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Giuseppe Amadei
Giuseppe Amadei 1983.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 12 giugno 1958 –
5 febbraio 1987
Legislature III, IV, V, VI, VII, VIII, IX
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Democratico Italiano
Circoscrizione Emilia Romagna
Collegio Parma-Reggio Emilia
Sito istituzionale

Parlamentare europeo
Durata mandato 24 luglio 1984 –
24 luglio 1989
Legislature II
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PSI (1945-1947)
PSDI (1947-1992)
Titolo di studio Laurea in lettere e filosofia
Professione insegnante

Giuseppe Amadei (Guastalla, 18 marzo 1919) è un politico italiano, esponente del Partito Socialista Democratico Italiano e parlamentare europeo.

Indice

BiografiaModifica

Laureato in lettere e filosofia, fu professore di italiano e latino nei licei, durante la Seconda guerra mondiale collabora con il Comitato di Liberazione Nazionale, che lo nomina, dopo la Liberazione, membro della prima giunta comunale di Guastalla.

Si iscrive, sempre nel 1945, al PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria) e alle prime elezioni amministrative, nel 1946, diventa assessore all'Istruzione del comune di Guastalla, segretario della sezione del PSIUP di Guastalla e membro del consiglio di amministrazione della Società Veneta della Ferrovia Parma-Guastalla.

Partecipa alla scissione del PSIUP a Palazzo Barberini, nel 1947, durante la quale sostiene la posizione autonomista di Alberto Simonini e Giuseppe Saragat, sfociata nella fondazione del PSLI (Partito Socialista dei Lavoratori Italiani) da una parte, mentre il PSIUP riprende la denominazione di Partito Socialista Italiano (PSI). Nel 1951 il PSLI e il PSU (Partito Socialista Unitario) si fonderanno, dando vita, nel 1952, al Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI).

Nel 1953 Amadei è segretario provinciale della federazione reggiana del PSDI e membro del Consiglio Nazionale del partito. Nello stesso anno viene nominato segretario particolare e capo della segreteria del Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, Alberto Simonini e sindaco della Società Telefonica TIMO.

Il 12 luglio 1960, alla morte di Alberto Simonini, gli succede come deputato al Parlamento Italiano e da allora fino al 1989 viene eletto ininterrottamente alla Camera dei deputati per 8 legislature. Segretario dell'Assemblea Parlamentare e membro dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati; presidente della Commissione Istruzione e Belle Arti della Camera; vicepresidente dell'Unione Interparlamentare, è per 25 anni presidente del gruppo parlamentare Italia-Israele e, come tale, partecipa alla prima delegazione parlamentare italiana in visita a Israele. È inoltre membro, insieme al pittore e senatore Renato Guttuso, della delegazione parlamentare che visita più volte l'URSS.

È direttore del settimanale "La Giustizia", fondato nel 1886 da Camillo Prampolini e membro della direzione nazionale del PSDI, ne diventa vicesegretario nazionale, all'epoca in cui la segreteria è affidata al futuro presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Nel 1960 diventa inoltre presidente dell'Opera Benefica Camillo Prampolini, presidente del Centro di Addestramento Professionale di Reggio Emilia e consigliere comunale di Reggio Emilia. È sottosegretario di Stato all'Industria, Commercio e Artigianato nel governo Colombo (1970-1972) e alle Finanze nel II e V Governo Andreotti (1972-73 e 1979), nel IV e V Governo Rumor (1973-74), nel Governo Cossiga I (1979-80), nel Governo Forlani (1980-81) e nel Governo Spadolini I (1981-82).

È membro del Consiglio d'Europa e per 2 legislature nel 1976 e nel 1984 è eletto al Parlamento Europeo, diventando prima presidente della Commissione Immunità Parlamentari e poi presidente della Commissione Regolamento e Petizioni. È stato relatore generale per l'ammissione della Grecia nella CEE.

Ritiratosi dalla politica attiva nel 1992, non si è più iscritto a nessun partito politico. Esperto d'arte moderna e contemporanea, scrive introduzioni all'opera di pittori e scultori italiani e stranieri per edizioni d'arte. È membro di giurie artistiche e cura allestimenti di opere di grandi artisti italiani. È presidente del Museo del Comune di Tossicia, di cui è cittadino onorario.

Ha compiuto 100 anni il 18 marzo 2019[1].

Altri progettiModifica

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN56732096 · ISNI (EN0000 0001 1797 8716 · BNF (FRcb12666693n (data)