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Giacomo Caliendo
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Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia
Durata mandato 12 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 29 aprile 2008
Legislature XVI, XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XVI:
- Il Popolo della Libertà

XVII - XVIII:
- Forza Italia

Circoscrizione Lombardia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (Dal 2013)
In precedenza:
FI (1993-2009)
PdL (2009-2013)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università degli Studi di Napoli Federico II
Professione Magistrato

Giacomo Caliendo (Saviano, 28 agosto 1942) è un politico e magistrato italiano.

Senatore dal 2008, è stato Sottosegretario per la giustizia del Governo Berlusconi IV.

Indice

BiografiaModifica

Nato a Saviano (Napoli), si trasferisce a vivere a Milano dopo essersi laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II il 17 novembre 1964.

Attività forenseModifica

Dopo un breve periodo di servizio presso l'INPS come Consigliere amministrativo, nel gennaio del 1971, svolto il tirocinio da uditore giudiziario presso il Tribunale di Napoli, viene assegnato al Tribunale di Milano, con funzione di giudice presso la sezione specializzata in materia di diritto delle persone e della famiglia. Contribuisce, in tale periodo, all'elaborazione di interpretazioni giurisprudenziali della nuova legge sul divorzio, che influenzeranno, a livello dottrinario e giurisprudenziale, la successiva applicazione della normativa. Svolge, negli anni successivi, anche funzioni presidenziali.

Nel 1983 è nominato Consigliere di Corte d'appello e nel 1987, con decreto del Ministro delle finanze, Presidente di sezione della Commissione Tributaria di primo grado di Milano, incarico che non ricopre più per sopraggiunti limiti di età . Nel 1989 è nominato Sostituto Procuratore Generale presso la Procura Generale di Milano. Nel febbraio 2005 gli vengono conferite le funzioni Sostituto Procuratore Generale presso la Procura Generale delle Corte di Cassazione, funzione che svolge, in particolare, presso la prima sezione civile e la sezione tributaria.[1]

Attività associativeModifica

Sin dall'ingresso in magistratura, partecipa all'attività dell'Associazione Nazionale Magistrati ed è, negli anni 1978/1979, tra i fondatori della corrente “Unità per la Costituzione”. Nell'Associazione, nell'arco di pochi anni, ricopre tutte le cariche più importanti: nel 1983 è il primo fra gli eletti al Comitato Direttivo Centrale e, nello stesso anno, diviene Segretario Generale della corrente Unità per la Costituzione; nel gennaio 1985 è eletto componente della Giunta Nazionale; dopo le elezioni del 1987 del Comitato Direttivo Centrale, viene eletto Vice Presidente e, nel 1991, Presidente dell'ANM. Dal 2003 è presidente Nazionale dell'Associazione Magistrati Tributari.

È tra i fondatori dell'Associazione ”Vittorio Bachelet” e dell'Associazione per il giusto processo tributario; componente inoltre del Consiglio Direttivo del Centro per la Riforma del Diritto di Famiglia. È stato componente del Comitato scientifico dell'Associazione Lombarda per la lotta contro la droga (poi, Associazione Nazionale per la lotta contro la droga), nonché componente del comitato scientifico e fondatore della Comunità Valganna -T.C.I.- per il recupero dei tossicodipendenti.

Dall'aprile 2004 è tra i fondatori e presidente del Centro Studi Giuridici per l'integrazione Europea “Diritti e Libertà”. Si dimette dall'incarico nell'aprile 2008, con l'elezione al Senato.[2]

Attività politicaModifica

Nel 1961, nominato responsabile del movimento studenti dell'Azione Cattolica della Diocesi di Nola, fonda e dirige per circa tre anni, il giornale “l'Eco della Scuola”.

Nell'ottobre 1976 viene eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e resta in carica fino al mese di luglio 1981, ricoprendo anche l'incarico di presidente della terza commissione dal 1980[3].

Nel 1978 è chiamato a far parte della Commissione ministeriale per la riforma del processo civile, presieduta dal Prof. Liebman.: lo schema elaborato verrà successivamente trasfuso nel disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri l'8 maggio 1981.

Nel 1982 è nominato, con decreto ministeriale, Presidente della Commissione per lo studio comparato dei problemi inerenti al sistema di reclutamento dei magistrati, con particolare riguardo agli Stati Europei e all'esperienza francese; nello stesso periodo partecipa anche alla Commissione per la riforma organica dell'Ordinamento Giudiziario, coordinando, in particolare, il gruppo di lavoro relativo al governo della magistratura.

