Portale:Venezia Giulia e Dalmazia

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"Sì com'a Pola presso del Carnaro, ch'Italia chiude e i suoi termini bagna"

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Vista di Ragusa alla metà del XVII secolo.

Con questione della lingua a Ragusa s'intende l'analisi del repertorio linguistico della Repubblica di Ragusa, con particolare attenzione al parlato. Tale questione assunse particolare importanza fra la metà del XIX e la metà del XX secolo, quando l'allora nascente "risorgimento croato" (hrvatski narodni preporod) si scontrò con le istanze irredentistiche italiane: all'epoca ognuno dei due movimenti riteneva che il carattere nazionale fondamentale della Repubblica di Ragusa fosse alternativamente slavo o italiano, con conseguente inserimento della storia ragusea esclusivamente - o prevalentemente - in uno dei due alvei. Per tale motivo, è possibile trovare degli studi che deliberatamente deformarono le fonti o omisero di riportare ciò che non si attagliava con le proprie finalità ideologiche. Nei decenni più recenti la questione è finalmente rientrata in un ambito eminentemente scientifico e culturale.


 
 
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Cherso - La Porta dell'Orologio.


 
 
Icona modificaArte

L'atleta di Lussino, è un'antica statua in bronzo, opera scultorea greca databile tra il I secolo a.C. e il II d.C., rinvenuta nel 1996 nel mare presso Lussino e riportata a galla nel 1999. Alta circa 192 cm., essa si inquadra nella ben nota tipologia dell'Apoxyómenos, ovvero la rappresentazione di un atleta colto nell'atto di detergersi il corpo da polvere e sudore per mezzo di uno strigile.

Secondo l'accademico Nenad Cambi, dell'Università di Spalato, l'opera sarebbe una copia di bottega ellenistica del II-I secolo a.C., risalente a un originale scultoreo greco della metà del IV secolo a.C.

Il professor Vincenzo Saladino, a Firenze, ritiene invece che il prototipo originale risalga a a un'epoca ellenistica, intorno al 300 a.C., di cui l'atleta di Lussino costituisce una riproduzione in copia del I-II secolo d.C.

Un tentativo di attribuzione è stato compiuto dal prof. Paolo Moreno, che ha ricondotto la tipologia della statua a un originale di Dedalo di Sicione.

Scoperta, restauro e destinazione museale

La statua fu scoperta nel 1996 da un turista belga, il sommozzatore René Wouters, presso l'isola di Vele Orjule, a una profondità di circa 45 metri, adagiata tra due rocce sul fondo sabbioso. La notizia venne inizialmente tenuta segreta per motivi di sicurezza e solo nel 1998 venne portata a conoscenza del Ministero della cultura croato. Il ministero deliberò di affrontare una complessa operazione di prospezione subacquea, con recupero della statua e messa in atto dell'opera di restauro. Per ragioni di opportunità, il ministro Bozo Biskupic decise di riportare a galla la statua prima di dare inizio delle esplorazioni, evitando così che immersioni illegali potessero comprometterne la sicurezza. Fu così che il 27 aprile 1999 la statua fu fatta riemergere, per essere sottoposta a un lungo ciclo di desalinizzazione e restauro conservativo, condotto dall'Istituto di restauro croato, con la partecipazione di altre istituzioni scientifiche e accademiche croate, la collaborazione dell'Opificio delle pietre dure di Firenze e di esperti dei Musei civici di Como.

Ultimati gli interventi conservativi, la statua è stata esposta presso il Museo Archeologico di Zagabria dal 17 maggio al 30 settembre 2006. Dal mese di ottobre 2006, e fino al 30 gennaio 2007, l'opera è stata in tour in Italia: esposta a Firenze nelle sale del Palazzo Medici Riccardi, è stata visitata da circa 80.000 visitatori, incrementando di molto la normale affluenza al museo.


 
 
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Villa Perla (già Tarabocchia), sede designata della CI di Lussinpiccolo

La Comunità degli italiani di Lussinpiccolo (in croato: Zajednica talijana Mali Lošinj) è l'associazione che riunisce gli italiani residenti nell'Isola di Lussino, in Croazia.

Gli italiani dell'isola di Lussino

Nell'isola di Lussino i principali centri abitati furono storicamente Ossero, Lussinpiccolo e Lussingrande. Le prime notizie di Lussinpiccolo datano appena al 1398, e si ritiene che i suoi primi abitanti fossero dei fuggiaschi slavi della costa, che si ritirarono nelle isole a seguito delle violenze dei Mongoli, che giungevano fino all'Ungheria.

Nell'alto Adriatico orientale, la presenza di una comunità autoctona prima latina ed in seguito neoromanza è attestata fin dalle prime cronache successive alla conquista romana della regione. La plurisecolare dominazione veneziana produsse da un lato la progressiva sostituzione della lingua dalmatica col veneziano, dall'altro pure degli ampi fenomeni di assimilazione delle popolazioni slave.


 
 
Icona modificaSocietà, economia e politica
Dieta Democratica Istriana
Istarski Demokratski Sabor
LeaderIvan Jakovčić
SedePola
Fondazione1990
Ideologiaregionalismo, liberalismo
Sito webwww.ids-ddi.com

La Dieta Democratica Istriana (in croato Istarski Demokratski Sabor, nome ufficiale Istarski Demokratski Sabor/Dieta Democratica Istriana, acronimo IDS-DDI) è un partito politico croato.

È un partito regionale che si fa portavoce delle istanze della Regione Istriana e partecipa regolarmente sia alle elezioni nazionali che a quelle locali.


