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Fra Felice da Sambuca

BiografiaModifica

 
Domine quo vadis, 1777, Borgo a Buggiano
 
Sacra Famiglia con il beato Bernardo da Corleone e santa Rosalia, Chiesa di Sant'Anna (Alcamo)
 
San Pietro liberato dal carcere, 1777, Borgo a Buggiano
 
Guarigione del paralitico, 1777, Borgo a Buggiano
 
Natività di Gesù Bambino con i santi Gioacchino e Anna

Fra Felice da Sambuca (al secolo Gioacchino Viscosi) nacque a Sambuca di Sicilia (Agrigento): a 20 anni entrò nel convento dei cappuccini di Monte San Giuliano (oggi Erice), dove indossò il saio con il nome di fra Felice da Sambuca nel settembre 1755.

Secondo alcuni biografi ebbe una prima formazione a Sciacca, presso la scuola del pittore Francesco Aversa, e in seguito, trascorse un breve periodo a Palermo presso la bottega di Olivio Sozzi o, forse, fu allievo del confratello cappuccino padre Fedele da San Biagio,[1] interprete della corrente accademica che si ispirava al pittore Sebastiano Conca.[2]

Stile e temiModifica

Ecco il giudizio che dà il Roccaforte su fra Felice:

Dotato di ingegno creativo di profondi sentimenti e di esuberante spiritualità, fra Felice dipingeva per istinto, senza l'influsso di scuole o di accademie, che non frequentò mai e per questo conferiva una limpida spontaneità e una particolare grazia spirituale alle sue creature artistiche.[3]

Nel creare le sue opere di carattere religioso, fra Felice tende a comunicare direttamente con i fedeli; tutto è quotidiano nella sua pittura e le sue figure denotano una propria spiccata gestualità, come se stessero recitando un “a parte”.[4]

L'intensità emotiva che traspariva dai suoi quadri gli diedero una fama tale da costringerlo a realizzare, in breve tempo, una grande quantità di opere che, a volte, risultano carenti nella tecnica pittorica o nella cura dei dettagli.[3]

A Sambuca di SiciliaModifica

Qui diede vita alle sue prime opere, tra cui il Transito di san Giuseppe, Gesù nell'orto e I Quattro Evangelisti, eseguite nel 1760; inoltre realizzò degli affreschi per le chiese di Santa Caterina d'Alessandria, di San Calogero, di San Giuseppe, del collegio di Maria e dell'orfanotrofio.

A RomaModifica

Nel 1768 si recò a Roma, a seguito della chiamata da parte di papa Clemente XIII, per la realizzazione di alcuni quadri in occasione della beatificazione del frate Bernardo da Corleone:[5] una grande tela con Il beato Bernardo in gloria e cinque tondi ad olio con Fatti e virtù del beato,[6] oggi dispersi, mentre si conservano tuttora nella chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini l'Apparizione di Maria Vergine al beato Bernardo[6], (di un'insolita finezza nella sua realizzazione rispetto alla sua produzione artistica) e due tele con La morte del giusto (la "buona morte") e La morte del peccatore (la "cattiva morte"), soggetti religiosi molto richiesti e ridipinti diverse volte dal pittore.[2]

Presso l'Istituto Storico dei Cappuccini di Roma si trovano quattro bozzetti con Storie di fra Lorenzo da Brindisi, attribuiti a fra Felice da Sambuca. In esse, più che di Giovanni Lanfranco e di Guido Reni, si avverte la conoscenza delle opere di Gaspare Traversi.

In ToscanaModifica

Nel 1777 fra Felice si recò in Toscana, grazie all'interessamento di padre Luigi Sibaldi di Borgo a Buggiano (Pistoia), ospitato nel convento cappuccino di Torricchio. Nel giro di un anno, riuscì a completare diversi dipinti nelle suddette località, a Pistoia e in altri conventi della Toscana.[2]

Queste opere, pregevoli per la forte carica espressiva, evidenziano delle conformità stilistiche ed espressive con quelle di frate Stefano da Carpi; Fra Felice trasferisce in un linguaggio chiaro e comprensibile, i temi della pittura a sfondo religioso e devozionale.[2]

In SiciliaModifica

Dopo il rientro in Sicilia, fra Felice continuò a dipingere (a volte a ridipingere) o a restaurare opere pittoriche per chiese e conventi nella Sicilia occidentale; l'ampiezza della sua produzione "è da mettere in rapporto con la rapidità di esecuzione e con la tendenza, stimolata dai committenti, a ripetere frequentemente certi soggetti" [7]. Come tanti altri pittori, conservava e riutilizzava i cartoni con varie figure nel creare altri dipinti: l’immagine di S. Fedele da Sigmaringa, ad esempio, è la stessa utilizzata dall’artista per altre sue opere.[5]