Nell'ottobre del 1996 è eletto componente effettivo del primo Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria e, nel marzo 1999, Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, restando in carica sino al mese di marzo 2003.

Nel corso della consiliatura ha in particolare curato la pubblicazione dei “Quaderni” e del “Notiziario”, iscrivendosi allo speciale Albo presso l'Ordine dei Giornalisti di Milano.

Elezione a senatoreModifica

Eletto al Senato della Repubblica il 13 aprile 2008, dal 12 maggio 2008 è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Giustizia, incarico che mantiene per tutta la durata del governo Berlusconi IV[4]. In tale ambito, con Decreto Ministeriale del 5 giugno 2008 è delegato per le materie di competenza del Dipartimento per gli affari di giustizia, relativamente alla Direzione generale della giustizia penale; del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, relativamente alla Direzione generale del personale e della formazione, alla Direzione generale delle risorse materiali dei beni e dei servizi, alla Direzione generale dei Magistrati, alla Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati; del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, relativamente alla Direzione generale del personale e della formazione, alla Direzione generale dei detenuti e del trattamento, alla Direzione generale dell'esecuzione penale esterna. È altresì delegato per il compimento degli atti urgenti ed improcrastinabili relativamente a competenze delegabili per legge e non delegate in via ordinaria ai Sottosegretari di Stato, in caso di assenza o impedimento del Ministro e con informazione allo stesso.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia,[5] della quale viene nominato probiviro.

Alle elezioni politiche del 2018 viene nuovamente eletto senatore, nelle liste di Forza Italia.

Procedimenti giudiziariModifica

Il 27 luglio 2010 la Procura di Roma iscrive Giacomo Caliendo nel registro degli indagati per presunta violazione della Legge Anselmi sulle società segrete: secondo le accuse il Sottosegretario avrebbe fatto parte ad un'associazione segreta (la cosiddetta P3) finalizzata al pilotaggio di appalti, sentenze e al dossieraggio e che avrebbe effettuato pressioni addirittura sulla Corte Costituzionale.[6]

Il 3 agosto 2010 la Camera dei Deputati respinge (con 229 sì, 299 no e 75 astenuti) una mozione di sfiducia presentata dal Partito Democratico e dall'Italia dei Valori contro Caliendo. Hanno votato a favore Partito Democratico, Italia dei Valori e i due deputati indipendenti Giuseppe Giulietti e Americo Porfidia; hanno votato contro Popolo della Libertà, Lega Nord Padania, Noi Sud e Lega Sud Ausonia; si astengono Unione di Centro, Futuro e Libertà per l'Italia, Alleanza per l'Ialia, Movimento per le Autonomie, Partito Repubblicano Italiano, Liberal Democratici e Südtiroler Volkspartei. Il ministro Andrea Ronchi, il Viceministro Adolfo Urso e i sottosegretari Roberto Menia e Antonio Buonfiglio, sebbene iscritti a FLI, votano contro insieme agli altri membri del governo.

Una volta espletate le indagini, la Procura chiede l'archiviazione della posizione di Caliendo. Il 14 marzo 2012 il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma archivia il caso e proscioglie Caliendo dalle accuse a lui rivolte.

NoteModifica

  1. ^ Biografia di Giacomo Caliendo
  2. ^ : Governo Italiano :. Pagina interna atta alla stampa Archiviato il 12 luglio 2010 in Internet Archive.
  3. ^ Nel 1981 veniva citato nella relazione della Commissione Anselmi sulla P2, nella parte in cui si riportava quanto riferito dall'allora Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Milano Marini: "Dopo l'avocazione del processo al suo ufficio (nel quale era implicato Roberto Calvi) ricevette una telefonata dal prof. Zilletti (vicepresidente del CSM) che lo pregò di adottare la massima cautela nel trattare i procedimenti, e che lo stesso Zilletti gli mandò, sempre per lo stesso motivo, come suo messaggero, il Dottor Giacomo Caliendo, componente del Consiglio".
  4. ^ Il 4 agosto 2010 la Camera dei deputati ha respinto (con 229 sì, 299 no e 75 astenuti) una mozione di sfiducia contro Caliendo, in seguito alla sua iscrizione al registro degli indagati per la vicenda P3.
  5. ^ L'addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  6. ^ Dell'Utri non risponde, indagato Caliendo Bankitalia commissaria il Ccf di Verdini - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 16 giugno 2016.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Giacomo Caliendo, Senato della Repubblica. URL consultato il 16 luglio 2010.
  • Giacomo Caliendo, Governo Italiano. URL consultato il 16 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2010).