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Carlo Azeglio Ciampi, primo non parlamentare a ricoprire la carica di presidente del consiglio nel 1992, guidò un governo di scopo

Per governo di scopo, nell'ambito del gergo parlamentare italiano, si intende un esecutivo di breve durata, sorto appositamente dopo una crisi di governo, e che abbia come obiettivo il varo di provvedimenti legislativi urgenti, come ad esempio l'approvazione di una nuova legge elettorale prima della fine della legislatura[1].

Viene spesso erroneamente fatto ricondurre nella fattispecie del governo tecnico, che a differenza di quello di scopo non è necessariamente politico, nel primo caso sarà formato quasi esclusivamente da "tecnici" esterni prestati alla politica[2], nel secondo da parlamentari eletti, magari ex ministri facenti parte dell'Esecutivo dimissionario precedente[1][3].

Indice

NoteModifica

  1. ^ a b Come governo di scopo si può configurare quello di Carlo Azeglio Ciampi, il 50º governo della Repubblica Italiana, il secondo e ultimo dell'XI legislatura, che si concluse con l'emanazione della legge elettorale detta "Mattarellum" con la quale furono svolte le elezioni politiche italiane del 1994, 1996 e 2001.
  2. ^ Fu il caso ad esempio di Giuliano Amato, un indipendente, che nell'ambito della XIII legislatura ricevette dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il conferimento dell'incarico di formare il 56º governo (qualificabile come "tecnico") della Repubblica atto a traghettare il paese verso le elezioni politiche del 2001.
  3. ^ Cfr. nella definizione di "governo di scopo" su Nanopress.it

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica