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Giovanni Battista Manso, o Giambattista Manso, marchese di Villalago (Napoli, 1567[1]Napoli, 1645), è stato uno scrittore, poeta e mecenate italiano.

Indice

BiografiaModifica

Nel 1571, in seguito alla morte del padre Giulio Manso, ricevette in eredità il feudo e il castello di Bisaccia, paese dell'Alta Irpinia. Avendo a quell'epoca soli due anni, venne nominata reggente del feudo l'ava Laura Manso. Questa, per pagare i debiti gravanti sul nipote, vendette nel 1588 al prezzo di 34.500 ducati il feudo di Cuculo (Cuccari) a Ettore Braida, conte di Carafa e marchese di Rapolla. A Gian Battista rimase comunque il castello di Bisaccia[2].

Fu protettore e amico di Torquato Tasso. Questi, che fu sempre molto riconoscente al marchese di Villalago[3], gli dedicò il dialogo Dell'amicizia (on line) e nella Gerusalemme liberata scrisse i versi «tra' cavalier magnanimi, e cortesi / risplende il Manso, e doni e raggi ei versa». Dal 1593 fu anche amico e protettore del poeta napoletano Giambattista Marino.

È autore della Vita del Tasso (on line), la prima biografia in assoluto sul poeta[4]. Sua anche una Vita del Marino, oggi perduta. Nel primo trentennio del XVII secolo cominciò a lavorare anche ad un progetto di Enceclopedia, mai ultimato, il cui manoscritto è conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli[5]

Promotore dell'Accademia degli Oziosi, fondò a Napoli il Seminario dei Nobili[6], detto anche "Monte Manso", un'istituzione caritatevole alla quale l'intera aristocrazia napoletana riteneva un dovere contribuire. Ospitò il celebre poeta e scrittore inglese John Milton, autore del Paradiso perduto, che gli dedicò un carme latino[7].

Come poeta compose una raccolta di Poesie nomiche (Venezia, 1635 e 1640), d'intonazione soprattutto riflessiva e morale, per le quali si valse della collaborazione e dei consigli di molti letterati amici. D'intonazione platonica i 12 dialoghi dell'Erocallia, sulla bellezza (Venezia, 1628; ma precedentemente stampati in edizione pirata a Milano con il titolo Paradossi).

Il titolo di marchese gli fu concesso, nel 1621, da Filippo IV di Spagna[8].

NoteModifica

  1. ^ Enciclopedie on line, sito Treccani.it (Collegamenti esterni), riporta come anno di nascita "1560 circa".
  2. ^ Cfr. E. Ricca, Istoria de' feudi del Regno delle Due Sicilie, vol. I, Napoli 1859, p. 93
  3. ^ Cfr., tra le altre, l'epistola del Tasso datata 3 giugno 1594 in C. Guasti (a cura di), Le lettere di Torquato Tasso, vol. V, Lemonnier, Firenze 1855, pp. 175-176
  4. ^ Cfr. J. Ferrazzi, Torquato Tasso: studi biografici-critici-bibliografici, 1971, pp. 1-4, ad vocem
  5. ^ C. Lombardi, Enciclopedia e letteratura: retorica, poetica e critica della letteratura in una Enciclopedia del primo Seicento, Università di Siena 2003, specie pp. 5-21.
  6. ^ A.L. d'Harmonville, Dizionario delle date, dei fatti, luoghi e uomini storici, vol. IV, Venezia 1845, p. 48, ad vocem
  7. ^ Cfr. The poetical works of William Cowper, vol. III, Londra 1831, pp. 171-175
  8. ^ E. Ricca, op. cit., p. 327

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN46911470 · ISNI (EN0000 0000 8125 4467 · SBN IT\ICCU\LO1V\089396 · LCCN (ENnr93023515 · GND (DE10020371X · BNF (FRcb134827261 (data) · BAV ADV10901825 · CERL cnp00913347