Francesco Saverio Massimo

cardinale italiano
Francesco Saverio Massimo
cardinale di Santa Romana Chiesa
Kardinal Massimo Rom.jpg
Wappen Kardinal Massimo.jpg
Incarichi ricoperti
Nato 26 febbraio 1806, Dresda
Ordinato presbitero nessuna informazione
Creato cardinale 12 febbraio 1838 da papa Gregorio XVI
Pubblicato cardinale 24 gennaio 1842 da papa Gregorio XVI
Deceduto 11 gennaio 1848, Roma

Francesco Saverio Massimo (Dresda, 26 febbraio 1806Roma, 11 gennaio 1848) è stato un cardinale italiano.

Indice

BiografiaModifica

I primi anniModifica

Nacque a Dresda il 26 febbraio 1806, da Massimiliano Camillo VIII Massimo, I principe di Arsoli e marchese di Roccasecca dei Volsci (figlio a sua volta del principe e diplomatico pontificio Francesco Camillo VII Massimo), e della principessa Maria Cristina Sabina di Sassonia, figlia del principe Francesco Saverio di Sassonia, figlio a sua volta del re Augusto III di Polonia.

Per accedere alla carriera ecclesiastica decise di rinunciare ai diritti di successione ai titoli paterni e venne aggregato alla curia romana nel 1823. Da qui subito venne inviato a Parigi quale ablegato apostolico per la consegna della berretta cardinalizia ad Anne-Louis-Henri de La Fare, arcivescovo di Sens. Nel 1829 Francesco Saverio Massimo venne nominato Prelato Domestico di Sua Santità e nel 1830 divenne membro della congregazione del Buon governo nonché assessore del Tribunale della Camera Apostolica, laureandosi in quello stesso anno in utroque iure. L'8 luglio 1832 venne nominato da Gregorio XVI Segretario della Congregazione delle Acque e dal 1833 divenne Protonotario Apostolico soprannumerario. Nel 1834 divenne chierico della Camera Apostolica divenendo quindi Presidente delle zecche e degli uffici di bollo, occupandosi della conversione decimale della monetazione pontificia. Nel 1836 venne nominato maestro di camera pontificia ed il 13 settembre 1838 divenne maggiordomo del pontefice e prefetto dei Sacri Palazzi apostolici.

Il cardinalatoModifica

Papa Gregorio XVI lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 24 gennaio 1842 (dopo che era già stato riservato in pectore il 12 febbraio 1838) ed il 27 gennaio di quell'anno ottenne la berretta cardinalizia ed il titolo diaconale di Santa Maria in Domnica.

Nominato Prefetto per gli affari economici della Sacra Congregazione della Propaganda Fide l'11 marzo del 1843, venne nominato Legato Apostolico a Ravenna dal 14 novembre 1843. Durante questo incarico si distinse come governante ferreo e conservatore, assolutamente avverso ai liberali e contrario nel voler laicizzare le istituzioni statali (l'esatto contrario di quanto stava tentando di fare Pio IX durante i primi tempi del suo pontificato). Prese parte al conclave del 1846 che elesse a pontefice Pio IX per poi divenire prefetto della Sacra Congregazione delle Acque e delle Strade dal 7 agosto 1846. Nel marzo del 1847 divenne membro della congregazione della Fabbrica di San Pietro ed il 31 dicembre venne nominato Ministro dei Lavori Pubblici dello Stato Pontificio.

Le opere in campo artistico, culturale e archeologicoModifica

 
Il mausoleo di Teodorico una delle opere dell'antichità di maggiore rilievo fatta restaurare dal cardinale Massimo durante la sua permanenza come legato pontificio nelle Romagne

Antichista appassionato, Francesco Saverio Massimo divenne dapprima socio fondatore e poi presidente di diverse società archeologiche come la Congregazione dei Virtuosi al Pantheon nel 1838 o dell'Accademia Tiberina (1839), fondatore della Pontificia Accademia romana di Archeologia. Durante la sua permanenza a Ravenna, fece restaurare il mausoleo di Teodorico. All'estero si istinse quale membro onorario del Collegio archeologico e araldico e quale membro della società delle belle arti di Atene (1845). Fondatore e presidente dell'Istituto statistico agrario dello Stato Pontificio (1847), progettò la Villa Gregoriana di Tivoli per conto del papa Gregorio XVI, realizzata dopo la deviazione del corso del fiume Aniene per creare la scenografica grande cascata ancora oggi visibile nel parco. Tale deviazione si era resa necessaria su consiglio dello stesso Massimo il quale aveva dato il via all'escavazione del Monte Catillo presso Tivoli dopo la tragica inondazione che aveva colpito l'area nel 1826. A Roma, invece, in qualità di prefetto dei Palazzi Apostolici curò la realizzazione del Museo Egizio Gregoriano e fece restaurare alcuni importanti monumenti della romanità.

La morteModifica

Morì a Roma l'11 gennaio 1848 all'età di 41 anni. La sua salma venne esposta nella basilica di San Lorenzo in Damaso a Roma dove ebbero luogo i funerali il 15 gennaio 1848, con la partecipazione del papa Pio IX; venne poi sepolto presso la cappella che la famiglia Massimo possedeva presso quella stessa basilica. La sua improvvisa morte destò immediatamente molti sospetti soprattutto per il fatto che essa avvenne subito dopo un'agitata riunione del consiglio dei ministri pontificio nel quale, secondo il diario del fratello Vittorio, era uscito "con forti dispiaceri".

OpereModifica

Albero genealogicoModifica

Francesco Saverio Massimo Padre:
Massimiliano Camillo VIII Massimo, I principe di Arsoli
Nonno paterno:
Francesco Camillo VII Massimo, IV marchese di Roccasecca
Bisnonno paterno:
Filippo Camillo VI Massimo, III marchese di Roccasecca
Trisnonno paterno:
Giovanni Battista Camillo V Massimo, II marchese di Roccasecca
Trisnonna paterna:
Giulia Massimo
Bisnonna paterna:
Isabella Fiammetta Soderini
Trisnonno paterno:
Antonfrancesco Soderini
Trisnonna paterna:
Vittoria Muti Papazzurri
Nonna paterna:
Barbara Savelli Palombara
Bisnonno paterno:
Massimo Savelli Palombara, marchese di Pietraforte
Trisnonno paterno:
Federico Savelli Palombara, marchese di Pietraforte
Trisnonna paterna:
Barbara Colonna
Bisnonna paterna:
Porzia Gabrielli di Prossedi
Trisnonno paterno:
Pietro Gabrielli, marchese di Prossedi
Trisnonna paterna:
Maria Teresa di Valvasone
Madre:
Maria Cristina di Sassonia
Nonno materno:
Francesco Saverio di Sassonia
Bisnonno materno:
Augusto III di Polonia
Trisnonno materno:
Augusto II di Polonia
Trisnonna materna:
Cristiana Eberardina di Brandeburgo-Bayreuth
Bisnonna materna:
Maria Giuseppa d'Austria
Trisnonno materno:
Giuseppe I del Sacro Romano Impero
Trisnonna materna:
Guglielmina Amalia di Brunswick-Lüneburg
Nonna materna:
Chiara Spinucci
Bisnonno materno:
Giuseppe Spinucci
Trisnonno materno:
Giovanni Battista Spinucci
Trisnonna materna:
Chiara Montani
Bisnonna materna:
Beatrice Vecchi-Buratti
Trisnonno materno:
Gaetano Vecchi-Buratti
Trisnonna materna:
Teresa Benedetta Pedrini

FontiModifica

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