 
 
Icona modificaMappe
'Vignesie Julie' pal 'Congresso Geografico Italiano' (1921-1943).jpg Dalmazia.jpg
- La Venezia Giulia (mappa del 1928)
- La Dalmazia nei suoi confini storici e geografici
 
 
Icona modifica15 ottobre - Oggi accadde


 
 
Icona modificaLa citazione

«Il destino del popolo sloveno dipende dal mare Adriatico! Per gli sloveni la chiave d'accesso al mare Adriatico è Trieste! Pertanto se gli sloveni hanno in loro possesso questa città, se gli imprimono sulla fronte un carattere sloveno, in futuro potranno esercitare un dominio, altrimenti spariranno dal mondo!»

(Edinost, 15 febbraio 1888)


 
 
Icona modificaStoria
La Provincia romana della Dalmazia (in rosso chiaro), con territori circostanti

La Storia della Dalmazia riguarda il territorio dei Balcani occidentali che si affaccia sull' Adriatico. Ai tempi dei Romani per Dalmazia si intendeva una regione più ampia dell'attuale, che oggi è praticamente solo costiera.

Storia

L'Illiria e l'Impero Romano

La storia della Dalmazia iniziò quando le tribù, dalle quali la regione prende il nome, si dichiararono indipendenti da Genzio, il re dell'antica Illiria, per fondare una repubblica. La sua capitale era Delminium, la collocazione della quale è sconosciuta (probabilmente nel territorio meridionale dell'attuale Bosnia-Erzegovina); il suo territorio si estendeva verso nord dal fiume Narenta al fiume Cetina e in seguito sino il Cherca, dove raggiungeva i confini della Liburnia.

L'Impero Romano iniziò l'occupazione dell'Illiria nell'anno 168 a.C. formando la provincia dell'Illiricum. Nel 156 a.C. i Dalmati vennero attaccati per la prima volta da un esercito romano e costretti a pagare tributo. Nel 10, durante il regno di Augusto, l'Illiricum venne diviso in Pannonia a nord e Dalmazia a sud, dopo che l'ultima di molte furiose rivolte era stata schiacciata da Tiberio nel 9. Questo evento fu seguito dalla totale sottomissione e dalla pronta accettazione della civiltà latina che si diffuse in tutta l'Illiria.

La provincia di Dalmazia si espanse verso l'interno per coprire tutte le Alpi Dinariche e gran parte della costa adriatica orientale: la sua capitale fu la città di Salona, ora Solin.


 
 
Icona modificaIl personaggio
Giorgio Baglivi

Giorgio Baglivi (in croato Đuro Baglivi) (Ragusa di Dalmazia, 8 settembre 1668Roma, 15 giugno 1707) è stato un medico dalmata originario di Ragusa.

Vita

Nato a Ragusa dal padre Biagio - detto Armeno, molto probabilmente a motivo dell'ascendenza geografica familiare - e da Anna de Lupis, assieme al fratello Jacopo rimase orfano in tenera età e venne quindi educato prima da uno zio e poi nelle scuole dei Gesuiti.

All'età di 15 anni lasciò Ragusa per raggiungere Lecce dove, assieme al fratello, nel 1684 venne adottato dal medico Piero Angelo Baglivi - assai noto in Puglia e in amicizia con la nobile famiglia dei Pignatelli - del quale assunse il cognome. Iniziò quindi a studiare i classici, mentre si avviava alla pratica medica sotto la guida del padre.

Baglivi si laureò - probabilmente a Salerno - nel 1688, e poi visitò gli ospedali di molte città in Italia e all'estero, fra le quali Padova, Venezia e Firenze. Alla fine decise di stabilirsi a Bologna, ove divenne allievo di Marcello Malpighi, già affermato scienziato di valore. Nel 1691, quest'ultimo viene chiamato a Roma quale archiatra di papa Innocenzo XII (membro proprio della famiglia Pignatelli), e l'anno successivo invita Baglivi a seguirlo come segretario scientifico. Nel 1694 Malpighi muore e Baglivi è incaricato di eseguirne l'autopsia, compilandone in seguito una brillante relazione.


 
 
Icona modificaLo sapevi che...
...il primo autore di una storia della Dalmazia e della Croazia (considerati due regni separati e diversi), fu nel 1666 il traurino Giovanni Lucio.


 
 
Icona modificaIl libro del giorno

Die Osterreichisch-Ungarische Monarchie in Wort und Bild. Dalmatien, Druck und Verlag der Kaiserlich-Konigleichen Hof-und Staatsdruckerei, Wien 1892

Sotto gli auspici dell’allora erede al trono imperiale Rodolfo d’Asburgo, a partire dal 1883 vennero iniziati i lavori per pubblicare un’opera enciclopedica, allo scopo di descrivere il multiforme impero austroungarico. I 24 volumi che ne sortirono fra il 1885 e il 1902 sono quanto di meglio si potesse trovare all’epoca. Il volume sulla Dalmazia uscì nel 1892, e per la sua compilazione vennero chiamati alcuni fra i più famosi studiosi, compresi non pochi dalmati. Il capitolo sulla letteratura italiana in Dalmazia è opera dello zaratino Adolfo Mussafia, mentre quello sulla letteratura serbocroata è dell’arbesano Marcel Kusar. Fra gli altri autori segnaliamo Giuseppe Gelcich, Pietro/Petar Tartaglia, Francesco Gondola, Giorgio/Djuro Kolombatovic. A distanza di oltre centovent’anni, rimane sempre un’opera fondamentale.


 
 
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