Giuseppina Negrelli

Gioseffa Franca Elisabetta Giovanna Negrelli, soprannominata Giuseppina (Fiera di Primiero, 27 maggio 1790Mezzano, 18 dicembre 1842), è stata una donna trentina, di recente divenuta nota, per la sua presunta partecipazione alle guerre napoleoniche del 1809.

Era sorella di Luigi Negrelli, progettista del Canale di Suez.

BiografiaModifica

Giuseppina Negrelli nacque nel 1790 a Fiera di Primiero, in Trentino, che al tempo era dominio degli Asburgo. La sua era una numerosa e ricca famiglia di commercianti di legname: il padre, Angelo Michele, era stato borgomastro di Fiera; la madre, Elisabetta Würtemperger, aveva origini tedesche.

Le notizie biografiche sono scarne e desunte essenzialmente dalle memorie del padre Angelo Michele. Inoltre la sua immagine è stata rielaborata, e parte della sua biografia riscritta, allo scopo di creare ex novo una figura di "eroina trentino tirolese".

Il contesto storicoModifica

Nel 1805 il Trentino era stato annesso al Regno di Baviera. Il 10 aprile 1809 il neo costituito Impero Austriaco dichiarò guerra all'Impero francese e ai suoi alleati, cominciando così la guerra della quinta coalizione. L'esercitò austriaco invase il territorio del Regno di Baviera, inclusa la zona del Primiero.

Le "imprese" di Giuseppina nel racconto del padreModifica

Nel Primiero gli austriaci costituirono una "Commissione di difesa" con a capo Angelo Michele Negrelli; vennero inoltre create sei compagnie di bersaglieri che dovevano affiancarsi all'esercito regolare.

Le compagnie furono messi agli ordini dei capitani Francesco Bosio di Canale, Luigi Savoi di Soprapieve, Luigi Piazza di Imer, Francesco Zorzi di Mezzano, del conte Villabruna di Transacqua e del conte Giuseppe Welsberg di Fiera.

Quest'ultimo era il padrino di Giuseppina e fu colui che la spinse ad abbracciare attivamente la causa asburgica. Nelle sue memorie il padre descrive l'episodio in termini non entusiastici:[1]

«Il signor conte Giuseppe Welspergh aveva in tal modo riscaldata la testa a mia figlia Giuseppina, che la indusse piena di coragio e di entusiasmo a vestir l’abito militare, e mi venne presentata dallo stesso signor conte ch’era suo santolo onde prendere il consenso di poter andare unitamente alle nostre compagnie sui passi del nostro confine, dove stavano le compagnie. Ella era fanatica per gli Austriaci, ed all’incontro aveva un genio tutto contrario pei Francesi, che potendolo fare avrebbe bramato di tutti distrugere. Io non potei rifiutarmi alle istanze di suo signor santolo conte Giuseppe ed alle preghiere della figlia, e quindi raccomandandola al medesimo, al signor Amato Altamer, e al signor Ferdinando Eccher, che pure si erano arrolati in quella compagnia di riserva, andò con essa sui vari punti della difesa ...»

In uniforme e con i capelli accorciati, Giuseppina frequentò assieme al Welspergh la milizia territoriale, presso i passi al confine con il Veneto, da cui si temeva un avanzamento delle truppe napoleoniche. Queste, tuttavia, non progettarono mai seriamente di avanzare nella valle e si limitarono ad una ricognizione timidamente condotta della zona. In una di queste compagnie, un capitano francese travestito da civile fu fermato nel tentativo di attraversare il confine, presente Giuseppina. Secondo quanto scrive il padre, questo evento ha contribuito in modo determinante alla diffusione della notizia che una giovane donna di Primiero era al comando di una compagnia di volontari che proteggeva il confine con Feltre.[2][3][4]

Oltre a questo Giuseppina partecipò ad una sortita nel territorio feltrino. Tale incursione fu decisa in seguito ad una voce che affermava che il vescovo di Feltre, ritenuto filofrancese si trovava a Dussano, paesino facilmente raggiungibile da Primiero. I miliziani primierotti ne progettarono il rapimento.[1] Il Negrelli racconta che, dopo essersi assicurato che il vescovo si trovasse da tutt'altra parte, autorizzò l'azione:

«Entro me stesso rideva di questa spedizione, ma mi conveniva di ritenerla per ogni riguardo, e perciò mandai dietro le provigioni necessarie per il vito»

L’azione "fallì miseramente" ed ebbe come unico risultato il furto di alcuni abiti della canonica di Dussano che però vennero "restituiti prontamente" ai legittimi proprietari.[1]

Si diffusero voci secondo cui nel feltrino delle donne erano state coinvolte nei saccheggi condotti dagli insorti nei territori veneti, dove venivano descritti come "briganti"[5][6][7][8][9][10].

Oggigiorno di tali eventi si possono trovare narrazioni celebrative e palesemente agiografiche:

«Nella Battaglia di Feltre Giuseppina si affiancò al padre e la leggenda racconta che il suo eroismo fece decidere le sorti dello scontro. Il merito del suo coraggio si dice che sia stata nominata "capitano" ...»

(Sito della Schützenkompanie Giuseppina Nigrelli (Fiera di Primiero))

Dopo la guerra il resto della vita della Negrelli trascorse senza particolari eventi: nel 1816 sposò Antonio Zorzi ed ebbe tre figli, Francesco, Michelangelo ed Eugenia. Morì a Mezzano la sera del 18 dicembre 1842, forse a causa di una flebite durata sessanta giorni. Fu tumulata nel cimitero del paese due giorni dopo.

