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Gaspare Finali

letterato, patriota e politico italiano
Gaspare Finali
Gaspare Finali 1889.jpg

Ministro del Tesoro del Regno d'Italia
Durata mandato 7 gennaio 1901 –
15 febbraio 1901
Monarca Vittorio Emanuele III d'Italia
Capo del governo Giuseppe Saracco
Predecessore Bruno Chimirri
Successore Ernesto Di Broglio
Legislature XXI

Ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d'Italia
Durata mandato 10 luglio 1873 –
20 novembre 1876
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Capo del governo Marco Minghetti
Predecessore Stefano Castagnola
Successore Salvatore Majorana Calatabiano
Legislature XII

Ministro dei Lavori pubblici del Regno d'Italia
Durata mandato 9 marzo 1889 –
6 febbraio 1891
Monarca Umberto I di Savoia
Capo del governo Francesco Crispi
Predecessore Giuseppe Saracco
Successore Ascanio Branca
Legislature XVII

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XI

Gaspare Finali (Cesena, 20 maggio 1829Marradi, 8 novembre 1914) è stato un letterato, patriota e politico italiano.

Gaspare Finali in famiglia.

Fu deputato, senatore, ministro, presidente della Corte dei Conti.

A Cesena il quartiere di Case Finali deve il nome al fatto che Gaspare Finali avesse diverse proprietà immobiliari disseminate sul suo territorio.

Indice

BiografiaModifica

Cospiratore mazziniano, sfugge alla polizia austriaca che lo cerca per arrestarlo (1855), si rifugia per due mesi a Cesena nel Palazzo del marchese Alessandro VI Ghini. La famiglia Ghini ha ospitato per due mesi in clandestinità nel palazzo Ghini di via Chiaramonti (quello sito esattamente di fronte al palazzo Chiaramonti) il patriota Gaspare Finali in fuga dall'esecuzione. Là due volte si recò a salutarlo il padre e il fratello Amilcare (anch'egli fuggiasco) e la madre. A sapere che si nascondeva a palazzo, vi erano solo il marchese Ghini di cui era amico e che ricordò in diverse opere, e la cameriera personale della marchesa che si prendeva cura di lui. Uscirono da Cesena per Porta Trova allora sorvegliata da finanzieri pontifici e guardie austriache. Gaspare Finali, che si era fatto crescere la barba di due mesi, riuscì grazie alle figure rispettabilissime e vicine al Papa e all'Austria dei marchesi Ghini moglie e marito in carrozza a uscire dalla città e a incontrare a Capo di Colle Andrea Maltoni di Meldola. Ciò salvò Gaspare Finali dall'esecuzione certa e gli permise, di riparare in Toscana e Piemonte, dove fu accolto come sostenitore del Re.[1]

Nel 1859 viene eletto deputato all'Assemblea delle Romagne, fu nominato segretario del Governatore Leonetto Cipriani (settembre-novembre), poi fu eletto al Parlamento del Regno di Sardegna.

Fu segretario di Valerio nelle Marche, deputato, ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio nel secondo Governo Minghetti dal 1873 al '76, ai Lavori Pubblici nel secondo Governo Crispi, e al Tesoro nel Governo Saracco.

Nominato consigliere della Corte dei Conti nel 1869 da Quintino Sella[2], ne divenne poi presidente di sezione nel 1891 e primo presidente dal 1893 al 1907[2].

Venne nominato senatore il 9 novembre 1872, ed è stato vicepresidente del Senato; nel 1893 fu a capo della Commissione d'inchiesta sullo scandalo della Banca Romana, e nel 1905 presiedette la Commissione sul problema del riscatto delle linee ferroviarie gestite dalla Società italiana per le strade ferrate[3].

Tradusse le commedie di Plauto[4], scrisse un volume di ricordi politici delle Marche (1896) ripubblicati recentemente[5] e varie monografie sul Risorgimento.

Da lui ha preso nome una zona di Cesena (chiamata appunto Case Finali), città della quale è stato sindaco nel 1892.

Ha vissuto gli ultimi anni della sua vita presso la Villa di Gruffieto (tra Palazzuolo sul Senio e Marradi)

È stato sepolto in una cappella al cimitero monumentale di Cesena.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Opere autobiografiche di Gaspare Finali
  2. ^ a b Fonte: Dizionario Biografico degli Italiani. Vedi Collegamenti esterni.
  3. ^ AA.VV., Storia d'Italia, Novara, DeAgostini, 1991, p. 291, ISBN 88-402-9440-6.
  4. ^ I prigionieri e Il milite vanaglorioso di Plauto, Imola, I. Galeati, 1878, Le venti commedie / di M. A. Plauto, Milano, Ulrico Hoepli, 1903. Fonte: Catalogo del Servizio bibliotecario nazionale.
  5. ^ Le Marche : ricordanze, introduzione di Stefano Orazi, ristampa anastatica, Pesaro, Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, 2010. Fonte: Catalogo del Servizio bibliotecario nazionale.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Finali, Gaspare la voce nella Treccani.it L'Enciclopedia Italiana. URL visitato l'8/07/2012
  • FINALI, Gaspare di Elisabetta Orsolini in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 48, 1997, edizione online, sito treccani.it. URL visitato l'8/07/2012
Controllo di autoritàVIAF (EN2846485 · ISNI (EN0000 0000 8082 7235 · SBN IT\ICCU\RAVV\022575 · LCCN (ENn86095759 · GND (DE136980880 · BNF (FRcb16170168h (data) · BAV ADV10205074 · CERL cnp01402927