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BiografiaModifica

Diplomato in ragioneria e poi impiegato in banca, si laureò in Sociologia presso l'Università degli Studi di Trento. Nello stesso ateneo seguì la carriera accademica, divenendo docente ordinario di Filosofia della scienza e di Logica[2][3], nonché pro-rettore dal 1985 al 1987[4]. È inoltre autore di numerosi saggi e pubblicazioni sul tema della filosofia delle scienze sociali e della logica delle norme[4][5].

Fu iniziato alla massoneria nella loggia bolognese "Risorgimento-VIII agosto" nel 1961, divenendo Maestro venerabile della loggia "Zamboni-De Rolandis"[4] nel 1972[1]. Nello stesso anno chiese e ottenne di venire inserito tra i massoni "coperti" per ragioni di riservatezza legata alla sua professione di docente[4][6]. Stessi requisiti di riservatezza ebbe la sua appartenenza al Capitolo Nazionale del rito scozzese antico e accettato[4].

L'11 marzo 1990 fu eletto Gran maestro del Grande Oriente d'Italia. Negli anni della sua maestranza tenne posizioni di aperto contrasto con la Chiesa cattolica, dichiarò espressamente il proprio sostegno al Partito Socialista Italiano, e dovette confrontarsi con la cosiddetta "inchiesta Cordova" (dal nome del pubblico ministero di Palmi Agostino Cordova)[6][7]. Al centro di polemiche anche con i vertici del GOI, Di Bernardo decise di dimettersi dalla carica di Gran maestro il 16 aprile 1993 al termine della Gran Loggia annuale a Roma alla quale si era presentato dopo aver redatto atto costitutivo e statuto di una nuova Obbedienza, la Gran Loggia Regolare d'Italia[8][9]. Al vertice del GOI gli succedette il reggente Eraldo Ghinoi.

La neonata Obbedienza si regge su uno sparuto gruppo di Logge fuoriuscite dal GOI, caratterizzandosi per l'uso esclusivo del rito inglese Emulation. Otto anni dopo la fondazione, Di Bernardo viene espulso dalla GLRI; gli succede alla guida dell'Obbedienza il sociologo Fabio Venzi. Di Bernardo quindi avvia un nuovo progetto di un ordine paramassonico, denominato Dignity Order[10], che tuttavia non è un'Obbedienza regolare. Pur dichiarando di essere fuoriuscito dalla Massoneria, Di Bernardo da anni si presta a rilasciare interviste e dichiarazioni sull'argomento sia a giornalisti che ad organi inquirenti. Nel 2017 ha polemizzato con il GOI dopo aver reso una dichiarazione alla Commissione Antimafia relativa a presunte rivelazioni del defunto Ettore Loizzo (vedi collegamenti esterni). Nel settembre 2017 il GOI ha annunciato l'intenzione di denunciare Di Bernardo per diffamazione e calunnia. Il 7 aprile 2018 lo stesso Di Bernardo annuncia di voler a sua volta querelare il Gran Maestro del GOI Stefano Bisi per diffamazione.

NoteModifica

  1. ^ a b Aldo Alessandro Mola, Gelli e la P2: fra cronaca e storia, Bastogi Editrice Italiana, 2008, p. 358.
  2. ^ Giuliano Di Bernardo, unitn.it. URL consultato il 28 novembre 2013.
  3. ^ Il Gran Maestro: chi è Giuliano Di Bernardo, consultato il 12 giugno 2019.
  4. ^ a b c d e Aldo A. Mola, p. 798.
  5. ^ Pubblicazioni di Giuliano Di Bernardo, unitn.it. URL consultato il 28 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2011).
  6. ^ a b 1945-2005 Fra tradizione e rinnovamento: la lunga traversata del deserto dal 1945 a oggi, GOI. URL consultato il 28 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
  7. ^ Aldo A. Mola, pp. 801 e ss.
  8. ^ Aldo A. Mola, pp. 807-809.
  9. ^ Di Bernardo fonda la nuova Grande loggia, in Corriere della Sera, 18 aprile 1993. URL consultato il 28 novembre 2013 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  10. ^ Sito ufficiale del Dignity Order, dignityorder.com. URL consultato il 12 aprile 2017.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica