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Forte San Massimo

Forte San Massimo
Werk Liechtenstein
Fortificazioni austriache
Ubicazione
StatoAustria-Ungheria Austria-Ungheria
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°26′08.67″N 10°56′59.57″E / 45.435742°N 10.949881°E45.435742; 10.949881Coordinate: 45°26′08.67″N 10°56′59.57″E / 45.435742°N 10.949881°E45.435742; 10.949881
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte San Massimo
Informazioni generali
TipoForte
Stilestile neoclassico
Altezza77 m s.l.m.
Costruzione1848-1859
Primo proprietarioEsercito austro-ungarico
Demolizionetra le due guerre mondiali
Proprietario attualedemolito
Informazioni militari
UtilizzatoreAustria-Ungheria
Armamento14 bocche da fuoco
Presidio60 uomini
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Forte San Massimo, originariamente chiamato Werk Liechtenstein, è un forte austriaco di Verona, voluto da Radetzky e progettato dal direttore della Genie Direction Conrad Petrasch. Nel 1848 sono stati costruiti il terrapieno, il fossato ed il spalto, mentre nel 1859 il ridotto ed il fronte di gola. Il forte era intitolato al principe Friedrich Liechtenstein (1807-1885), maggiore generale di cavalleria nell'armata di Radetzky.

Il forte è stato completamente spianato e demolito tra le due guerre mondiali.

Indice

StrutturaModifica

Piccolo forte di tipo poligonale con ridotto centrale e ridotto di gola, e terrapieno con impianto asimmetrico a lunetta. Faceva sistema con i forti San Zeno e Fenilone. Batteva la campagna antistante, la strada proveniente da Lugagnano, la ferrovia Milano-Venezia, e con le artiglierie del fronte di gola prendeva d'infilata la ferrovia del Brennero.

All'interno del forte, il ridotto casamattato era a segmento di torre circolare, a un solo piano, con postazioni di artiglieria sulla piattaforma di copertura. Due muri, a delimitare il cortile di sicurezza, lo collegavano al centro del fronte di gola, dal quale sporgeva, come caponiera, l'altra parte del ridotto a segmento di torre. Nel piazzale interno, un pozzo assicurava la riserva d'acqua. Il fosso asciutto era privo del muro alla Carnot. Il forte venne declassato in seguito alla costruzione della linea più avanzata del secondo campo trincerato (1861), ma mantenne la funzione difensiva contro le infiltrazioni di fanteria.

ArmamentoModifica

  • 14 bocche da fuoco

Presidio di guerraModifica

  • 60 uomini

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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