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Grimani
Grimani.png
Palato d'argento e di rosso di otto pezzi[1][2].
FondatoreServadio Grimani
Data di fondazioneX secolo
Etniaitaliana

I Grimani furono una nobile famiglia di Venezia, del cui patriziato fecero ancora parte dopo la Serrata del Maggior Consiglio del 1297, venendo compresi fra i Curti. La famiglia diede tre dogi alla Serenissima.

StoriaModifica

I cronisti sono discordi riguardo alle loro origini. Sembra però che il primo Grimani documentato, un Servadio, fosse tornato a Venezia all'inizio X secolo, dove i suoi avi, di origine lombarda, avevano già trovato domicilio. Ad essere ammesso al Maggior Consiglio fu il figlio Teodosio, nel 940.

Girolamo Grimani, del ramo di San Luca, fece costruire nel XVI secolo un Palazzo presso la calle Grimani, su disegno del Sanmicheli; più tardi, il figlio doge Marino farà incoronare nel palazzo la moglie Morosina Morosini.

Michele Grimani fu grande mecenate ed imprenditore teatrale. I Grimani furono proprietari di ben 4 teatri: Il Teatro San Giovanni e Paolo, il Teatro San Giovanni Grisostomo dedicato alle opere in musica, il Teatro San Samuele frequentato molto da Carlo Goldoni e Antonio Vivaldi ed inoltre il Teatro San Benedetto.

"L’undecimo [teatro] a San Giovanni Grisostomo, eretto con mirabil prestezza l’anno 1678 da Giovanni Carlo e abate Vincenzo, fratelli Grimani d’Antonio, nipoti ed eredi di Giovanni sudetto, mostrando in questo modo d’aver ereditata non meno la magnificenza che il genio virtuoso per cui rendono maggiormente cospicua la nobiltà e di stirpe e d’animo. Il fondo era un casamento antico ruinato sino a’ fondamenti. Era prima abitazione di Marco Polo nobile veneziano, famoso per i suoi viaggi, distrutta da un grandissimo incendio che consumò diverse merci di gran valore, caduta in eredità a Stefano Vecchia, ora acquistata da’ sudetti nobilissimi Cavalieri."

Cristoforo Ivanovich, Le Memorie Teatrali di Venezia, 1681.


Presso il sestiere di Santa Maria Formosa, si trova ramo Grimani, così chiamato perché conduce al grandioso palazzo che fu dimora di Giovanni Grimani, Patriarca di Aquileia nel 1545 e che fu riccamente decorato secondo lo stile rinascimentale tra il 1530 e il 1565. Il Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa è oggi un Museo aperto al pubblico. Giovanni Grimani, appassionato di archeologia e arte antica, conservava nell'edificio una ricca collezione confluita nella raccolta del Museo Archeologico di Venezia.

La nobiltà dei Grimani fu confermata l'8 febbraio 1819 dall'Impero Austriaco.

Nel XVII secolo, con il matrimonio tra Antonio Grimani ed Elena Gonzaga, figlia di Ludovico Francesco Gonzaga, quarto marchese di Palazzolo, nacque la famiglia Grimani-Gonzaga.[3]

Membri illustriModifica

Linea genealogica del doge AntonioModifica

  
Antonio
*14341523
 
     
  Vincenzo
*? †1535
 Marino
  
Domenico
*14611523
 Pietro
*14661517[4]
 Girolamo
* 14661515
  
          
 Nicolò Grimani
*? †1527
Antonio
*? †1527
Marina
Vettore
*? †1558
 Lucrezia
*? †1591
  
Marino
*~14881546
Paola
Lucia
  
Marco
*14941544
  
Giovanni
*15061593
     
           
 Vincenzo
*15241584
 Laura
Antonio
Laura[5]
Elena[5]
Girolamo[5]
Giulio[5]
Marinetto[5]
Giulio
*1531 †?[5]
Elena[5]
Laura
*15321616[5]
 
     
 
Antonio
*15581627
Giovanni
*15591592
Piero
*15601589
Domenico
*15611617
Vettore
*15651614

PalazziModifica

NoteModifica

  1. ^ Piero Guelfi Camaiani, Dizionario araldico, Milano, Hoepli, 1940, p. 400.
  2. ^ Fabrizio di Montauto, Manuale di araldica, Firenze, Edizioni Polistampa, 1999, p. 146.
  3. ^ Treccani.it. Vincenzo Grimani, su treccani.it. URL consultato il 14 dicembre 2014.
  4. ^ Priore dell'ordine di San Giovanni di Rodi in Ungheria.
  5. ^ a b c d e f g h Naturale.

BibliografiaModifica

  • Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili' italiane estinte e fiorenti, Pisa. 1886
  • Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane, note integrative e revisione a cura di Marina Crivellari Bizio, Franco Filippi, Andrea Perego, Venezia, Filippi Editore, 2009 [1863].

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