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Giorgio Cremaschi

Giorgio Cremaschi (Bologna, 27 settembre 1948) è un sindacalista italiano. È stato presidente del Comitato Centrale della FIOM, l'organizzazione dei metalmeccanici della CGIL, dal 2010 al 2012. Dal 12 gennaio 2019 è Portavoce nazionale di Potere al Popolo!.

BiografiaModifica

Nei primi anni Settanta, fu studente della Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Bologna e fu impegnato politicamente. Nel 1973, infatti, era dirigente della sezione universitaria e membro del Comitato federale del Partito comunista italiano di Bologna. Il 26 giugno del 1973, fu aggredito da una squadra di neofascisti del Fronte della Gioventù e del FUAN, di cui faceva parte il trentenne Marcello Bignami, che venne arrestato dalla Polizia.[1]

Si laureò in Scienze politiche all'Università di Bologna.

Dopo le prime esperienze nel sindacato della scuola del capoluogo emiliano, arrivò a Brescia nel 1974 per un incarico all'interno del progetto delle «150 ore», iniziativa realizzata dall'allora sigla unitaria dei metalmeccanici, la FLM (Federazione lavoratori metalmeccanici), per la formazione e il conseguimento d'un titolo di studio da parte degli operai bresciani.

Gli anni Ottanta lo hanno visto protagonista degli scontri sindacali in numerose aziende della provincia; confronti accesi e scontri durissimi legati non solo all'organizzazione del lavoro e al salario, ma pure al ruolo del sindacato in azienda. Dopo la lunga parentesi alla FIOM di Brescia (di cui è stato anche segretario generale dal 1981 al 1988), ha iniziato l'esperienza dei vertici nazionali di categoria, quindi quella non meno intensa della FIOM torinese, e poi, nuovamente a Roma, quella di segretario nazionale dei metalmeccanici della CGIL. In questo periodo aderisce, come semplice iscritto, a Rifondazione Comunista.

Dal 2005 è stato leader dell'area programmatica interna alla CGIL denominata "Rete 28 aprile" . Dal 2010 fino all'estate 2012 è stato presidente del Comitato centrale della FIOM.

Dall'estate 2011 è tra i promotori ed attivisti di primo piano del comitato "No Debito"[2].

Nella primavera 2013 è fra i promotori della rete anticapitalista nazionale "Ross@". Il 2 dicembre 2013 presenta, come primo firmatario, il Documento II "Il sindacato è un'altra cosa - rivendicAZIONI per una CGIL indipendente, democratica, che lotta", in antitesi al Documento I (prima firmataria Susanna Camusso) "Il lavoro decide il futuro". Entrambi i documenti andranno a votazione tra gli iscritti CGIL il 6, 7, 8 maggio 2014 in occasione del XVII Congresso CGIL.

Il 15 settembre 2015 Cremaschi, con un articolo pubblicato su The Huffington Post, intitolato "Perché lascio la Cgil", annuncia pubblicamente e spiega i motivi della sua decisione di abbandonare il sindacato restituendo la tessera dopo 44 anni di militanza: «Oramai mi sento totalmente estraneo a ciò che realmente è questa organizzazione e non sono in grado minimamente di fare sì che essa cambi.»[3]

Nel 2018 si candida per la prima volta alle elezioni politiche, nelle liste di Potere al Popolo!, per la Camera dei deputati. Il mancato raggiungimento della soglia di sbarramento al 3% gli impedisce di essere eletto.

Il 12 gennaio 2019 viene eletto Portavoce nazionale di Potere al Popolo unitamente a Viola Carofalo[4].

NoteModifica

  1. ^ Vittorio Monti, Vendette a Bologna dopo il 'Cantagallo' [collegamento interrotto], in Corriere della Sera, 28 giugno 1973, p. 10.
  2. ^ Appello "Dobbiamo fermarli!", su Comitato nazionale No Debito. URL consultato l'8 settembre 2015.
  3. ^ Giorgio Cremaschi, Perché lascio la Cgil, in The Huffington Post, 15 settembre 2015. URL consultato il 18 settembre 2015.
  4. ^ Maurizio Ribechini, Potere al Popolo elegge Carofalo e Cremaschi portavoce e decide di partecipare a Europee, in BlastingPop, 13 gennaio 2019. URL consultato il 14 gennaio 2019.

Voci correlateModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN46401025 · ISNI (EN0000 0000 4663 1730 · SBN IT\ICCU\IEIV\047885 · LCCN (ENno99067333 · WorldCat Identities (ENno99-067333
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