Francesco Chieregati

vescovo cattolico
Francesco Chieregati
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricopertiVescovo di Teramo (1522-1539)
 
Nato1479 a Vicenza
Ordinato presbiteroin data sconosciuta
Nominato vescovo7 settembre 1522 da papa Adriano VI
Consacrato vescovo7 dicembre 1522 dall'arcivescovo Giovanni Ruffo de Theodoli
Deceduto6 dicembre 1539 a Bologna
 

Francesco Chieregati o Chiericati (Vicenza, 1479Bologna, 6 dicembre 1539) è stato un vescovo cattolico italiano, membro della famiglia Chiericati di Vicenza.

BiografiaModifica

Inviato da Papa Leone X come commissario e nunzio papale in varie missioni europee, tra cui in Inghilterra (1515–17), dove si scontrò col potente cardinale Wolsey, occupando anche un ufficio simile in Portogallo e in Spagna (1519), ove conobbe il cardinale Adriano Florentsz, allora vescovo di Tortosa, già precettore olandese di Carlo V ed in seguito di papa Adriano VI.

Dieta di Norimberga, Guerra contro i Turchi.Modifica

Uno dei primi atti di papa Adriano VI, dopo il suo ingresso a Roma, fu quello di rendere Chieregati, la cui cultura e virtù erano stimate dal papa, vescovo di Teramo nel Regno di Napoli.

Lo inviò quindi come nunzio alla Dieta di Norimberga, convocata per l'autunno del 1522. Fu incaricato di ottenere dai principi tedeschi un più energico impegno per la guerra contro i Turchi in Ungheria, nonché una più vigorosa repressione del luteranesimo e l'esecuzione dell'Editto di Worms del 26 maggio 1521 contro Martin Lutero.

In due discorsi, tenuti rispettivamente il 19 novembre e il 10 dicembre 1521, ha esortato i principi a cooperare per l'espulsione dei turchi dall'Ungheria cristiana. Nell'ultimo ha anche richiesto l'immediata esecuzione dell'Editto di Worms, in base al quale Lutero era stato messo al bando dell'Impero, e, quale fuorilegge formale, fino a quel momento era sfuggito, grazie alla protezione di Federico di Sassonia e di altri principi amici.

Infine, il 3 gennaio 1523, Chieregati lesse pubblicamente due importanti documenti, inviati da Roma dopo di lui. Erano,un breve papale, pubblicato il 25 novembre 1523 riservato ai membri della Dieta, e un'istruzione per lo stesso Chieregati. Il primo conteneva un appello alla pietà cattolica, alle tradizioni religiose e alla magnanimità dei rappresentanti del popolo tedesco, e un pressante invito alla Dieta per reprimere la sedizione religiosa e costringere alla sottomissione Lutero e i suoi seguaci.

L'istruzione personale, pubblicata probabilmente alla stessa data e letta alla Dieta dal Chieregati, è uno dei documenti più importanti dell'antica storia della Riforma protestante. In esso, papa Adriano confessava che i peccati degli ecclesiastici erano la causa principale delle tribolazioni della Chiesa e che nella stessa Curia romana sia il capo che i membri, papi e prelati, erano stati colpevoli di abusi.

La risposta della Dieta fu scoraggiante: nel recesso del 9 febbraio 1523 i principi e i rappresentanti evitarono una risposta alle richieste del Papa: proposero la celebrazione di un Concilio generale in qualche città tedesca rinnovando le precedenti lamentele antiromane dei tedeschi con il Centum gravamina Teutonicae nationis, in italiano, Cento rimostranze della nazione Teutonica.

Pastor aggiunge che il fallimento del Chieregati fu in gran parte dovuto ai grandi prelati tedeschi che non erano affatto pronti a ripetere la confessione del Papa. Quest'ultimo venne spesso accusato della sua franchezza, ma Pastor lo difese, affermando che le sue ammissioni erano necessarie.

Dopo l'avvento di Clemente VII cessarono la missioni diplomatiche affidate al Chiericati, che ebbe comunque vari incarichi locali ma non ottenne il cardinalato.

Spedizione di MagellanoModifica

Chieregati era inoltre amico di Antonio Pigafetta che accompagnò la spedizione di Ferdinando Magellano. Pigafetta inviò il suo diario della spedizione e del viaggio intorno al mondo completato dalla sua nave unica sopravvissuta, la Victoria, proprio a Chieregati mentre era alla Dieta. Chieregati lo rese disponibile ai partecipanti della stessa. Un resoconto della spedizione, con un globo che illustrava il viaggio, fu inviato anche dall'imperatore Carlo V a suo fratello, l'arciduca Ferdinando d'Austria, che presiedeva la Dieta.

Il racconto fu probabilmente quello tratto da Massimiliano Transilvano, ed il globo una copia di quello fatto da lui. Il globo venne mostrato ai partecipanti. Chieregati, dopo aver esaminato il globo, descrisse l'itinerario della nave Victoria alla sua patrona, Isabella d'Este Gonzaga, marchesa di Mantova. Chieregati inviò anche il racconto di Transilvano a Francesco Minizio Calvo a Roma, che lo fece pubblicare nel novembre 1523.

Genealogia episcopale e successione apostolicaModifica

La genealogia episcopale è:

La successione apostolica è:

NoteModifica

  1. ^ For the text of the Instruction see Odorico Raynaldi, Annales Ecclesiastici (Louvain, 1781), II, 144ff; Francesco Sforza Pallavicino, Storia del Concilio di Trento (Rome, 1656), I (2), 4-6; especially Wrede, "Deutsche Reichstagskten" (Munich, 1893), III, 391; see below, Pastor, and Hergenröther-Kirsch.
  2. ^ Pastor, p. 97.
  3. ^ See remarks of Pallavicino in Hergenröther-Kirsch.
  4. ^ p. 94.
  5. ^ Chieregati to Isabella d’Este Gonzaga, Nuremberg, 26 December 1522, Archivio di Stato di Mantova, Archivio Gonzaga, b. 523, c. 152; quoted in Guglielmo Berchet, Carteggi diplomatici, Reale Commissione colombiana pel Quarto Centenario dalla Scoperta dell'America, Fonti italiane per la Storia della Scoperta del Nuovo Mondo, Raccolta di Documenti e Studi, Roma, 1892, Parte III, vol. I, p.175, doc.x.
  6. ^ Chieregati to Isabella d’Este Gonzaga, Nuremberg, 10 January 1523, Guglielmo Berchet, Carteggi Diplomatici, Reale Commissione Colombiana pel Quarto Centenario dalla Scoperta dell'America, Fonti italiane per la Storia della Scoperta del Nuovo Mondo, Raccolta di Documenti e Studi, Roma, 1892, Parte III, vol. I, p.176, no.xi.
  7. ^ Maximiliani Transyluani Caefaris a secretis Epistola, de admirabili & novissima Hispanorum in orientem navigatione, qua variæ, & nulli prius accessæ regiones inventæ sunt, cum ipsis etiam Moluccis insulis beatissimis, optimo aromatum genere refertis, Roma, 1523.[1]

Collegamenti esterniModifica

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