Il pittore trascorse gli ultimi anni della sua vita nel convento dei cappuccini di Palermo, dove ci sono molti suoi dipinti e dove morì il 14 ottobre 1805.[2]

Dopo 12 anni, il 29 marzo 1817, su richiesta del padre Lorenzo di Palermo, Vicario Provinciale, e alla presenza del vescovo mons. Gabriele Gravina, di mons. Giuseppe Amorelli e del cardinale Pietro Gravina, la salma di fra Felice fu esumata e posta a destra dell’altare maggiore della chiesa dei Cappuccini di Palermo, ove attualmente è conservato.[5]

OpereModifica

Agrigento e provinciaModifica

Burgio
  • Tele per la cappella del beato Bernardo, nella chiesa dei cappuccini (1770-1771)[8]
    • Fra' Bernardo inginocchiato davanti la Madonna
    • Fra' Bernardo riceve da Gesù il pane inzuppato nel sangue del costato
Caltabellotta

Chiesa dei Cappuccini:

  • Pala raffigurante la Madonna col Bambino e ai piedi santi e frati cappuccini in adorazione (seconda metà del XVIII secolo);
Canicattì
  • Cristo che concede l'indulgenza a san Francesco ("la Porziuncola"), convento dei Cappuccini o chiesa della Madonna della Rocca
Licata
Menfi
  • Lavanda dei piedi nella chiesa dei Cappuccini
Naro

Chiesa di San Francesco:

  • Fede
  • Santi Bartolomeo e Lorenzo
  • Cristo che appare a san Calogero
  • San Francesco che riceve le stimmate
  • La buona morte
  • La cattiva morte

Nella stessa chiesa ci sono pure queste 4 pale d'altare, eseguite nel 1800:[4]

  • San Calogero davanti al Redentore
  • Sant’Antonio da Padova col Bambino Gesù
  • San Francesco dinanzi alla Madonna o Perdono d’Assisi
  • Santi Chiara, Lorenzo e Bartolomeo

Si conservano inoltre altre sue tele nella biblioteca Feliciana, e che provengono dalla chiesa delle benedettine:

  • San Gregorio
  • Guarigione di Tobia
  • Madonna delle Rose
Sambuca di Sicilia
  • Transito di san Giuseppe (1760), affresco in parte cancellato dal tempo, convento dei Cappuccini
  • Gesù nell'orto (1760), convento dei Cappuccini
  • Quattro Evangelisti (1760), convento dei Cappuccini
  • Glorificazione del marchese don Pietro Beccadelli, pala d'altare, chiesa di Santa Caterina d'Alessandria del monastero dell'Ordine benedettino
Sciacca

Convento dei Cappuccini:

  • Madonna di Loreto
  • Storie della Passione di Cristo
  • Maddalena
  • Addolorata
  • Davide
  • Geremia
  • Gesù Bambino appoggiato alla Croce
  • Madonna dei miracoli, Gesù Bambino
  • Madonna che vigila Gesù Bambino dormiente
  • Gesù Bambino e il beato Bernardo da Corleone

Caltanissetta e provinciaModifica

Presso il Museo diocesano di Caltanissetta:

  • Madonna col Bambino e santi cappuccini, opera proveniente dalla chiesa del convento di Caltanissetta, dedicata a Santa Maria Assunta. Alla Vergine e il Bambino fanno corona i santi Felice da Cantalice, Fedele da Sigmaringa, Giuseppe da Leonessa, Serafino da Montegranaro e il beato Bernardo da Corleone, con un'aureola sfumata.
  • Madonna col Bambino e il beato Bernardo da Corleone
  • Martirio di santa Flavia, proveniente dall’abbazia di Santo Spirito
  • Veglia Materna, proveniente dalla cappella della Casa del Clero “San Giuseppe” di Santo Spirito (Caltanissetta). È questa una raffigurazione tipica dell’arte di Fra Felice, infatti si riscontra in molti conventi dei cappuccini. La tela rappresenta il dolore dell’Addolorata che piange sul Bambino Gesù mentre dorme, con i simboli della passione accanto a lui.[5]

Palermo e provinciaModifica

Castronovo di Sicilia
  • Pala d'altare nella chiesa dei cappuccini di (1770-1771)
Corleone
  • Episodi della vita del beato Bernardo, ciclo di dipinti del 1787, nella chiesa madre
Ciminna
  • Storie di san Benedetto, nella chiesa madre
Monreale
  • San Marco Evangelista, nel palazzo comunale (attribuito)
Palermo

Nel convento dei Cappuccini:

  • Salvator Mundi
  • Sant'Antonio da Padova
  • Madonna della Misericordia
  • Beato Bernardo da Offida
  • Ritratto di Lorenzo Acquaviva arcivescovo di Napoli
  • Tre grandi monocromi (presso l'infermeria del convento)

