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Forte Porta Nuova

Forte Porta Nuova
Werk Clam
Fortificazioni austriache
Werk Clam der Festung Verona.jpg
Ubicazione
StatoAustria-Ungheria Austria-Ungheria
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°25′19.55″N 10°59′02.57″E / 45.422097°N 10.984047°E45.422097; 10.984047Coordinate: 45°25′19.55″N 10°59′02.57″E / 45.422097°N 10.984047°E45.422097; 10.984047
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte Porta Nuova
Informazioni generali
TipoForte
Stilestile neoclassico
Altezza63 m s.l.m.
Costruzione1848-1850
Primo proprietarioEsercito austro-ungarico
Demolizionedopo la prima guerra mondiale
Condizione attualedemolito
Informazioni militari
UtilizzatoreAustria-Ungheria
Armamento14 bocche da fuoco
Presidio70 uomini
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Forte Porta Nuova,originariamente chiamato Werk Clam, è un forte austriaco di Verona. Voluto dal Comandante d'Armata Radetzky venne progettato dal direttore della Genie Direction Conrad Petrasch. Tra il 1848 ed il 1850 venne costruito il forte che venne completato del muro distaccato alla Carnot e di tre caponiere nel 1859. Il forte era intitolato al conte Eduard Clam-Gallas (1805-1891), luogotenente feldmaresciallo e comandante di brigata sotto Radetzky, nel 1848-1849.

Dopo la prima guerra mondiale fu completamente demolito.

Indice

DescrizioneModifica

Il forte è a tracciato poligonale con ridotto centrale e ridotto di gola. L'impianto è asimmetrico a semiottagono allungato. Faceva sistema con i forte Palio e Torre Tombetta, con la quale formava il cardine orientale, sull'Adige, dello schieramento fortificato. La sua posizione, già individuata nei progetti di Franz von Scholl, era di speciale importanza: il forte era situato a 1100 metri da Porta Nuova, all'inizio del lungo viale alberato, e al centro della congiunzione tra la strada proveniente da Mantova e la strada proveniente da Legnago, entrambe prese d'infilata dalle artiglierie dei suoi fianchi. Inoltre batteva la campagna antistante tra Santa Lucia, Tomba, Tombetta, e le numerose strade campestri convergenti verso Porta Nuova. Anche dopo la costruzione del secondo campo trincerato (1861) il forte mantenne compiti difensivi e di sicurezza, nel dominio dell'ampio settore sul rovescio dei forti Dossobuono, Azzano e Tomba.

Il ridotto centrale è a segmento di torre cilindrica su un solo piano, con copertura terrapienata disposta a piattaforma per l'artiglieria; anche al piano terra, in casamatta, potevano essere collocate artiglierie. Con i successivi lavori di rafforzamento e ampliamento (1850), furono costruiti due tratti di muro convergenti, a delimitare il cortile di sicurezza, che collegavano la semitorre al grande ridotto di gola casamattato, su pianta cruciforme, in parte sporgente al centro del fronte di gola, con funzione di caponiera difensiva. Sui due fianchi contrapposti, in ampliamento, vennero inserite batterie a doppio ordine di fuoco, in casamatta e a cielo aperto. Anche il nuovo fronte di gola, con i muri a tracciato spezzato, era ordinato per la difesa d'artiglieria.

In posizioni simmetriche, rispetto al ridotto di gola, erano inseriti i due portali di ingresso al forte, ciascuno con l'antistante ponte levatoio. Procedendo verso il piazzale maggiore si scorgevano gli ingressi delle due poterne. Nel cortile di sicurezza, tra i due ridotti, era situato il pozzo per la riserva d'acqua. Il terrapieno semiottagonale allungato, con le postazioni d'artiglieria, era difeso sul fondo del fossato asciutto dal muro distaccato alla Carnot, con le tre caponiere per il fiancheggiamento d'artiglieria. Le due poterne, in diretta corrispondenza con le caponiere laterali, mettevano in comunicazione il piazzale interno del forte con il cammino di ronda lungo il muro alla Carnot, ordinato per fucilieri, e con la caponiera centrale.

ArmamentoModifica

  • 14 bocche da fuoco

Presidio di guerraModifica

  • 70 uomini

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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