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Gabrielle d'Estrées.

Gabrielle d'Estrées, duchessa de Beaufort e Verneuil e marchesa de Monceaux (Montlouis-sur-Loire, 1571Parigi, 10 aprile 1599), fu amante di Enrico IV di Francia, nata nel castello de la Bourdaisière a Montlouis-sur-Loire, nel dipartimento francese Indre e Loira. Era la figlia di Antoine d'Estrées, marchese di Cœuvres e Françoise Babou de La Bourdaisière, nonché sorella del maresciallo di Francia, François-Annibal d'Estrées.

Indice

Amante del reModifica

Gabrielle d'Estrées divenne amante di Enrico di Navarra nel 1591 quando aveva vent'anni, nel bel mezzo della guerra contro la Lega cattolica. Benché il re fosse sposato con Margherita di Valois, in pubblico si comportava apertamente in maniera affettuosa verso la sua amante.

Gabrielle, sinceramente e fedelmente attaccata al re, lo accompagnava sempre in tutte le campagne militari: anche quando era appesantita da una gravidanza, insisteva nel restargli vicino accampandosi in tenda vicino al campo di battaglia, assicurandosi che i vestiti del re fossero puliti e che mangiasse regolarmente dopo una battaglia, gestendo la sua corrispondenza mentre combatteva. Dal momento che era una donna brillante e intelligente, Enrico le confidava i suoi segreti e seguiva i suoi consigli. Quando erano costretti a stare separati, si scrivevano frequentemente.

 
Scuola di Fontainebleau, Gabrielle d'Estrées e sua sorella, Museo del Louvre.

Di religione cattolica, Gabrielle ebbe un ruolo fondamentale nel concludere le guerre di religione con la conversione di Enrico al cattolicesimo: egli, riconoscendo la saggezza della sua proposta, il 25 luglio 1593 si convertì ufficialmente al cattolicesimo rinunciando alla sua fede protestante (in questa occasione gli è attribuita la frase "Parigi val bene una messa"). Ciò gli consentì di essere incoronato re di Francia il 27 febbraio 1594. Come ricompensa per il suo operato, il re fece annullare il matrimonio di Gabrielle con il marchese de Liancourt e le conferì i titoli di marchesa de Monceaux e di Maîtresse-en-titre del re di Francia.

La relazione tra Gabrielle e Enrico era molto criticata da vari membri dell'elite parigina e furono diffusi dei pamphlet maliziosi in cui la donna era accusata di essere la principale causa dei problemi della Francia. Uno dei più viziosi soprannomi con cui era chiamata, fu la duchesse d'Ordure (la duchessa del Sudicio).

Negli anni successivi, Gabrielle divenne la più importante diplomatica di Enrico, usando le sue amicizie femminili tra le varie famiglie della Lega cattolica al fine di operare una politica di pace. Nel marzo del 1596, Enrico donò sia a Gabrielle, sia a sua sorella Caterina, una serie di chiavi d'oro che consentivano loro di avere due posti nel suo consiglio. Gabrielle fu così entusiasta del dono da indossare le piccole chiavi con una collana.

Appassionata cavalerizza, Gabrielle si divertiva insieme ad Enrico ad andare a cavalcare e a cacciare nella campagna vicina a Parigi. Per sette anni ricoprì il ruolo di una moglie e diede al re tre figli che egli riconobbe volentieri, donandole il ducato di Beaufort nel 1597.

Poco dopo, nel 1598, Enrico emanò l'editto di Nantes, che concedeva diversi diritti ai protestanti. Unendo le loro forze, l'ugonotta Caterina e la cattolica Gabrielle andarono nella direzione di prevalere sulle obiezioni dei cattolici e degli ugonotti più potenti costringendoli ad accettare l'editto. Enrico fu così impressionato dal suo operato che scrisse: "La mia amante è diventata un oratore di ineguagliabile brillantezza, da sostenere fieramente la causa del nuovo editto".

MorteModifica

Dopo che Papa Clemente VIII concedette al re l'annullamento del suo matrimonio con Margherita di Valois e la possibilità di risposarsi, nel marzo del 1599 diede un anello di fidanzamento a Gabrielle, la quale, sicura che il matrimonio sarebbe presto stato celebrato, affermò: "Solo Dio o la morte del re potrebbero porre fine alla mia buona sorte".

Qualche giorno dopo però, ai primi di aprile, soffrì di un attacco di eclampsia che le causò un parto anticipato di un bimbo morto. Il re si trovava al castello di Fontainebleau quando fu informato della tragica notizia. Il giorno dopo, il 10 aprile 1599, quando Enrico era sulla strada del ritorno, Gabrielle si spense a Parigi a causa delle complicazioni post-partum.

Il re fu affranto dal dolore, soprattutto se si considera la voce che attribuiva la morte di Gabrielle ad avvelenamento. Iniziò a portare il lutto, cosa che nessun re aveva mai fatto prima per la sua amante. Il funerale di Gabrielle fu degno di una regina: la sua bara fu trasportata in una solenne processione di principi, principesse e nobili nell'abbazia di Saint-Denis dove fu celebrata una messa a suffragio. Fu sepolta nell'abbazia di Notre-Dame-la-Royale de Maubuisson a Saint-Ouen-l'Aumône.

FigliModifica

  • Cesare, duca di Vendôme (15941665), titolare del Ducato omonimo, già assorbito dalla corona con l'ascesa al trono del padre, lo ricevette in appannaggio. Fu anche duca di Beaufort (legittimato)
  • Caterina Enrichetta (15961663), mademoiselle de Vendôme (legittimata)
  • Alessandro (15981629), cavaliere di Vendôme (legittimato)
  • Figlio nato morto senza nome (1599)

BibliografiaModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN67269556 · ISNI (EN0000 0001 1935 7200 · LCCN (ENn88657156 · GND (DE119150263 · BNF (FRcb12129253b (data) · CERL cnp01326446