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Forte Fenilone
Werk d'Aspre
Fortificazioni austriache
ForteFenilone.jpg
Forte Fenilone visto all'interno in una foto del 1866
Ubicazione
StatoAustria Austria
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona
Coordinate45°25′43.25″N 10°57′14.57″E / 45.428681°N 10.954047°E45.428681; 10.954047Coordinate: 45°25′43.25″N 10°57′14.57″E / 45.428681°N 10.954047°E45.428681; 10.954047
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte Fenilone
Informazioni generali
TipoForte
Stilestile neoclassico
Altezza68 m s.l.m.
Costruzione1848-1859
Primo proprietarioEsercito imperiale austriaco (1806-1867)
DemolizioneTutte le opere di muratura
Condizione attualePessimo stato di conservazione
Informazioni militari
UtilizzatoreImpero austriaco
Armamento17 bocche da fuoco
Presidio15 uomini
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Forte Fenilone, originariamente chiamato Werk d'Aspre, è un forte austriaco di Verona, voluto dal feldmaresciallo Radetzky e progettato dal maggiore Conrad Petrasch, direttore della Genie Direction di Verona. Il forte è stato completato in fasi diverse: nel 1848 il terrapieno, il fosso, e lo spalto, nel 1849 è stato costruito il ridotto e nel 1859 c'è stata la chiusura del fronte di gola, e fu costruito il muro distaccato alla Carnot con relative caponiere. Il forte era intitolato al barone Costantino d'Aspre (1789-1850), luogotenente feldmaresciallo di Radetzky nella campagna di guerra del 1848-1849.

Tutte le opere di muratura del forte sono state demolite nella prima metà del novecento. Rimane solo il terrapieno, in pessimo stato di conservazione, intercluso tra la diramazione ferroviaria.

Indice

StrutturaModifica

Forte a tracciato poligonale con ridotto centrale e ridotto di gola, ad impianto asimmetrico semiottagonale, il forte faceva sistema con i forti San Massimo e Santa Lucia. Era situato a circa 400 metri a nord del borgo di Santa Lucia, all'interno della diramazione tra la ferrovia Milano-Venezia e Verona-Bolzano, che prendeva con tiro d'infilata dal fronte principale e dal fronte di gola. Inoltre, le sue artiglierie battevano la campagna antistante tra San Massimo e Santa Lucia, nonché la strada proveniente da Mantova. Il fianco sinistro del forte, diretto verso Santa Lucia, era il più esteso, per la sua principale azione di combattimento; anche il ridotto semicircolare era parzialmente ruotato verso sud.

Il ridotto casamattato era a segmento di torre circolare su un solo piano, con copertura terrapienata disposta a piattaforma per l'artiglieria; anche al piano terra potevano essere collocate artiglierie in casamatta. Due tratti di muro convergenti collegavano il ridotto al centro del fronte di gola, dal quale sporgeva, come caponiera, il ridotto di gola ordinato per fucilieri e artiglieri, anche sulla copertura terrapienata. Ai suoi lati, in posizione simmetrica, preceduti dal ponte levatoio, si aprivano due portali di accesso verso il piazzale interno, nel quale un pozzo forniva le riserve d'acqua per la guarnigione.

Il terrapieno semiottagonale, con le postazioni d'artiglieria, era difeso al livello del fosso asciutto dal muro distaccato alla Carnot, con le tre caponiere per il fiancheggiamento d'artiglieria. Due poterne, adiacenti al fronte di gola e con annessi locali di servizio, mettevano in comunicazione il piazzale interno con il cammino di ronda, lungo il muro alla Carnot ordinato per fucilieri, e con le caponiere. All'esterno, completava l'opera la controscarpa del fosso, a pendenza naturale.

L'utilità del forte decadde dopo il 1861, in seguito alla costruzione della linea più avanzata del secondo campo trincerato. Mantenne la funzione di sicurezza contro le infiltrazioni di fanteria.

ArmamentoModifica

  • 17 bocche da fuoco

Presidio di guerraModifica

  • 15 uomini

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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