L'invenzione del mito dell'eroina trentino tiroleseModifica

L'oblioModifica

Dopo la morte, la Negrelli e le sue presunte imprese militari vennero dimenticate.[11] D'altronde nel Tirolo nazionalista di fine '800 - inizio '900 non avrebbe potuto di certo essere un'italiana ad essere oggetto di celebrazioni patriottiche; d'altro lato nella cultura trentina di stampo irredentistico, i partecipanti alle lotte antinapoleoniche a sostegno degli Asburgo avrebbero suscitato imbarazzo e nessun interesse storiografico.[11] Non si replicò quindi il processo di costruzione del mito avvenuto con altri protagonisti delle guerre napoleoniche, come Andreas Hofer o Catarina Lanz.

La riscoperta e la strumentalizzazioneModifica

Solo in tempi recenti la memoria di Giuseppina Negrelli è stata recuperata ad imitazione di altre figure di "eroi tirolesi",[11][12] soprattutto grazie all'opera di associazioni folcloristiche locali dedite alla commemorazione delle memorie dell'epoca asburgica (gli Schützen trentini). La biografia della Negrelli è stata di conseguenza adattata, in modo da poterla annoverare fra i "difensori del Tirolo".

Se dietro al precedente silenzio poteva esservi l'imbarazzo davanti a una donna dalla nazionalità "sbagliata", attualmente si palesa "un uso strumentale volto a ricostruire l'identità tirolese dei trentini".[11] Il tutto non è privo di connotazioni politiche.

Giuseppina è pertanto "...divenuta suo malgrado eroina di una improbable difesa dei confini di Primiero da un tentativo di invasione francese mai realmente preso in seria considerazione dai distaccamenti napoleonici operanti nella zona del Feltrino e dell’Agordino contigua alla valle."[13]

La compagnia di bersaglieri tirolesi di Primiero è intitolata alla Negrelli e nell'agosto 2011 le ha dedicato un cippo in località Pontet di Imer. Viene inoltre ricordata dalla Federazione Schützen trentina con una cerimonia che si tiene in occasione dell'anniversario della sua morte.[14][15][16][17]

NoteModifica

  1. ^ a b c Ugo Pistoia, Il 1809 nelle Memorie di Angelo Michele Negrelli (PDF).
  2. ^ Ugo Pistoia: Il 1809 nelle memorie di Angelo Michele Negrelli. S. 187
  3. ^ Cecilia Nubola: Giuseppina Negrelli zieht in den Krieg: das Jahr 1809 für ein Mädchen aus dem Primiero. S. 80
  4. ^ Antonio Cambruzzi, Storia di Feltre, Premiata tip. sociale Panfilo Castaldi, 1877. URL consultato il 1º gennaio 2020.
  5. ^ Cecilia Nubola: Giuseppina Negrelli zieht in den Krieg: das Jahr 1809 für ein Mädchen aus dem Primiero. S. 80
  6. ^ Ugo Pistoia: Il 1809 nelle memorie di Angelo Michele Negrelli. S. 188
  7. ^ Matteo Melchiorre e Jimi Trotter, La via di Schenèr: Un'esplorazione storica nelle Alpi, Marsilio, 15 settembre 2016, ISBN 978-88-317-4098-2. URL consultato il 1º gennaio 2020.
  8. ^ Quegli orribili Maoni Hofer e i briganti tirolesi - il Corriere delle Alpi, su Archivio - il Corriere delle Alpi. URL consultato il 1º gennaio 2020.
  9. ^ «Meglio i francesi che i Maoni» A 200 anni dai moti di Hofer il ricordo dell'invasione tirolese - il Corriere delle Alpi, su Archivio - il Corriere delle Alpi. URL consultato il 1º gennaio 2020.
  10. ^ I RECUPERANTI Andreas Hofer e gli Alpini, su www.recuperanti.it. URL consultato il 1º gennaio 2020.
  11. ^ a b c d Fra realtà e leggenda riscoperte quattro eroine del Tirolo di Hofer, in Alto Adige. URL consultato il 15 dicembre 2017.
  12. ^ (FR) Pasteur, Paul, Siglinde Clementi (dir.), Zwischen Teilnahme und Ausgrenzung. Tirol um 1800. Vier Frauenbiographien. Innsbruck, Universitätsverlag Wagner, Veröffentlichungen des Südtiroler Landesarchivs/Pubblicazioni dell’Archivio provinciale di Bolzano, 2010, 176 pages., in Clio. Femmes, Genre, Histoire, nº 34, 31 dicembre 2011. URL consultato il 4 marzo 2018.
  13. ^ Fra realtà e leggenda riscoperte quattro eroine del Tirolo di Hofer, in Alto Adige. URL consultato il 15 dicembre 2017.
  14. ^ Schützen ricordano la Negrelli - Trento, su Trentino. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  15. ^ Primiero, raduno Schützen - Valsugana e Primiero, su Trentino. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  16. ^ 2017 12 17 SK Primor - in ricordo di Giuseppina Negrelli, su Federazione Schützen del Welschtirol. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  17. ^ Giuseppina Negrelli, una vera Freiheitskämpferin, su unsertirol24.com. URL consultato il 24 ottobre 2019.

BibliografiaModifica

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