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Forte Palio
Werk Alt Wratislaw
Sistema difensivo di Verona
Ubicazione
StatoAustria Impero austriaco
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°25′34.77″N 10°58′24.9″E / 45.426325°N 10.973583°E45.426325; 10.973583Coordinate: 45°25′34.77″N 10°58′24.9″E / 45.426325°N 10.973583°E45.426325; 10.973583
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte Palio
Informazioni generali
TipoForte
Altezza63 m s.l.m.
Costruzione1848-1850
Primo proprietarioEsercito imperiale austriaco
Informazioni militari
UtilizzatoreImpero austriaco
Regno d'Italia
Armamento8 bocche da fuoco
Presidio60 uomini
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Forte Palio, chiamato originariamente Werk Alt Wratislaw, è un forte austriaco di Verona, voluto dal Radetzky e progettato dal maggiore Conrad Petrasch, direttore della k.k. Genie-Direktion di Verona. Tra il 1848 ed il 1850 venne costruito il forte che venne completato del muro distaccato alla Carnot e di tre caponiere nel 1859. Il forte era intitolato al conte Johann Wratislaw von Mittrowitz (1797-1865), capo dello Stato Maggiore d'Armata di Radetzky nel 1848-1849. Il forte venne completamente spianato e demolito nel 1912, per dar luogo al nuovo grande scalo ferroviario per le merci di Porta Nuova.

DescrizioneModifica

 
Esercitazione al forte nel 1862

Forte Palio è a tracciato poligonale con ridotto centrale, terrapieno con impianto asimmetrico semiottagonale e fronte di gola a leggero rientrante. Faceva sistema con i forti Santa Lucia e Porta Nuova. Era situato immediatamente a est della diramazione ferroviaria per Milano e per Mantova, che prendeva con tiri d'artiglieria d'infilata. Batteva inoltre la campagna antistante tra Santa Lucia e Tomba, nonché la strada proveniente da Mantova.

Il ridotto centrale del forte era a segmento di torre cilindrica, su un solo piano, con copertura terrapienata disposta a piattaforma per l'artiglieria; anche al piano terra potevano essere collocate artiglierie in casamatta. Due tratti di muro convergenti, a delimitare il cortile di sicurezza, collegavano la semitorre al centro del fronte di gola, il cui muro formava un tamburo difensivo per fucileria e artiglieria. Sull'ala destra del fronte di gola era inserito il portale d'ingresso con l'antistante ponte levatoio. Nel piazzale interno, sulla destra, si trovava il pozzo per la riserva d'acqua del presidio.

Il terrapieno semiottagonale, con le postazioni di artiglieria, era difeso al livello del fosso asciutto dal muro distaccato alla Carnot, con le tre caponiere per il fiancheggiamento di artiglieria. Adiacenti al fronte di gola due poterne mettevano in comunicazione il piazzale interno con il cammino di ronda lungo il muro alla Carnot, ordinato per fucilieri, e con le tre caponiere. All'esterno completava l'opera la controscarpa del fosso raccordato alla campagna. Dopo il 1861 l'utilità del forte decadde, in seguito alla costruzione della linea più avanzata del secondo campo trincerato, ma mantenne la funzione di sicurezza contro infiltrazioni di fanteria.

ArmamentoModifica

  • 8 bocche da fuoco

Presidio di guerraModifica

  • 60 uomini

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica