Georg Christoph Lichtenberg

fisico, scrittore e aforista tedesco
Georg Christoph Lichtenberg

Georg Christoph Lichtenberg (Ober-Ramstadt, 1º luglio 1742Gottinga, 24 febbraio 1799) è stato un fisico e scrittore tedesco. È noto soprattutto per i suoi aforismi.

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BiografiaModifica

Lichtenberg era l'ultimo di diciassette figli del pastore protestante Johann Conrad. In seguito a una deformazione della spina dorsale prima dell'età adulta, diventò gobbo. Nel 1763 riuscì ad entrare alla Georg-August-Universität Göttingen, in cui nel 1769 divenne professore straordinario di fisica, e infine nel 1775 un professore ordinario. Lichtenberg fu uno dei primi scienziati ad introdurre nelle proprie lezioni esperimenti con apparecchiature; per questo fu una delle figure intellettuali d'Europa maggiormente popolari e rispettate.

Ebbe anche buoni rapporti con altri grandi personaggi della sua epoca, come Goethe e Kant. Nel 1793 Alessandro Volta visitò Göttingen appositamente per vedere proprio gli esperimenti di Lichtenberg; nello stesso anno fu anche eletto membro della Royal Society. Ai giorni nostri è ricordato soprattutto per le sue ricerche riguardanti l'elettricità o più precisamente per le cosiddette Figure di Lichtenberg.

Per quanto concerne la vita sentimentale, Lichtenberg ebbe molte relazioni, la maggior parte delle quali con donne di bassa estrazione sociale. Nel 1777 conobbe la tredicenne Maria Stechard, che andò a vivere stabilmente con lui dopo il 1780 e morirà due anni dopo[1]; nel 1783 incontrò Margarethe Kellner (1768-1848), con cui convolò a nozze nei primi giorni del 1789 con la convinzione che sarebbe morto di lì a poco e che la donna necessitasse di una pensione. La donna gli diede sei bambini, vivendo poi altri 49 anni dopo la sua morte.

NoteModifica

  1. ^ Come raccontato in Gert Hofmann, Lichtenberg and the Little Flower Girl (traduzione di Michael Hofmann)

Traduzioni italianeModifica

  • Osservazioni e massime, trad. di Enrico Burich, Lanciano, Carabba, 1915 (rist. 2009)
  • Osservazioni e pensieri, trad. di Nello Saito, Torino, Einaudi, 1966
  • Libretto di consolazione, trad. di Adolfo Fabbio, Milano, Rizzoli, 1981
  • Lo scandaglio dell'anima: aforismi e lettere, trad. di Anacleto Verrecchia, Milano, Rizzoli, 2002
  • Zibaldone segreto, trad. di Francesco Franco Farina, Milano, Edizioni Virgilio s.a.s., 2002
  • La luce nera dell'umorismo, trad. di Berlinghiero Buonarroti, in Tuttologia e Contro Zam, Viareggio, Edizioni Cinquemarzo, collana Diaforia, 2017

BibliografiaModifica

  • Nello Sàito, Lessing e Lichtenberg, Milano, Soc. editrice Dante Alighieri, 1961
  • Augusto Menduni, Il Timorus di G. Chr. Lichtenberg, Genova, Stabilimento tipografico A. Porcile, 1967
  • Anacleto Verrecchia, Georg Christoph Lichtenberg: l'eretico dello spirito tedesco, Firenze, La nuova Italia, 1969
  • Matilede de Pasquale, Cura ut valeas meque mutuo diligas: le lettere ai familiari di G. Chr. Lichtenberg, Roma, Empiria, 1999

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