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Giancarlo Sepe (Caserta, 1946) è un regista teatrale italiano.

BiografiaModifica

Compie studi classici, mentre si avvicina al teatro fondando una compagnia propria. Gli anni sessanta del XX secolo lo vedono fondare la Comunità Teatrale Italiana e poi il teatro La Comunità nel 1972, in Trastevere a Roma.

Compie un lungo lavoro registico su opere inizialmente di autori stranieri tra cui Nikolaj Vasil'evič Gogol', Tennessee Williams, Samuel Beckett, Bertolt Brecht, Alfred Jarry, Federico García Lorca, Jean Paul Sartre, Franz Kafka, Roger Vitrac, Peter Weiss, Israel Horovitz, Anton Cechov, Fernando Arrabal, Eugene Ionesco, Jean Cocteau, Oscar Wilde e moltissimi altri. Negli anni '70 affronta ampiamente anche il teatro italiano ideando e scrivendo lui stesso spettacoli di grande successo come Scarrafonata, In Albis, Accademia Ackermann, Cardio Gay, Cine H, Favole di Oscar WIlde, Puccini, Vienna, Pickpocket, Iliade, e stringe importanti sodalizi artistici con personaggi come Romolo Valli, Lilla Brignone, Uberto Bertacca, Aroldo Tieri, Giuliana Lojodice, Olga Villi e Mariangela Melato, che sarà protagonista dal 1985 di tre spettacoli da lui diretti: Vestire gli Ignudi, di una fortunata versione della Medea di Euripide e di Anna dei Miracoli[1].

Una triade dedicata alla donna e ai personaggi femminili la percorre con l'aiuto attoriale di Monica Guerritore, che sarà protagonista dal 2001 al 2004 degli spettacoli Madame Bovary, Carmen e La signora delle camelie[2], e con la partecipazione di Pino Tufillaro. Dirige lui stesso varii spettacoli televisivi di prosa tratti dai suoi successi teatrali. Tra tutti:Le bugie con le gambe lunghe, Care conoscenze e cattive memorie, Emilia Galotti, Madame Bovary, Anna dei Miracoli, Vestire gli ignudi, Cine H, Favole di Oscar Wilde... Si è inoltre prodotto anche come autore di altre opere teatrali personali oltre quelle già citate, E Ballando, ballando (1998) con una fortunata tournée in SudAmerica, Lumière Cinématographique (1975), Dr.Jekyll e Mr. Hyde (sogni e visioni) 2011/2012, Compagnia Totò (2011/2012) e ancora Napoletango, che ha debuttato al San Carlo di Napoli nel giugno 2010, per poi esordire a Londra al teatro Colyseum[3] e anche come regista di opere liriche Ha diretto la Lucrezia Borgia di Donizetti per il Maggio Musicale Fiorentino e La Traviata di Verdi per La Fenice di Venezia.[4].

Nel 2003 vince un Premio E.T.I. Gli Olimpici del teatro come miglior spettacolo d'innovazione grazie al suo Favole di Oscar Wilde mentre nel 2011 ottiene lo stesso premio, denominato però Premio Le Maschere del Teatro italiano, come miglior regista per Morso di luna nuova. Inoltre gli sono stati attribuiti il premio Flaiano e il premio Salvo Randone. I suoi spettacoli sono stati in tournée negli Stati Uniti, in Sudamerica, in Francia, in Inghilterra, in Grecia e in Cina.

Dopo un periodo di fermo dovuto alle peripezie burocratiche legate allo spazio in cui lavora dal 1972, ininterrottamente, e per questo nel 2006 scrive, interpreta e dirige al Teatro La Comunità uno spettacolo dal titolo LA CASETTA, che vuole metaforizzare la piccolezza di uno spazio, dove comunque si fa del teatro, e dove racconta della sua vocazione teatrale, della sua famiglia che non l'ha mai ostacolato e degli umori che questa gli ha regalato. Il messaggio in qualche modo sembra arrivare alle autorità comunali che non portano avanti il proposito di sfratto. Da quel momento, Sepe comincia la sua PALESTRA PER L'ATTORE tutta dedicata ai giovani, legandosi prevalentemente al gesto che nasce dalla suggestione emotiva della musica, sua eterna compagna nel suo viaggio teatrale. Dal 2012 parte una sua vorace corsa verso lo spettacolo: BECKETT IN CAMERA DA LETTO, che doveva essere un suo omaggio ulteriore, dopo quello del 1987 dove nella Villa della Versiliana mette in scena un BUON COMPLEANNO A SAMUEL BECKETT che da poco aveva compiuto i suoi 80 anni, e mette in scena, record assoluto nel mondo ben 40 opere del drammaturgo irlandese. Ma gli aventi diritto, inopinatamente, gli negano i diritti di rappresentazione, e trovandosi nell'impossibilità di far saltare lo spettacolo, Sepe li riscrive dando un vero e proprio saggio più che di Beckett, del beckettismo. La cosa non fu neanche rilevata dalla critica, se non da Franco Cordelli che ne apprezzò il valore polemico. Subito dopo allestisce sempre con la Compagnia del Teatro La Comunità AMLETO', una rappresentazione della tragedia shakespieriana contaminata dal cinema di Marcel Carnè e dal suo film Hotel du Nord. Interamente recitato in grammelot francese, con interpreti giovani come Guido Targetti e Federica Stefanelli. Lo spettacolo ha un esito trionfale e si replicherà più volte in varie stagioni, avvalendosi della scenografia di Carlo De Marino.

NoteModifica

  1. ^ Blog di Rai.tv
  2. ^ Sito ufficiale di Monica Guerritore
  3. ^ Giancarlo Sepe[collegamento interrotto] sul Dizionario dello Spettacolo del '900 Baldini & Castoldi.
  4. ^ Giancarlo Sepe sull'Enciclopedia Treccani.

Collegamenti esterniModifica

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