Graciliceratops mongoliensis

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Graciliceratops
Graciliceratops Skeleton Reconstruction.jpg
Diagramma scheletrico degli elementi noti dell'olotipo
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Superordine Dinosauria
Ordine † Ornithischia
Infraordine † Neoceratopsia
Clade † Coronosauria
Genere Graciliceratops
Sereno, 2000
Nomenclatura binomiale
† Graciliceratops mongoliensis
Sereno, 2000

Graciliceratops (il cui nome significa "corno slanciato") è un genere estinto di dinosauro neoceratopsico di piccole dimensioni, vissuto nel Cretaceo superiore, circa 97-83 milioni di anni fa, in quella che oggi è la Formazione Bayan Shireh, in Mongolia, Asia. Il genere contiene una singola specie, ossia G. mongoliensis.[1]

DescrizioneModifica

L'olotipo di G. mongoliensis è piuttosto frammentario, costituito da un cranio molto frammentato dotato di mandibola; alcune vertebre, di cui 4 cervicali, 12 dorsali e 7 sacrali; la scapola destra; l'estremità prossimale della scapola sinistra; il coracoide sinistro; l'omero destro, un radio e ulna frammentari; l'estremità prossimale e distale dell'omero sinistro; frammenti prossimali del pube; frammenti dell'ileo e frammento dell'ischio destro; il femore destro, una tibia e un piede quasi completi; la parte distale della tibia sinistra, frammenti del piede sinistro; ed alcuni tarsali e costole isolate.[2]

Sebbene molto danneggiato, il cranio misura circa 20 centimetri (200 millimetri), gli archi e i centri delle vertebre sacrali non sono fusi, il che indica che questo esemplare non era ancora completamente cresciuto al momento della morte, rappresentando probabilmente un individuo giovane.[2] Le sue dimensioni sono stimate attorno ai 60 centimetri (2,0 piedi) di lunghezza, per un peso compreso tra i 2,27 e i 9,1 kg (da 5,0 a 20,1 libbre).[3] Tuttavia, a causa della natura giovane dell'esemplare, le dimensioni degli esemplari adulti è stata stimata intorno ai 2 metri (6,6 piedi), o una lunghezza simile a Protoceratops. Il collare presenta una grande fenestra delimitata da rinforzi ossei molto sottili. Questa struttura è molto simile a quella del più evoluto Protoceratops. Graciliceratops è facilmente distinguibile per il fragile collare ed il caratteristico rapporto tibiale-femorale (1,2: 1); il collare è anche brevemente allungato dai processi squamosali ben sviluppati.[1] La scapola ha una costituzione molto gracile, sebbene più spessa nel glenoide, con una coracoide relativamente grande; anche l'omero è molto snello. Il femore misura 9,5 centimetri (95 millimetri), è leggermente curvo e ha una grande testa; il quarto trocantere è fragile e si trova sopra la lunghezza media dell'estremità femorale. Essendo più grande del femore, la tibia misura 11 centimetri (110 millimetri) e la sua articolazione prossimale è più sviluppata che distalmente. Il piede destro è praticamente completo, mancando solamente dell'estremità distale del IV metatarso. Gli unguali (ossa che sorreggono le unghie) del piede sono appiattiti dorso-ventralmente e comunque appuntiti.[2]

ClassificazioneModifica

Nella descrizione di Aquilops, nel 2014, è stata condotta un'ampia analisi filogenetica di Ceratopsia. Graciliceratops è risultato essere un neoceratopsia basale. Di seguito sono riportati i risultati ottenuti per Neoceratopsia:[4]

Ceratopsia 

 Yinlong

 void 
 void 

 Chaoyangsaurus

 IVPP V12722 (Xuanhuaceratops)

 void 

 Psittacosauridae

 Neoceratopsia 

 Liaoceratops

 void 

 Yamaceratops

 void 

 Archaeoceratops

 Coronosauria 
 Leptoceratopsidae 

 Montanoceratops

 void 

 Udanoceratops

 Leptoceratops

 Prenoceratops

 void 

 Graciliceratops

 void 
 Protoceratopsidae 

 Bagaceratops

 Protoceratops

 void 

 Zuniceratops

 Ceratopsidae

Storia e denominazioneModifica

L'olotipo di Graciliceratops, ZPAL MgD-I/156, venne scoperto nella Formazione Bayan Shireh in Mongolia, proveniente dalla località di Shireegiin Gashuun. La scoperta venne effettuata durante l'esplorazione sul campo dalla spedizione paleontologica polacco-mongola, nel 1971. Quattro anni dopo, nel 1975, l'esemplare fu descritto da Teresa Maryańska e Halszka Osmólska, venendo però riferito al genere Microceratops.[2] Tuttavia, nel 2000, Paul Sereno osservò che tale assegnazione era ingiustificata e, nel complesso, il genere mancava di diagnosi, quindi Microceratops (ora chiamato Microceratus[5]) era considerato un nomen dubium. L'esemplare è stato in seguito ri-descritto da Sereno, creando un nuovo genere e specie: Graciliceratops mongoliensis.[1]

Il nome generico, Graciliceratops, deriva dal latino gracilis, che significa sottile o snello, e dal termine greco κέρατο/kérato che significa corno, in riferimento alla sua struttura corporea fragile. Il nome specifico, mongolienses, invece, fa riferimento al luogo di provenienza del fossili, in Mongolia.[1]

PaleoecologiaModifica

Graciliceratops venne scoperto nei letti del Sheeregeen Gashoon, che fanno parte dell'Upper Bayan Shireh. La presenza di sedimenti caliche, fluviali e lacustri, indica che al tempo di Graciliceratops la regione aveva un clima semiarido, ricco di fiumi e grandi laghi.[6][7] Nella parte superiore ed inferiore della formazione, sono stati ritrovati anche dei frutti fossilizzati suggerendo la presenza nella zona di piante angiosperme.[8] Studi magnetostratigrafici indicano che la formazione rimane all'interno del Cretaceous Long Normal, depositatosi fino al Santoniano, datando l'area tra il Cenomaniano ed il Santoniano, circa 98,5-83,5 milioni di anni fa.[9] Tuttavia, secondo dati biostratigrafici, l'Upper Bayan Shireh come la Formazione Iren Dabasu, sarebbe datata approssimativamente tra i 97,8 e i 83,5 milioni di anni fa.[10]

Graciliceratops visse accanto ad altri dinosauri della parte superiore della formazione, in particolare: il grande dromaeosauride Achillobator, il tyrannosauroide Alectrosaurus, i therizinosauri Erlikosaurus e Segnosaurus, il pachycephalosauro Amtocephale; gli ankylosauri Talarurus e Tsagantegia, il grande sauropode Erketu ed il basale hadrosauroide Gobihadros.[6][11][8] La paleofauna della regione conosciuta, amplia anche la biodiversità acquatica: Paralligator[12], Lindholmemys[13] e lo squalo Hybodus, sono solo alcuni esempi di organismi acquatici che popolavano la zona.[10] Inoltre, in almeno due località sono stati recuperati resti di pterosauri azhdarchidi, conosciuti principalmente da vertebre cervicali.[14]

 
Fauna della Formazione Bayan Shireh (Graciliceratops in arancione chiaro, sotto Alectrosaurus)

