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Francesco Borgia Sedej

arcivescovo cattolico italiano
Francesco Borgia Sedej
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti
 
Nato10 ottobre 1854 a Cerkno
Ordinato presbitero26 agosto 1877 dall'arcivescovo Andreas Gollmayr
Nominato arcivescovo21 febbraio 1906 da papa Pio X
Consacrato arcivescovo25 marzo 1906 dal vescovo Laurenz Mayer
Deceduto28 novembre 1931 (77 anni) a Gorizia
 

Francesco Borgia Sedej (Circhina, 10 ottobre 1854Gorizia, 28 novembre 1931) è stato un arcivescovo cattolico sloveno.

BiografiaModifica

Nacque a Circhina, centro montano prossimo al limite orientale della Contea Principesca di Gorizia e Gradisca, oggi in Slovenia, il 10 ottobre 1854, giorno di San Francesco Borgia, da cui prese il nome. Nel 1863, a Gorizia, frequentò la scuola di preparazione al ginnasio. Fu principe arcivescovo di Gorizia dal 21 febbraio 1906 al 23 ottobre 1931. Dopo le dimissioni da arcivescovo di Gorizia fu nominato arcivescovo titolare di Egina. Morì a Gorizia il 28 novembre 1931.

La formazione sacerdotaleModifica

 
Busto dell'arcivescovo di fronte alla Cattedrale di Nova Gorica
  • Lo zio materno lo indirizzò al sacerdozio nel 1866; entrò così nel ginnasio tedesco di Gorizia e venne ammesso al Seminario Minore.
  • Nel 1873 entrò nel Seminario Maggiore.
  • Nel 1877 divenne sacerdote per mano dell'arcivescovo Andreas Gollmayr, che gli fece intraprendere l'esperienza di cappellano proprio nel suo paese di origine.
  • Nel 1878 riuscì ad ottenere l'ambito posto nell'Augustineum, dove si laureò nel 1884.
  • Divenne prima cappellano degli sloveni a Sant'Ignazio, poi catechista delle Madri Misericordiose Orsoline e Prefetto della biblioteca del seminario.
  • A Vienna per nove anni ricoprì la carica di cappellano dell'Augustinianum e quella di direttore degli studi del Frintaneum. Ebbe la possibilità di viaggiare attraverso l'Europa e di continuare gli studi di lingue orientali che aveva iniziato a Vienna.

Gli anni gorizianiModifica

  • Nel settembre del 1898 l'arcivescovo Giacomo Missia lo richiamò in diocesi e gli affidò la cattedrale di Gorizia e il titolo di teologo del Capitolo.
  • A Gorizia continuò la sua opera d'insegnamento presso le scuole slovene e in seminario.
  • Il 20 gennaio 1906 venne scelto dall'imperatore quale nuovo principe arcivescovo di Gorizia.
  • Il 21 febbraio venne confermato.
  • Il 25 marzo successivo fu consacrato arcivescovo, proprio nella cattedrale dove aveva esercitato le funzioni di parroco.
  • Il 4 dicembre fondò la Società per la conservazione della basilica di Aquileia.
  • Nel 1909 vennero alla luce i mosaici teodoriani dell'aula nord della basilica di Aquileia.
  • Il 2 dicembre 1911 benedisse solennemente la prima pietra della nuova chiesa dedicata al Sacro Cuore a Gorizia.
  • Il 6 ottobre 1912 benedisse il nuovo seminario minore.
  • Il 26 luglio 1915 dovette lasciare la città capoluogo a causa dei feroci combattimenti tra italiani e austriaci; vi farà ritorno solo nel marzo del 1918.

Gli anni del fascismoModifica

  • 11 febbraio 1929 - In seguito alla firma dei Patti Lateranensi, l'italianizzazione si diffuse anche nel campo ecclesiastico. L'arcivescovo Sedej, contrario alle politiche di snazionalizzazione di sloveni e croati, fu costantemente messo sotto pressione dal regime fino all'epilogo del 23 ottobre 1931 quando fu rimosso (aveva ormai 77 anni) e solo un mese più tardi, il 28 novembre, morì improvvisamente a Gorizia.

Genealogia episcopaleModifica

BibliografiaModifica

  • L. Tavano, La Diocesi di Gorizia 1750 - 1947, Edizioni della Laguna, Gorizia 2004;
  • V. Feresin, L'Arcidiocesi di Gorizia tra Ottocento e Novecento, in "Borc San Roc" n° 18, Centro per la Conservazione e la Valorizzazione delle Tradizioni Popolari - Borgo San Rocco, novembre 2006.
  • Ivan Portelli, Pastore dei suoi popoli: mons. Sedej e l'arcidiocesi di Gorizia nel primo dopoguerra, edizioni del Consorzio culturale del Monfalconese, Monfalcone 2005 ISBN 88-88134-24-7

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN59886183 · ISNI (EN0000 0000 3398 4203 · LCCN (ENn90713153 · GND (DE119070928 · WorldCat Identities (ENn90-713153