Festa dei folli

festa medievale
Festa dei folli
Miniature Fête des Fous.jpg
Charivari du Roman de Fauvel, miniatura del XIV secolo
Tipointernazionale
Periodo26-28 dicembre
Celebrata aEuropa, Francia
ReligioneCristianesimo
Oggetto della ricorrenzaasino di Gesù a Gerusalemme
Tradizioni profanesfilate di maschere, veglioni e balli in maschera, sfilate di carri allegorici
Altri nomifesta dei pazzi, festa degli innocenti, festa dell'asino

La festa dei folli o festa degli innocenti era una festa in maschera che si svolgeva ogni anno il 26, 27 e 28 dicembre, giorni rispettivamente dedicati a Santo Stefano, a San Giovanni e al Giorno degli Innocenti (con riferimento alla Strage degli innocenti). Era organizzata dal clero in Europa e in molte città del nord della Francia (dove era detta fête des Fous o fête des Innocents), dal XII secolo fino al XVII secolo. Derivate dai Saturnali, queste feste sono collegate alle tradizioni folcloristiche dai folcloristi alla fine del XIX secolo, e gli storici vedono in queste parodie liturgiche una delle origini medievali del teatro[1].

EtimologiaModifica

La festa è anche chiamata festa dell'asino, dei Sotto-Diaconi, dei Diaconi di Saul, dei Cornardi, della Libertà di dicembre. Le persone che vi presero parte ricevevano il nome di papa dei pazzi, vescovo dei pazzi o abate dei pazzi.

Era destinata a onorare l'asino che portò Gesù durante il suo ingresso a Gerusalemme. Era diffusa in tutta la Francia nel Medioevo e fu celebrata nel giorno della Circoncisione di Gesù a gennaio.[2]

StoriaModifica

 
Étude historique sur la fête des fous, 1751
 
Fête des fous, Pieter Van der Heyden, 1559
 
Festa dei folli in una cattedrale, 1752
 
Quasimodo, Re dei Folli, 1878.

Di solito la festa si svolgeva in alcune chiese, durante i 3 giorni di Santo Stefano, San Giovanni e il Giorno degli Innocenti (26, 27 e 28 dicembre), un giovane chierico decorato con il titolo di vescovo dei pazzi (Episcopus stultorum), occupava la sede episcopale rivestita con gli ornamenti pontifici con l'eccezione della mitra, che veniva sostituita da una sorta di tallone. Alla fine del servizio, riceveva gli stessi onori del vero prelato, e il suo cappellano doveva pronunciare una benedizione, con la quale chiedere ai ministranti l'epatopatia, un banchetto di perdoni, venti banchetti di mal di denti, e due tigna sotto il mento[3]. Inoltre, i giovani che potevano essere sorpresi a letto il giorno degli Innocenti, il 28 dicembre, ricevevano sulla schiena alcuni schiaffi.[4] In varie città, i canonici, gli ecclesiastici e talvolta i secolari erano, in certi giorni dell'anno, presi al mattino, nel loro letto e in uno stato di completa nudità, guidati tra le strade, nelle chiese sull'altare, dove vevivano annaffiati.[5]. Indecenze dello stesso tipo erano svolte anche dagli ecclesiastici nel giorno degli Innocenti, come camminare per la città ad esporre uomini completamente nudi nei teatri.[6].

Per porre fine a questi disordini, fu proclamata la prima condanna intorno al 1198 su richiesta di Odon de Sully.[7]

Il seguente fu emanato dal Consiglio di Basilea nel 1431, durante il quale ne fu imposto il divieto il 31 dicembre 1519[8][9]. La festa venne gradualmente bandita dalle autorità religiose e civili (Richelieu).

La festa viene menzionata nel romanzo Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, durante la quale Quasimodo viene eletto Papa dei Folli.

NoteModifica

  1. ^ (FR) Bertrand Dominique, Le Théâtre, Èditions Bréal, 1996, p. 86.
  2. ^ Asinaria Festa o Festa dei Folli., su alchimialascienzadeifolli.net. URL consultato il 10 maggio 2019.
  3. ^ Mémoires de l'Académie des Inscriptions, etc., VII, 254).
  4. ^ Clément Marot si ritiene disse a Marguerite de Navarre:
    Très chère sœur, si je savais où couche
    Votre personne, au jour des Innocens
    De bon matin, j'irai à votre couche
    Voir ce corps gent, que j'aime entre cinq cents.
    Adonc, ma main, vu l'ardeur que je suis,
    Ne se pourrait bonnement contenter,
    Sans vous toucher, tenir, tâter, tenter.
    Et si quelqu'un survenait d'aventure,
    Semblant ferais de vous innocenter :
    Serait-ce pas honnête couverture?
  5. ^ Durante il XIV e XV secolo a Puy-en-Velay, Nevers, Mantes e Angers.
  6. ^ Tramandatoci da Louis de Melun, arcivescovo di Sens, nei suoi statuti del 1445, alle turpitudini rimproverate al clero.
  7. ^ (FR) Jean-Frédéric Bernard, Cérémonies et coutumes religieuses de tous les peuples du monde, illustrazioni di Bernard Picart, Amsterdam, Jean-Frédéric Bernard, 1743.
  8. ^ Cox, 1971.
  9. ^

    «DE NON FAIRE EVESQUES DES FOLS On fait deffense, de par eschevins et de par le conseil de la ville, aux manants et aux habitans de ladite ville et taille d'icelle de eulx ingerer et annunchier doresenavent, faire ne assister à faire evesque des folz, ne le accompaignier en quelque maniere que ce soit, ne aussi juer dépossuit du dit evesque. En, pareillement, que nul ne se ingere de venir en ladite ville et taille accompagnier lesdites evesques, a peril si comme : les gens lays de estre pugnis à la discretion desdits esclaves et eschevins et les gens d'église de estre constituez prisonniiers pour estre renvoyez à leur ordinaire. Publiez à la bretesque le darrain jour de décembre»

BibliografiaModifica

  • (FR) Jacques-Xavier Carré de Busserolle, Notice sur les fêtes des ânes et des fous..., Rouen, D. Brière.
  • F. Vernet, Une bulle de Clément VI sur la fête des fous à Vienne (26 octobre 1344), Bulletin d’histoire ecclésiastique des diocèses de Valence, Gap, Grenoble et Viviers, 1901.
  • Michel Foucault, La folie et la fête, 1963.
  • (EN) Harvey Cox, The Feast of Fools: A Theological Essay on Festivity and Fantas, traduzione di Luce Giard, Parigi, Éditions du Seuil, 1971, p. 237, ISBN 978-2020031806.
  • (FR) Jacques Heers, Fêtes des fous et carnavals, Parigi, Éditions Arthème Fayard, 1983.

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