Trapani e provinciaModifica

Alcamo

Ex convento dei Cappuccini, oggi chiesa di Sant'Anna:

  • Sacra Famiglia, con ai piedi il beato Bernardo da Corleone e santa Rosalia
  • Sacro Cuore di Gesù
  • Santa Chiara e santi
  • San Francesco di Paola sorretto dagli angeli
  • Santi cappuccini
  • La buona morte
  • La cattiva morte
  • Natività di Gesù Bambino con i santi Gioacchino e Anna
  • Via Crucis
  • Il Ritrovamento dell'immagine della Madonna dei Miracoli, nella sagrestia
  • Veglia della Madonna, nella sagrestia

Santuario di Maria Santissima dei Miracoli, in sacrestia:

  • Immacolata
Erice

Chiesa del convento dei Cappuccini:[9]

  • Nostra Signora della Confusione
  • Maria Santissima di Custonaci
  • Madonna piangente sul Bambino dormiente
  • Buon Pastore e altri due dipinti ad olio.
Marsala

Chiesa dell'Addolorata:

  • Pale d'altare raffiguranti San Filippo Benizi e Santa Giuliana Falconieri
  • Sacro Cuore e i santi Francesco e Filippo Neri
  • Tobia
  • Tobiolo e l'angelo (1790)
Partanna

Chiesa del monastero di San Benedetto:

  • Storie di san Benedetto (1780 circa)
    • San Benedetto che libera un indemoniato
    • San Benedetto resuscita il figlio di un contadino
    • Apparizione e miracolo di san Benedetto
    • San Benedetto presenta la regola
    • San Benedetto, s. Scolastica e s. Mauro
Salemi
  • Fuga in Egitto, oratorio di Sant'Anna

RomaModifica

  • Apparizione di Maria Vergine al beato Bernardo, chiesa della Madonna della Concezione dei padri cappuccini
  • La morte del giusto (la "buona morte"), chiesa della Madonna della Concezione dei padri cappuccini
  • La morte del peccatore (la "cattiva morte"), chiesa della Madonna della Concezione dei padri cappuccini
  • Storie di fra' Lorenzo da Brindisi, quattro bozzetti conservati presso l'Istituto storico dei cappuccini di Roma (attribuiti)

ToscanaModifica

 
Caduta di Simon Mago, 1777, Borgo a Buggiano
 
Miracolo di san Francesco di Paola, 1777, Borgo a Buggiano
Firenze

Nel convento dei Frati Cappuccini:

Borgo a Buggiano

Nella chiesa di San Pietro:

  • Quo vadis Domine
  • Guarigione del paralitico, basilica del Santissimo Crocifisso
  • San Pietro liberato dal carcere
  • Caduta di Simon Mago
  • Miracolo di san Francesco di Paola
Pescia
Pistoia

Per la chiesa dei Cappuccini:

  • Predica di un santo francescano, oggi custodita nel seminario vescovile
  • Beato Bernardo da Offida, oggi custodita nel seminario vescovile
Poggio a Caiano

Opere disperseModifica

  • Beato Bernardo in gloria
  • Fatti e virtù del beato Bernardo, cinque tondi ad olio

NoteModifica

  1. ^ C. Siracusano, La pittura in Italia. Il Settecento, II, Milano; 1990
  2. ^ a b c d e http://www.treccani.it/enciclopedia/felice-da-sambuca_(Dizionario-Biografico)/
  3. ^ a b *Vincenzo Regina: La Chiesa Parrocchiale di S.Anna in Alcamo Storia e arte; Trapani, ed. Cartogram, 1997
  4. ^ a b https://www.imaginesnarratae.it/2018/03/12/le-ultime-opere-di-fra-felice-da-sambuca-le-pale-daltare-della-chiesa-di-san-francesco-di-naro/
  5. ^ a b c d http://movimentonelbelice.altervista.org/fra-felice-da-sambuca-di-sicilia-itinerario-culturale-terre-sicane/
  6. ^ a b Cracas, Diario ordinario, 21 maggio 1768, pp. 3-8
  7. ^ B. Patera, Fra Felice ritrovato, in Iconografia benedettina in Sicilia (catal.), Palermo 1984
  8. ^ Pagine 59 e 74, Umberto Di Cristina, Antonio Gaziano, Rosanna Magrì, "La dimora delle anime: i Cappuccini nella Val di Mazara e il convento di Burgio (Agrigento)" [1], Palermo, Officina di Studi Medievali, 2007.
  9. ^ Pagina 424 e 425, Giuseppe Castronovo, "Erice oggi Monte San Giuliano in Sicilia memorie storiche del p. m. ..., " [2], Volume 2, Palermo, Tipografia di Bernardo Virzì-Puleo, 1875.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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