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Giorgio Mendella (Monza, 1953) è un imprenditore italiano.

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BiografiaModifica

Nato a Monza nel 1953 ma viareggino d'adozione, si diplomò perito elettrotecnico e successivamente studiò informatica ed economia da autodidatta.

Lavorò dapprima come fattorino presso una galleria d'arte il cui titolare, sul finire degli anni settanta, gli propose di apparire sugli schermi di Bergamo TV per curare le televendite di quadri e altre opere d'arte.

Negli anni ottanta fondò una propria emittente televisiva, Rete Mia, e più tardi, a cavallo fra gli anni '80 e gli anni novanta, creò il gruppo Intermercato, holding che controllava decine di società, con un giro d'affari stimato, secondo i dati riportati dalla stampa dell'epoca, in oltre 1.000 miliardi di lire.[1] Oltre a Rete Mia, Mendella possedeva le società Capitalfinanziaria, Domovideo, Fin Versilia, Publimercato '90, Interco, Banco di Tricesimo, Mias Assicurazioni, Viareggio Calcio e molte altre. Allo stadio dei Pini di Viareggio, Mendella organizzava periodicamente convention con migliaia di soci/investitori (secondo quanto riportato dal Giornale, nel 1989, fu il creatore in Italia della prima public company).

In seguito entrò nel mercato libero della telefonia con un satellite per telecomunicazioni, fondando la società Primosat Corporation s.r.l. con sede a Viareggio.

Alla caduta del muro di Berlino entrò nei mercati dell'Europa orientale con iniziative commerciali, immobiliari e turistiche; aprì a Bucarest un supermercato che vendeva merce occidentale nella valuta locale.

Procedimenti giudiziariModifica

Nel 1991 Mondella fu incriminato per una serie di reati fra i quali associazione a delinquere, truffa, sollecitazione abusiva al pubblico risparmio, esercizio abusivo della professione bancaria e falso in bilancio.[2]

L'esperienza di Rete Mia finisce nel 1999, quando il Tribunale di Lucca condannò Mendella per bancarotta fraudolenta, in parte assolvendolo dagli altri reati e in parte dichiarandone la intervenuta prescrizione.

La motivazione della sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Lucca indicava la somma che allo stesso veniva imputata, come "utilizzata per fini personali", nella misura di 984 milioni di lire.[3].[4][5]

In seguito, Mendella tentò senza successo di rientrare nel mercato finanziario con un'altra società.[6]

NoteModifica

  1. ^ Il mosaico di Mendella, in Repubblica.it, 9 maggio 1989. URL consultato l'11 agosto 2014.
  2. ^ Mendella, il bancarottiere visionario tra finanza e tv, in Linkiesta, 8 settembre 2013. URL consultato l'11 agosto 2014.
  3. ^ Ruggero Capone, All’economia Renzi servirebbe Mendella, su opinione.it, 7 maggio 2014. URL consultato il 15 novembre 2015.
  4. ^ Vent'anni di truffe ai Bot-People. Sono finiti in fumo 22 miliardi, in Repubblica.it, 30 ottobre 2003. URL consultato l'11 agosto 2014.
  5. ^ Giorgio Mendella, in Piramide d'oro - Realtà e miti del multilevel marketing, 28 novembre 2005. URL consultato l'11 agosto 2014.
  6. ^ Il ritorno di Mendella. Ora ci prova al Nasdaq con il «Defender», in Corriere.it, 16 gennaio 2011. URL consultato l'11 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2014).

Collegamenti esterniModifica