NoteModifica

  1. ^ a b c d P. C. Sereno, The fossil record, systematics and evolution of pachycephalosaurs and ceratopsians from Asia (PDF), in The Age of Dinosaurs in Russia and Mongolia, Cambridge University Press, 2000, p. 489–492.
  2. ^ a b c d T. Maryańska e H. Osmólska, Protoceratopsidae (Dinosauria) of Asia (PDF), in Palaeontologia Polonica, vol. 33, 1975, p. 134–143.
  3. ^ T. R. Holtz e L. V. Rey, Dinosaurs: The Most Complete, Up-to-Date Encyclopedia for Dinosaur Lovers of All Ages, Random House, 2007. Genus List for Holtz 2012 Weight Information
  4. ^ A. A. Farke, W. D. Maxwell, R. L. Cifelli e M. J. Wedel, A Ceratopsian Dinosaur from the Lower Cretaceous of Western North America, and the Biogeography of Neoceratopsia, in PLOS ONE, vol. 9, n. 12, 2014, pp. e112055, Bibcode:2014PLoSO...9k2055F, DOI:10.1371/journal.pone.0112055, PMC 4262212, PMID 25494182.
  5. ^ O. Mateus, Two ornithischian dinosaurs renamed: Microceratops Bohlin 1953 and Diceratops Lull 1905, in Journal of Paleontology, vol. 82, n. 2, 2008, p. 423, DOI:10.1666/07-069.1.
  6. ^ a b T. Jerzykiewicz e D. A. Russell, Late Mesozoic stratigraphy and vertebrates of the Gobi Basin, in Cretaceous Research, vol. 12, n. 4, 1991, pp. 345–377, DOI:10.1016/0195-6671(91)90015-5, ISSN 0195-6671 (WC · ACNP).
  7. ^ A. V. Sochava, Stratigraphy and lithology of the Upper Cretaceous sediments in southern Mongolia. In Stratigraphy of Mesozoic sediments of Mongolia, in Transactions of Joint Soviet–Mongolian Scientific Research and Geological Expedition, vol. 13, 1975, pp. 113–182.
  8. ^ a b D. T. Ksepka e M. A. Norell, Erketu ellisoni, a long-necked sauropod from Bor Guvé (Dornogov Aimag, Mongolia), in American Museum Novitates, vol. 3508, n. 3508, 2006, pp. 1–16, DOI:10.1206/0003-0082(2006)3508[1:EEALSF]2.0.CO;2.
  9. ^ J. F. Hicks, D. L. Brinkman, D. J. Nichols e M. Watabe, Paleomagnetic and palynologic analyses of Albian to Santonian strata at Bayn Shireh, Burkhant, and Khuren Dukh, eastern Gobi Desert, Mongolia, in Cretaceous Research, vol. 20, n. 6, 1999, pp. 829–850, DOI:10.1006/cres.1999.0188.
  10. ^ a b A. Averianov e H. Sues, Correlation of Late Cretaceous continental vertebrate assemblages in Middle and Central Asia, in Journal of Stratigraphy, vol. 36, n. 2, 2012, pp. 462–485.
  11. ^ D. B. Weishampel, P. Dodson e H. Osmolska, Dinosaur Distribution, in The Dinosauria, Second Edition, University of California Press, 2004, pp. 596–597.
  12. ^ A. H. Turner, A Review of Shamosuchus and Paralligator (Crocodyliformes, Neosuchia) from the Cretaceous of Asia, in PLOS ONE, vol. 10, n. 2, 2015, p. e0118116, DOI:10.1371/journal.pone.0118116, PMID 25714338.
  13. ^ V. B. Sukhanov, I. G. Danilov e E. V. Syromyatnikova, The Description and Phylogenetic Position of a New Nanhsiungchelyid Turtle from the Late Cretaceous of Mongolia, in Acta Palaeontologica Polonica, vol. 53, n. 4, 2008, pp. 601–614, DOI:10.4202/app.2008.0405.
  14. ^ M. Watabe, D. Suzuki e K. Tsogtbaatar, The first discovery of pterosaurs from the Upper Cretaceous of Mongolia (PDF), in Acta Palaeontologica Polonica, vol. 54, n. 2, 2009, pp. 231–242, DOI:10.4202/app.2006.0068.

BibliografiaModifica

  • Sereno, P. C., 2000, The fossil record, systematics and evolution of pachycephalosaurs and ceratopsians from Asia: In: The Age of Dinosaurs in Russia and Mongolia, Edited by Benton, M. J., Shishkin, M. A., Unwin, D., and Kurochkin, E. N., Cambridge University press, p. 480-516.

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