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La festa di san Marco è la solennità patronale di Venezia e del Veneto che viene celebrata il 25 aprile, in memoria di san Marco evangelista.

Indice

StoriaModifica

Durante la serenissima Repubblica di Venezia, veniva organizzata una processione da piazza san Marco. A tale manifestazione, partecipavano le autorità maggiormente influenti, sia civili che religiose, della repubblica. Erano dedicati a san Marco anche il 31 gennaio, ricordo della traslazione a Venezia delle reliquie, e il 25 giugno, data del rinvenimento, nel 1094, del luogo in cui esse erano state occultate.[1] Oggi, le celebrazioni religiose più importanti sono la Messa solenne alle 10.30 nella Basilica di san Marco e i Vespri, officiati nella stessa Cattedrale nel tardo pomeriggio; entrambe le funzioni sono presiedute dal Patriarca di Venezia.

Dopo la seconda guerra mondiale, la data del 25 aprile coincide con l'anniversario della liberazione d'Italia dal nazifascismo; per tale motivo, al fine di non perdere la giornata festiva annuale, il comune di Venezia ha scelto di spostare la festività locale del patrono al 21 novembre, anniversario dedicato alla Madonna della Salute che ricorda la fine dell'epidemia della peste del 1630.

Il bocciolo di san MarcoModifica

La tradizione centenaria di Venezia che il 25 aprile, nel giorno dedicato a san Marco, sia offerto a fidanzate e mogli un bocciolo (in veneto bócoło) di rosa rossa, in segno d'amore.

L'usanza nasce dalla leggenda di Maria, figlia del doge Angelo Partecipazio, che si innamorò ricambiata del giovane Tancredi. Il sentimento dei due giovani era osteggiato dal padre di Maria, che non avrebbe permesso un tale matrimonio. Maria chiese allora a Tancredi di andare a combattere contro gli arabi in Spagna con l'esercito di Carlo Magno, per guadagnare fama: il padre così non avrebbe più potuto opporsi al loro amore. Tancredi partì e si coprì di gloria in guerra. Un triste giorno arrivarono a Venezia alcuni cavalieri francesi che erano stati guidati dal paladino Orlando, eroe caduto nella battaglia di Roncisvalle del 15 agosto 778 e celebrato poi nel famoso poema epico della Chanson de Roland. I cavalieri cercarono Maria per annunziarle la morte di Tancredi: colpito dal nemico, era caduto sanguinante sopra un rosaio. Prima di spirare, aveva colto un fiore e pregato l'amico Orlando di portarlo a Venezia alla sua amata Maria. Maria prese la rosa tinta ancora del sangue del suo Tancredi e restò muta nel suo dolore. Il giorno dopo, festa di san Marco, fu trovata morta con l'insanguinato fiore sul cuore.

Da quella volta il bocciolo di rosa viene offerto alle donne nel giorno di san Marco quale simbolo d'amore vero, imperituro.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  •  
    Il bocciolo in piazza san Marco.
    Lina Urban Padoan, La festa di San Marco: le leggende e l'offerta del "bocolo", Venezia: Centro internazionale della grafica, 1988.
  • Applausi festiui al glorioso san Marco euangelista da recitarsi in musica nell' hospitale de Mendicanti, il giorno della sua festa consecrati al ser.mo prencipe & all'eccell.mo Collegio Veneto da Fratelli dell'Esercitio Apostolico, Venetia: appresso Andrea Poletti, 1681.
  • Stefano Santorini, Il Tempio della gloria. Festa solenne del giovedì grasso fatta da Steffano Santorini nella Piazza Ducal di San Marco l'anno 1698. Alla presenza del sereniss. principe Silvestro Valerio degnissimo Doge di Venetia et della Serenissima Signoria consacrata a sua serenità medesima, Venetia: appresso Gio. Maria Rossi, 1698.
  • Francesco Basaldella, La festa del bocolo di San Marco nella leggenda e nella poesia, Venezia, 2001.
  • Giustina Renier Michiel, La festa di San Marco nel '700 a Venezia, a cura di Alessandro Renier, s.l.: per conto dell'autore, stampa 2009.
  • Francesco Cherubin, La basilica di S. Marco: discorso detto il 24 aprile 1895 terzo giorno del triduo solenne in preparazione alla festa di San Marco per la commemorazione centenaria della basilica, Venezia: Tipografia Mutuo Soccorso fra Compositori, 1895.
  • Giorgio Fedalto, Il sermone per la festa di san Marco di san Lorenzo Giustiniani, Venezia: 1963.
  • La regina delle canzon di Silvestro Ferrara in occasion della magnifica regatta, e festa di tori fatta il giorno 23 e 24 gennaro l'anno 1782 nella città di Venezia, con la descrizione de nobili patrizi veneti che aveva bissone, e malgherotte e tutto quello, che fa visto nella piazza di San Marco. Su l'aria di quelle del quaranta, Venezia: Antonio Bettanin, 1782.

Voci correlateModifica

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