen Biel-Täuffelen-Ins (SLB), costituitasi il 14 febbraio 1912 con sede a Nidau[2], che con delibera assembleare del 1º settembre 1945 mutò ragione sociale in Biel-Täuffelen-Ins-Bahn (BTI) e spostò la sede sociale a Täuffelen[3].

A fine anni Cinquanta la ferrovia, ritenuta troppo onerosa, rischiò di essere sostituita da un'autolinea: solo la resistenza e il sostegno finanziario dei comuni interessati riuscì a salvarla[1].

Nel 1964 la BTI si associò all'accordo di cooperazione stipulato nel 1959 dalla ferrovia Soletta-Niederbipp (SNB) e dall'Oberaargau-Jura-Bahnen (OJB, nata l'anno prima dalla fusione di LJB) e LMB). Tale accordo venne esteso nel 1983 alla Bielersee-Schifffahrts-Gesellschaft (BSSG) e nel 1984 alla Ligerz-Tessenberg-Bahn (LTB). Il consorzio prese nel 1985 il nome Oberaargau-Solothurn-Seeland-Transport (OSST)[4].

A seguito di diverse assemblee sociali tenutesi tra il 17 e il 24 giugno 1999 la BTI, la SNB, la Oberaargauischen Automobilkurse (OAK) e la Regionalverkehr Oberaargau (RVO, denominazione dal 1990 della OJB) si fusero (con effetto dal 1º gennaio 1999) nella Aare Seeland mobil (ASm), nuova esercente della linea[5].

CaratteristicheModifica

La linea, a scartamento metrico, è lunga 21,3 km. È elettrificata a corrente continua con la tensione di 1.200 V. Il raggio di curva minimo è di 50 metri, la pendenza massima del 48 per mille[6].

PercorsoModifica

 
La stazione di Täuffelen
Percorso
  linea FFS per Losanna
     
linea FFS per La Chaux-de-Fonds
         
0,000 Biel/Bienne
     
galleria di Bienne (215 m)
     
scalo merci
     
percorso per Biel Bahnhofplatz (* 1926 † 1975)
     
linee FFS per Basilea e per Olten
     
linea FFS per Berna
     
fiume Thielle
     
1,152 Nidau
     
canale di Nidau-Büren (93 m)
     
1,667 Nidau Beunden
     
2,139 Ipsach
     
2,886 Ipsach Herdi
     
4,245 Sutz
     
4,968 Lattrigen
     
6,316 Mörigen
     
7,747 Gerolfingen
     
8,905 Täuffelen
     
10,200 Hagneck
     
canale dell'Hagneck (78 m)
     
11,612 Lüscherz
     
13,529 Siselen
     
13,929 Finsterhennen
     
16,501 Brüttelen
     
20,195 Ins Dorf
     
linea BLS per Berna
     
linea TPF per Friburgo
 
 
     
21,158 Ins
     
fossa per carrelli trasbordatori
  linea BLS per Neuchâtel

La linea ha il suo capolinea, posto in sotterraneo, presso la stazione di Bienne: inaugurato il 22 maggio 1975, sostituiva il vecchio capolinea posto nella piazza della stazione[7]. Attraversato il fiume Thielle si arriva a Nidau. Superato il canale di Nidau-Büren si toccano Sutz-Lattrigen, Mörigen, Täuffelen (dove hanno sede il deposito e l'officina della linea) e Hagneck. Attraversato il canale dell'Hagneck la linea serve Lüscherz, Siselen, Finsterhennen e Brüttelen, terminando la corsa presso la stazione di Ins, nodo ferroviario situato sulle linee Berna-Neuchâtel e Friburgo-Morat-Ins.

Materiale rotabileModifica

All'apertura la ferrovia disponeva di quattro locomotori-bagagliaio a carrelli (Fe 4/4 1÷4) costruiti da Schlieren ed Oerlikon, due delle quali furono ricostruite nel 1925-1926 con un compartimento viaggiatori (BFe 4/4 3÷4). Nel 1947 le stesse aziende fornirono altre due elettromotrici (BFe 4/4 5÷6)[8].

Nel 1966 furono acquistate dalla Birsigtalbahn tre elettromotrici risalenti al 1905 (Be 4/4 7÷8 e BDe 4/4 9)[9]

Per rimpiazzare i rotabili della dotazione originaria a partire dal 1970 furono acquistate tre elettromotrici provenienti dalla SZB risalenti agli anni 1916-1924 (BDe 4/4 11÷13); altre quattro, risalenti al 1965, furono acquistate dalla SZB tra il 1975 e il 1977 (Be 4/4 1÷5)[9].

A partire dal 1985, in seguito alla creazione del consorzio OSST, i rotabili della BTI furono rinumerati[10].

Dal 1997 sono entrati in servizio una serie di elettrotreni Stadler (Be 2/6 501÷510)[10], ordinati a partire dal 1994 e prime unità costruite del tipo GTW 2/6[11]. Dalla RVO fu rilevata nel 1997 l'elettromotrice Be 4/4 109 (rinumerata 521) costruita nel 1963 per la ferrovia Biasca-Acquarossa e venduta nel 2003 alla ferrovia turistica della Mesolcina[10].

NoteModifica

  1. ^ a b (DE) Gleich dreimal drohende Ersetzung durch Busse überstanden, in Bieler Tagblatt (Biel/Bienne), 12 settembre 2016. URL consultato l'8 maggio 2019.
  2. ^ (DE) Bern - Berne - Berna, in Foglio ufficiale svizzero di commercio (Berna), 24 ottobre 1913, p. 1904. URL consultato il 9 maggio 2019.
  3. ^ (DE) Bern - Berne - Berna, in Foglio ufficiale svizzero di commercio (Berna), 21 giugno 1946, p. 1862. URL consultato il 7 maggio 2019.
  4. ^ Geschichte, su asmobil.ch. URL consultato il 7 maggio 2019.
  5. ^ (DE) Regionalverkehr Oberaargau AG (RVO), in Foglio ufficiale svizzero di commercio (Berna), 9 luglio 1999, p. 4677. URL consultato il 7 maggio 2019.
  6. ^ ASM Aare Seeland Mobil, su polier.ch. URL consultato il 9 maggio 2019.
  7. ^ (FR) Bienne: nouvelles compositions et nouveau quai pour le BTI, in L'Impartial (La Chaux-de-Fonds), 22 maggio 1975, p. 11.
  8. ^ (DEFR) Verzeichnis des Rollmaterial der Schweizerischen Privatbahnen/État du materiel roulant des chemins de fer suisses privés, Berna, Ufficio federale dei trasporti, 1958, pp. 38-39. URL consultato il 9 maggio 2019.
  9. ^ a b Biel - Täuffelen - Ins (BTI), su pospichal.net. URL consultato il 7 maggio 2019.
  10. ^ a b c Biel - Täuffelen - Ins (BTI), su pospichal.net. URL consultato il 7 maggio 2019.
  11. ^ (EN) Class 500 low-floor, articulated EMU for Biel-Täuffelen-Ins-Bahn (BTI) (PDF), su stadlerrail.com. URL consultato il 7 maggio 2019.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENn2010052764